CAP.33

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Pov.Emma
Non mi capacito che dopo così tanti mesi io sia qui di nuovo in sala di registrazione, credevo non avrei mai potuto ridevere il mio microfono, la mia chitarra e i miei testi.. e invece stamattina Francesca mi ha tirata giù dal letto e adesso stiamo per entrare nello studio.
Mi passa le chiavi ma io sono talmente emozionata che non riesco ad aprire la porta.
"Dammi faccio io"
Mi dice Francesca mentre mi accarezza una spalla.
Le passo le chiavi e mi sposto per farle aprire la porta.
"Ci siamo? Hai voglia di entrare"?
"Si.."
Non ci metto piede da quando ho saputo della malattia..
Entriamo piano e poi chiudiamo la porta.
"È tutto rimasto uguale all'ultima volta che sei entrata Emm, non abbiamo mosso nulla"
"Già.."
Cammino piano e accarezzo tutto, dalla poltrona dove mi siedo per rilassarmi... all'asta del microfono, l'unico strumento capace di farmi esprimere al meglio.
"Non puoi capire quanto tutto questo mi sia mancato"
"Posso solo immaginarlo.."
"Però ho tanta voglia di ricominciare.. sono carica a palla"
"Daje tuttaaaa"
"Siiii"
Urliamo e poi ci abbracciamo, siamo due pazze scatenate.
"Allora.. mettiamoci a lavoro dai"
"Si..ecco tieni"
Mi passa il testo ed io continuo a leggerlo e rileggerlo.
"Hai scritto un capolavoro amò"
"Lo pensi davvero"?
"Si.."
"Entra dai"
Lo studio si divide praticamente in due stanze.. la sala dove si incide e un'altra.
"Vado.."
Entro in sala d'incisione e mi piazzo d'avanti al microfono, oggi ci siamo solo io e la Franci poi se tutto va secondo i piani chiameremo la band e Luca Mattioni.
Sento urlare Francesca dall'altra stanza.
"Emma sei prontaaa"?
Mi si fermano le parole in gola, non riesco a dirle che vorrei tanto cantare ma non riesco...
Il respiro lo sento sempre più farsi pesante, mi porto una mano sul petto e cerco di rilassarmi, Franci quando mi vede entra di corsa da me.
"Oh Emma.. che succede"?
"Frà..."
"È il solito attacco di panico stai tranquilla, respira dai"
Mi porta a sedere e mi fa respira.. piano piano ci riesco.
Francesca si abbassa sulle ginocchia e mi parla all'orecchio.
"Calmati, so che è difficile per te ricominciare dopo tutto questo tempo.. non è detto che tu debba farlo adesso, forse devi prenderti del tempo"
"Ti giuro che voglio dare me stessa, voglio cantare questo mio pezzo... forse mi sono sola fatta prendere dal panico.. io mai avrei immaginato di poter rientrare qui e cantare, anche se non l'ho mai dimostrato ed ho sempre carcato di fare la forte.. la dura..  ma io ho avuto e ho una fottuta paura di lasciare tutto, lasciare i ragazzi, Stefano, la mia famiglia.. tutti voi, ed anche se adesso so che le cure stanno andando bene io non riesco a stare tranquilla"
"Lo so.. io ti conosco molto bene, tu sei fragile come una rosa... ma hai due palle grosse così amica mia"
Mi scappa un sorriso e la abbraccio.
"Vedrai che i risultati dei prossimi esami andranno bene.."
"Adesso basta lacrime, mi sento meglio.. voglio cantare"
"Dai vai, fammi venire la pelle d'oca"
Mi alzo dalla sedia e ritorno al mio microfono.
Francesca fa partire la base composta in precedenza.
Aspetto qualche secondo e poi inizia a cantare.
Alcune parole vengono spezzate da un pianto leggero ma riesco a portare a termire il tutto.
Ho cantato ad occhi chiusi, appena li ho riaperti Francesca che era di fronte a me adesso è in lacrime.
Esco dalla saletta e le vado incontro abbracciandola.
"Sei il mio orgoglio Emmì"
Non le rispondo e le lascio un bacio sulla guancia.
"Ho voglia di ricantarla"
"E vai.. cosa aspetti"
Stavolta la ricanto ad occhi aperti e con le labbra che si aprono in un sorriso.
Adesso si che sto bene, appena concludiamo il tutto mettiamo a posto le ultime cose e poi ne approfittiamo per dedicarci un aperitivo al bar, ci sediamo, ordianiamo e poi ci gustiamo il tutto.
"Stasera perchè non organizziamo qualcosa da me"?
"Non vorrei ti stancassi Emm, oggi hai la chemio.. lo sai"
"Uff lo so.. ma ho voglia di festeggiare con tutti i miei amici"
"Facciamo così, tu vai in ospedale con Stefano ed io assieme alle ragazze organizziamo qualcosa nel tuo giardino"
"Perfetto.. grazie, i gemelli staranno a casa quindi vi apriranno loro"
"Benissimo, andiamo dai altrimenti farai tardi"
Paghiamo il conto, ci mettiamo in macchina ed io mi faccio accompagnare alla scuola di ballo da Stefano mentre lei ritorna a casa.
Scendo dall'auto e mi dirigo verso l'ingresso.
"Oh buongiorno Emma.. è da tanto che non ti vedo"
"Ciao Miriam.. si, è da un po che non passo, Stefano sta facendo lezione"?
"Aspetta che vedo"
Miriam appena mi ha vista con la fascia quasi non mi ha riconosciuta, mi ha sempre vista tutta perfetta e acchittata per Stefano.
Appena ritorna mi dice che tra due minuti finirà la lezione.
"Perfetto allora aspetto qui"
"Certo, un caffè ti va"?
"Ehm.. si grazie"
Mi siedo sulla poltroncina e aspetto il caffè che poco dopo mi serve.
Aspetto 5 minuti e poi vedo uscire dall'aula tutti i ragazzi e per ultimo Marcello e Stefano.
"Amò scusami ma non potevo interrompere"
"Figurati.. ciao Marcè"
"Ciao tesò"
Do un bacio a stampo a Ste e uno sulla guancia a Marcello.
"Che ci fai qui"?
"Ho pensato che potremmo andare direttamente da qui in ospedale.. mi ha accompagnata Francesca"
"Si hai fatto bene..  andiamo dai, ciao fratè, ciao Miriam"
"Ah prima di andare, Marci stasera tu e Giulia siete invitati da noi, ci saranno anche gli altri.. Miriam se ti va potresti passare anche tu"
"Ehm.. mi farebbe piacere, grazie"
"Figurati, tu Marcè vieni"?
"Si certo, a stasera"
Usciamo da li e ci dirigiamo in macchina.
"Come mai hai deciso di organizzare una festa"?
"Perchè stamattina sono ritornata in sala di registrazioni e sono riuscita a cantare il mio pezzo e voglio festeggiare"
"Sono tanto orgoglioso di te, hai deciso il titolo"?
"Ci stavo pensando da un po ma ho deciso, si chiamerà "tutto passerà".."
"Sarà meraviglioso..."
"Grazie.. e comunque se ne occuperanno le ragazze della festa"
"Bene così non ti stancherai"
Arriviamo in ospedale, vado dal dottor Stasi, lo saluto poi mi cambio e con Stefano entro nella camera.
La routine ormai di questo momento l'ho imparata a memoria, questi 50 minuti passano alla velocità della luce e in un attimo ho finito.
Mi aggrappo a Stè per camminare e vado dal dottor Stasi.
"Emma allora ri ricordo che domani ci sono i risultati di quelle altre analisi"
"Speriamo bene.."
"Andrà bene non preoccuparti, tu adesso va a casa a riposarti"
"Arrivederci"
Salutiamo e andiamo via, in macchina mi addormento un pochino, ho la nausea e quindi crollo in un attimo.
Mi sveglio e mi trovo nella mia camera da letto, mi ha portata su Stefano.
Mi sento leggermente meglio, sento dal finestrone che affaccia in giardino delle voci, mi affaccio e vedo che alcuni amici sono già arrivati.
Indosso un jeans e una canotta e vado giù.
"Buonaseraaaa"
"Oh ben svegliata, come ti senti"?
"Meglio Alessà.. avete fatto di tutto in mia assenza vero"?
"Eh già, abbiamo anche acceso il barbecue" mi dice Andrea con al fianco Elisa.
"Bravissimi hahah"
La serata la passiamo nel migliore dei modi, scherziamo, mangiamo e ridiamo senza sosta, durante la cena ho detto a tutti che ho inciso la canzone.. erano tutti tanto felici per me, specialmente i miei ragazzi... abbiamo brindati fino a finire l'ultimo goccio di spumante.
Verso l'1 e 30 tutti vanno via.
Mi hanno aiutata prima a riordinare quindi non devo far nulla.
Saliamo tutti nelle nostre camere, diamo la buonanotte ai ragazzi e ci rintaniamo nella nostra camera.
"Sei stanca amò"?
Mi chiede Stefano quando ormai siamo a letto.
"Un po... speriamo che le analisi di domani vadano bene Stè"
"Andranno benissimo, dormiamo dai.."
"Ti amo"
"Ti amo anche io"
Ci baciamo dolcemente e mano nella mano ci addormentiamo..

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