Capitolo 12

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Ero stato un cretino. Un completo coglione. Uno stupido, avrei dovuto capire quello che provava e l'avrei affrontata in un modo migliore, invece avevo fatto soffrire due persone. Ero stato insensibile, pensavo di sapere più di tutti ma ero quello che sapeva di meno. Se non mi fossi comportato cosi ora non mi sarei trovato a cercarlo per tutta la città. Sapevo che Londra fosse grande, ma non avrei pensato così tanto. Sono un essere orribile, avevo fatto piangere due delle persone che amavo di più, anche se in modi diversi. Poi pensai. Che scemo che ero, probabilmente era nel nostro hotel. Mi feci prestare la macchina che aveva affittato Luca e corsi verso il nostro palazzo. Bussai alla porta di Tim.
Mi rispose da dentro la stanza
T: Armie lo so che sei tu, n-non ti apro.. v-vattene
Aveva iniziato a singhiozzare
A: Tim mi dispiace tantissimo, non avevo capito che provassi qualcosa per me, se l'avessi saputo..
T: se tu l'avessi saputo, non sarebbe cambiato niente.
A: ti sbagli
Sentì la maniglia della porta aprirsi e con essa qualche secondo dopo anche la porta. Me lo ritrovai davanti, ma non aveva il solito sorriso splendido,anzi era spento e i suoi occhi erano gonfi da quanto aveva pianto.
T: mi sbaglio? E cosa avresti fatto? Ti saresti innamorato di me ? Neanche in un mondo parallelo succederebbe.
Avrei voluto rispondergli, dirgli che non sapevo che cosa provavo.
A: non lo so, non so cosa sento per te. So solo che mi dispiace di averti fatto soffrire.
T: Quindi non sai se ti piaccio?
A: Timmy, so di sentire qualcosa, ma non so se è amicizia o amore. Chiunque sarebbe fortunato ad averti accanto. Devi capire che io ho una famiglia e non sarebbe giusto verso di loro e verso mia moglie. Perciò ora non pensiamoci,viviamo l'attimo. Ti va di andare al cinema?
T: va bene, ma solo se mi prometti che cercherai di capire cosa provi.
A: te lo prometto
Prendemmo l'autobus e arrivammo puntuali. Non sapevo perché ma sentivo una certa ansia. Forse perché il film riguardava una storia d'amore Lgbt dove i protagonisti di quel film eravamo io e timothèe e ,propio in questo momento, mi sentivo come Oliver. Prendemmo i biglietti e ci sedemmo in sala. Appena sentii la sigla iniziale del film mi ricordai subito quando avevo incontrato Timmy e a come mi avesse cambiato completamente la vita. Grazie a questo film mi sembrava di rivivere quei momenti, dalle nuotate, al giro in bici, alla prima volta che ho incontrato Luca. Non sapevo perchè ma mi sentivo in un modo diverso dalla prima volta che l'avevo visto, lo stavo apprezzando di più e non mi sentivo più in imbarazzo per le scene intime, anzi mi sentivo a mio agio. Il corpo di Timmy senza maglietta mi eccitava, così, senza neanche pensarci troppo appoggiai la mia mano sulla sua e inizia ad accarezzarla. Mi guardó sorpreso, ma non offeso. Sapevo che lui avrebbe voluto farlo prima, ma probabilmente aveva paura di come avrei reagito. Era spaventato, non voleva crearmi problemi, ma la realtà è che io volelo crearmeli perchè ero curioso e volevo sperimentare quello che c'era tra noi, perchè si, c'era qualcosa, chiunque poteva percepirlo. Intrecciai le mie dita tra le sue.
Quando il film terminó mi offrii di accompagnarlo in hotel.
T: Armie, grazie di tutto, ma volevo dirti che non sei obbligato a recitare la parte dell'innamorato.
A: nessuno qui sta recitando, sto provando cose nuove.
T: io non sono qualcosa che si prova.
A: lo so, non ti userei mai. Intendevo dire che voglio buttarmi in questo.
T: armie ti conosco, tu non provi qualcosa per me, vuoi solo sperimentare.
A: devi capirmi, tutto questo è nuovo per me, ma non mi interessa se domani mi pentiró, perchè ti voglio, ti voglio ora. Mi avvicinai alle sue labbra delicate e lo baciai, inizialmente delicatamente e poi diventó più intenso, ma nulla di volgare. Non avevo mai ricevuto un bacio migliore di quello che mi aveva dato timmy quella notte e sentivo qualcosa dentro di me: desiderio.

La verità è che mi piaci troppoDove le storie prendono vita. Scoprilo ora