24 Settembre, 2015
JinDomani avrei finalmente dato l'ultimo esame. Sembrava non arrivare mai quella data ed invece eccomi qui, sul libro di diritto costituzionale, a rivedere quelli che sono i concetti che meno mi entrano in testa. Saranno già le sette di sera, ho passato l'intera giornata chiuso in quella stanza, con la testa china su quel dannato libro e l'ansia che mi divorava lo stomaco. Non ero mai stato un tipo ansioso, ma sapere che quello sarebbe stato l'ultimo esame mi metteva una strana agitazione addosso.Un' agitazione bella, quasi liberatoria. Finalmente avrei avuto un po' di tempo per me, un po' di tempo per capire cosa volessi davvero dalla vita. Diventare avvocato sarebbe stato un percorso lungo e difficile, ma soprattutto lungo visto che mio padre mi avrebbe dato filo da torcere nonostante avrei sicuramente preso un posto nel suo studio. Infondo non era forse per questo che avevo scelto giurisprudenza?
La mia vita era sempre stata così, avevo sempre scelto la via più facile e meno stressante. Nonostante intorno a me avessi sempre avuto persone che provocavano il mio senso eccessivo di tranquillità, ma soprattutto di apparenza. E Jemy era sicuramente una di queste persone. Erano diverse settimane che non lo sentivo e non lo vedevo, anche se vivevamo nella stessa città, non era facile vedersi. In realtà non mi era mai piaciuta molto la sua compagnia, troppo diversi, troppo orgogliosi ed arroganti. Soprattutto mio cugino, non mancava di farmi notare quanto non mi sopportasse. Mentre io, alla fine, gli volevo davvero bene. Essendo entrambi figli unici, per me, Jemy era sempre stato come un fratello minore. Un po' come era stato per me Seo.
Era un anno esatto che con Seo non parlavo più. Da quando si era trasferito a Milano aveva cominciato a ripetermi che avrebbe cambiato ogni aspetto della sua vita. C'erano cose, persone, che era finalmente contento di non rivedere più. Ma non avrei mai pensato che tra queste ci fossi anche io.
Alla fine, Key, non aveva mai smesso di avere ragione su di lui.da Key:
in bocca al lupo per domani, idiota.Il messaggio di quella mattina mi faceva sorridere. Nonostante tutto, non avrebbe mai smesso di chiamarmi in quel modo. Key era uno dei motivi per cui ero contento di tornare a casa, nella mia città. Roma mi aveva stufato e poi tra i miei conquilini ignoranti e gli idioti convinti che frequentavo all'università, non mi dispiaceva tornare a vecchie abitudini. Era per questo che avevo prenotato il biglietto del treno per il giorno dopo l'esame, non volevo perdere altro tempo. Sarei tornato a riprendere le mie cose tra qualche settimana, non avevo fretta.
Le gambe cominciano a formicolare e in più ho fame. Non ho voglia di cucinare, penso che ordinerò una pizza e me la farò portare a casa. E poi ho decisamente bisogno di una doccia, questa t-shirt bianca inizia ad avere un'odore strano.
Il telefono è buttato sul mio letto, lo afferro e mi accorgo subito di una chiamata. È mia zia, la mamma di Jemy.
Di solito non mi chiama, perciò mi incuriosisco e decido di richiamarla.Mia zia Carol è sempre stata una delle mie preferite, probabilmente perché è l'unica sorella di mio padre che mi ha sempre davvero considerato. Per quanto non ci sentissimo spesso, almeno una volta al mese zia Carol mi chiamava per sapere come andava all'università, come stessi e soprattutto di tener d'occhio Jemy.
Quando risponde al telefono le chiedo subito se fosse successo qualcosa, ma lei, con voce stanca, mi rassicura che andava tutto bene e che volesse solo sapere il giorno della mia partenza.-Dopodomani alle dieci- le rispondo tranquillamente, totalmente disinteressato nel capire perché volesse sapere ciò. Comunque zia Carol non risponde subito ed io credo che sia perché, come suo solito, starà facendo qualche calcolo per cercare di capire se quella situazione fosse congeniale alla sua.
-Okay, comprerò il biglietto anche a Jemy-
Jemy? Che significa? E soprattutto che rottura di palle, avrei dovuto viaggiare quasi tre ore con quell'antipatico di mio cugino. Già immaginavo come sarebbe andato il viaggio. Avremmo passato tre ore in silenzio, con la musica a palla nelle orecchie, ed il suo broncio lungo quanto la strada che divedeva Roma dalla nostra città natale.
Comunque sospetto che qualcosa non vada e difatti zia Carol me lo conferma con le parole successive.-Vedi non vuole darci ascolto, credo che qualche mese da tuo padre possa aiutarlo a capire cosa è giusto fare-
Alzo gli occhi al cielo terribilmente scocciato all'idea che avremmo dovuto condividere la stessa casa. Ma mi dispiace provare questo fastidio, poiché sono certo che zia Carol aveva i suoi buoni motivi per prendere una tale decisione.
E così Jemy, dopo quasi tre anni, sarebbe tornato nella città in cui non aveva fatto altro che mettersi nei guai o fare cazzate con le persone sbagliate.Ora mi chiedevo cosa avrebbe detto Key di questo, come avrebbe preso la notizia che Jemy sarebbe tornato nella sua città. Nella città in cui aveva lasciato troppe cose in sospeso.
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救い出すよ必ず// I'll Save u
FanfictionBOY IN LUV SERIES // Second Act Sono passati tre anni dagli ultimi avvenimenti, Key ormai è all'università: viaggia tra la città in cui vive da sempre alla città in cui cerca di crearsi un futuro. La sua vita è molto diversa da quando frequentava i...