12/04/18

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La prima volta che Viviana, Francesca e Gabriele sono stati a casa mia tutto il pomeriggio, è stata il 12/04, che oltretutto è stato un giorno bellissimo… anche per altri motivi.
Era giovedì, quindi, come ogni settimana, ho avuto le prove d’orchestra, e sono uscita alle 16 da scuola.
Quando sono uscita siamo andati a prendere Gabriele, perché non potevano accompagnarlo.
Siccome in più i miei avevano delle cose da fare, siamo arrivati a casa mia verso le 18, e poi ci hanno raggiunti anche Lorenzo, Viviana e Francesca.
All’inizio ci annoiavamo un po’, perché non sapevamo cosa fare, ma poi abbiamo iniziato a giocare al gioco del sì e del no.
Ci facevamo le domande tra di noi, seguendo la carta.
Anche se Gabriele, per complicare la vita alle persone, aggiungeva domande.
Al mio turno, era lui a farmi le domande, e all’inizio stava andando abbastanza bene.
Certo… fin quando non ho iniziato a diventare rossa PEGGIO di un UN POMODORO, per una domanda che mi aveva fatto:
“Mi daresti un bacio?”
Non sapevo cosa rispondere… anche perché… avrei detto sì…ma non potevo, perché se no avrei perso… visto che le uniche regole del gioco sono di non dire né sì né no.
Lui… vedendo le mie ENORMI difficoltà, ha aggiunto:
“Ora, sul momento”
Quindi… l’ho baciato e basta.
Così non ho dovuto dire sì, e non ho dovuto ripetere una delle risposte affermative che avevo usato prima, ma nella stessa carta.
Poi abbiamo continuato a giocare, fino a quando i miei non ci hanno chiamati perché dovevamo andare a mangiare.
Dopo cena, siamo tornati nella mia stanza, ma purtroppo i genitori di Gabriele sono arrivati proprio quando abbiamo finito di mangiare, e lui se n’è dovuto andare.
Però, prima che se ne andasse, per salutarlo, gli ho dato un altro bacio… in bocca… mentre Viviana e Francesca erano girate, e quando una delle due si è girata (ormai troppo tardi) si è pure offesa perché non si era vista la scena.
Comunque, poi lui se n’è andato, e io sono rimasta con Vi e Fra.
Essendo rimasta da sola con loro, ho iniziato a sclerare malissimo per quello che era successo.

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