Capitolo 16

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Dopo essermi calmata e aver smesso di piangere come una fontana mi sono messa sotto le coperte e mi sono addormentata in pochissimo tempo. Ero stremata, non credevo che piangere facesse stancare tanto.
Naturalmente come tutte le notti faccio un sogno, ma questo primo me lo ricordo secondo mi ha lasciato senza fiato.
Mi trovo in una foresta o forse è un bosco. Boh non capisco, insomma sono su un posto pieno di alberi, di tutti i tipi: aghifoglie, latifoglie, alberi da frutti e non. Ci sono anche cespugli e fiorellini selvatici. Io sto camminando in mezzo a tutta la vegetazione. Indosso un vestito lungo fino al terreno, di color blu notte, decorato con conchiglie e ricamato con dei fiori sulla gonna. I fiori sono le margherite. I capelli sono sciolti, lunghi fino a metà schiena. Non ho scarpe ai piedi, sono nudi ma comunque puliti e senza nemmeno un graffio. Ho un sorriso smagliante sul volto e sono spensierata. Almeno penso. Beh l'immagine lascia intendere quello.
Ad un certo punto arrivo in un accampamento e c'è un ragazzo, seduto su un tronco tagliato, ma non riesco a vederlo bene. Questo personaggio mi trasmette tristezza o meglio dispiacere. So che non posso vederlo in faccia, ma lo sento dentro di me che il ragazzo davanti alla sottoscritta non è al settimo cielo.
Lui si alza e inizia a camminare.
< Ho scoperto una cosa oggi sorella > inizia a parlare lo sconosciuto. Sorella? Io? È davvero un sogno oppure ho davvero un fratello da qualche parte?
< Che cosa vi fa stare tanto male? > dice la me del sogno. Da quando do del lei a un mio famigliare. Siamo per caso tornati nel quattordicesimo secolo?
< C'è la possibilità che io possa morire > spiega il mio presunto fratello.
< Questo è impossibile, voi siete immortale > protesta quella identica a me. So che sono io, ma è difficile accettare che una ragazza del genere sia io. Il mio subconscio mi fa proprio un brutto scherzo.
< Lo pensavo anch'io sorellina, ma purtroppo ho visto la mia morte. Sarà dolorosa. Mi spegnerò insieme a questo posto, visto che l'ho creato io. La mia morte è legata a questa terra. L'unico modo per impedirlo è che io trovi il cuore del vero credente e il proprietario di questo lo sostituisca al mio, volontariamente > dice il ragazzo continuando a camminare.
< Quando si verificherà questo fatto? > chiedo io cercando di rimanere calma, ma mi lascio sfuggire qualche lacrima.
< Non lo so. Può essere domani come può verificarsi fra molti secoli >
< Allora c'è speranza. Ti posso aiutare fratello > mi avvicino a lui.
< Vedi qui le cose si complicano. Io non permetterò che tu assista a tutto quello che farò, che dovrò fare per la mia vita. Ti farò andare molto molto lontano da qui, poi quando tutto sarà finito ti richiamerò a me >
Con uno schiocco delle dita il ragazzo fa aprire un portale che sta cercando di risucchiarmi. Mi afferro al braccio del mio cosiddetto fratello per non andarmene chissà dove.
< Tranquilla, non devi avere paura, non ricorderai niente e per di più non avrai emozioni. Non allarmanti prima di tornare ti farò riavere le emozioni e poi i ricordi > dice in tono serio. Non sembra essere troppo dispiaciuto. Probabilmente è molto sicuro di sé e calcolatore.
< Ma io non voglio lasciarti. Ho bisogno di te. Ho paura. Ti prego non farlo > urlo disperata e in preda alle lacrime.
< Ci rivedremo presto sorellina, non dubitare. Io non fallisco mai > detto ciò mi lascia andare.
Mi sveglio di soprassalto tutta sudata e con il fiatone.
Una frase mi rimbomba in testa: non avrai tutti i ricordi finché lui non deciderà di restituirteli tutti.
Le uniche cose che mi ricordo molto bene sono: cuore del vero credente e un'affermazione del ragazzo "io non fallisco mai"

Peter PanDove le storie prendono vita. Scoprilo ora