CAP.23

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Pov.Emma
È il terzo giorno che sono qui in ospedale, non mi mandano a casa perchè non credono che io mi riposi e allora mi tengono qui... ho promesso che cercherò di darmi una calmata ma non mi hanno ascoltata, sono giorni che rifiuto il cibo dell'ospedale, fanno di tutto per farmi mangiare ma io non voglio... per fortuna Stefano non sa nulla. E sono giorni che non faccio altro che pensare al mio futuro.
Sono sdraiata sul letto, sono le 6 e 25 del mattino, ho voglia di alzarmi da qui, indosso la mia vestaglia leggera e vado in bagno... il mio viso lo trovo peggiorato.. e anche di tanto.
Mi metto di profilo, alzo la mia maglietta e mi guardo allo specchio, da un paio di anni a questa parte dopo una dieta avevo perso tanti chili ma stavo bene... adesso quasi non mi riconosco, mi si vedono le costole e se alzo ancora di più la maglia vedo anche il cuore che batte talmente forte da fuoriuscire dal petto.
Abbasso di scatto la maglia e vado verso il corridoio, a quest'ora sono poche le persone che sono in giro.. ci sono sole le infermiere e poca gente come me che non riesce a dormire.
Cammino e poi mi fermo d'avanti ad una stanza semi aperta, mi preoccupo perchè sento piangere.. allora mi avvicino e mi affaccio.
Una ragazza su per giù dell'età di mia figlia è stesa sul letto a piangere con una fascia sulla testa, potrei riconoscere tra mille una persona malata di cancro.
Mi si pezza il cuore, decido di entrare.
Busso e lei di scatto si gira.
"Hei.. scusami ho sentito piangere e allora mi sono fermata, posso entrare?? Hai bisogno di aiuto"?
Annuisce piano e si siede nel letto.
Quando alza di più lo sguardo spalanca gli occhi, forse mi avrà riconosciuta?
"Oh mio dio.... tu sei Emma??"
"Si.. sono proprio io"
"Mia madre ed io siamo tue grandi fan, sei la sua vita.. non ci siamo mai perse un concerto.. posso abbracciarti"??
"Ma certo che puoi"
La abbraccio e la stringo a me, inizia a parlare e mi sorride, poi piano piano si intristisce.
"Ho letto su instagram cosa ti è successo.."
"Eh già.. sono una persona normale anche io.. e anche io sto male, non mi hai ancora detto come ti chiami"
"Ah bhe... vuoi proprio saperlo?? Mi chiamo Emma..."
"Davvero"?
"Esatto, te l'ho detto che per mia madre sei la sua vita.. la tua musica ci ha aiutate tanto... specialmente quando papà è venuto a mancare"
"Oddio.. quando"?
"Circa 4 anni fa.. io ne avevo solo 14"
"Mi dispiace tanto, hai la stessa età di mia figlia Sofia... sono tanto contenta che in qualche modo io sia riuscita a risollevare il morale di tua madre anche in quel periodo"
"Eh già... posso chiederti come stai"?
"Ah come sto??... sono come in una centrifuga... mi sento come se il mio corpo non mi appartenesse più, ma non posso permettermi di abbattermi... non ora"
"Io invece non ci riesco più... il mio cancro è in stato troppo avanzato, e fare un operazione sarebbe rischioso... è situato nell'utero e se l'operazione andasse male non potrei avere figli"
Mi ricorda tanto me quando pensavo che non avrei mai potuto avere figli.. ma l'operazione mi ha salvata.
"Ma per fortuna sto facendo la chemio... anche se sto male quando devo farla.. e ho perso i miei splendidi capelli biondi ma so che potrei salvarmi"
È in questo preciso istante che mi sento una persona orribile..  sono giorni che dichiaro di non voler iniziare la chemio e poi una ragazza di 18 anni mi dice che senza chemio potrebbe rischiare di morire.
Sono un egoista.
"Posso raccontarti una cosa poccola Emma"?
Le dico mentre mi metto comoda.
"Certo"
"Quando ho scoperto della malattia ho deciso di non voler fare le chemio... non avrei voluto rivivere ciò che ho già passato, ma parlare 20 minuti con te mi ha fatto capire che tu senza queste chemio hai una paura fottuta di non vivere ed io ci ho rinunciato... se le inizierò sarà solo merito tuo.."
"Oddio.. mi fai piangere"
"Sei una forza della natura.. ascoltami adesso vado.. ma ti prometto che più tardi ritorno e mi raccomando fai trovare qui tua madre"
"Va bene.. e grazie"
"Grazie a te"
Le lascio un bacio sulla guancia e vado via, so dove devo dirigermi..
A passi svelti vado verso lo studio del dottor Stasi che è qui per il turno di notte, busso un paio di volte nel suo ufficio e poi entro.
"Emma ma cosa ci fai già sveglia? Non sono nemmeno le 7"
"Dottore ho preso una decisione"
"Dimmi"
"Ho deciso di inziare la seduta di chemio"
"Dici davvero Emma"?
"Si... non posso sprecare quest'opportunità"
"Non potevi darmi notizia più bella.. è stato Stefano ha farti cambiare idea"?
"No.. una persona con cui ho parlato solo mezz'ora ma mi è già entrata nel cuore"
"Mi fa tanto piacere, ascoltami verso le 9 verrò in camera tua.. la sai la prassi, dovrai firmare dei documenti"
"Si certo... ricordo come funziona"
"Bene.. adesso và a riposarti"
"Ok, buona giornata"
"Grazie"
Esco dal suo ufficio e ritorno nella mia camera, invio a Ste un messaggio e gli dico di venire in ospedale appena si sarà svegliato...
Mi sdraio sul mio letto, prendo il mio iphone e vado nella galleria..
Poco dopo mi trovo con gli occhi lucidi perchè guardo e riguardo le foto dei miei figli.. quanto mi mancano.
In questi giorni li ho visti molto poco, tutti e tre sarebbero voluti rimanere con me ma io li ho costretti a partire con Elisa per un paio di giorni... sono contenta che si svaghino, senza pensare a niente.
Loro non si meritano di soffrire a causa mia.
Non ho più ripreso sonno e verso le 7 e 40 vedo entrare Stefano dall porta.
"Ehi buongiorno amò"
"Amore mio.. cosa dovevi dirmi di così urgente"?
Mi da un bacio sulla guancia e poi si siede di fianco a me.
"Ho preso una decisione"
"Dimmi"
"Ho deciso di inziare la chemio"
Le sue labbra si aprono in un sorriso.
"Davvero"?
"Si.."
"Sono tanto felice.. amore mio pensa che lo stai facendo per noi ma soprattutto per te"
"Io per voi farei di tutto"
"Anche io amore mio.. sdraiamoci un po dai"
Ci stendiamo a letto, mi cinge i fianchi e chiudiamo gli occhi e ci riposiamo ancora un po..

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