27 Novembre, 2015
Yu
ore 15.07Alzai gli occhi al cielo quando lo vidi, impalato, davanti la solita macchinetta. Mentre mi avvicinavo lo guardavo con crescente curiosità, poiché il secchione sembrava guardasse la vetrina del distributore con aria assente. Stava semplicemente fermo, le braccia lungo i fianchi, senza prendere una decisione.
Era inquietante il modo in cui non faceva nulla.-Hai fatto?- il suono della mia voce, forse leggermente più acuta del solito, lo fa sobbalzare. Il secchione si gira terrorizzato verso di me, come se quella stupida frase fosse stata pari ad una minaccia -Tutto bene?- sebbene non lo sopportassi, mi venne spontaneo fargli quella domanda. Forse perché aveva pesanti borse sotto i suoi occhi azzurri.
Ovviamente, mi guarda soltanto. Non fa nient'altro se non andarsene di tutta fretta. Ancora una volta mi aveva trattato come se fossi il bullo della scuola.
-Che idiota- una voce sconosciuta mi arriva all'orecchio poco dopo che il secchione si è allontanato. Mi giro di scatto e accanto a me c'è un ragazzo con una faccia davvero antipatica.-Scusa?-
-Quello... è un idiota- lo guardo di traverso. Non avevo idea di chi fosse quel tipo e che rapporto avesse con il secchione ma non ero d'accordo. O almeno non mi era piaciuto quel suo modo facile di appellare una persona.
-È questo in base a cosa lo deduci?- assumo il tono più altezzoso che potessi avere nelle mie corde vocali e aspetto che, quel tipo, mi sveli qualcosa che io non sappia già.
-Non c'è molto da dedurre... basta guardarlo- bastava guardarlo, questa la sua più logica spiegazione -Wow, sono colpito- non posso risparmiarmi una battuta, il ragazzo ha capito che lo sto prendendo in giro ma mi limito a prendere la mia bottiglietta d'acqua e lasciare quel cretino alle sue interessanti teorie basate sul nulla.
Probabilmente adesso anche io sarò diventato un idiota ai suoi occhi.
Mi rendo conto che il conservatorio è un posto al quanto particolare. Particolare per le persone che lo frequentano. Davvero pochi avevano avuto accortezza nei miei confronti, ma erano sempre stati sulle loro, senza sbilanciarsi troppo, mantenendo quella distanza fondamentale. Altri non ti guardavano neanche in faccia, passavano nei corridoi, con la loro comitiva e con quell'arroganza tipica di chi suona da così tanti anni. No, a pensarci bene quel posto non mi piaceva affatto. Ed ora come ora anche l'unica persona che mi era davvero piaciuta, cominciava ad avere le sue crepe. Tra l'altro è proprio da lei che sto andando. Dall'ultima volta ho un po' di ansia nel dover entrare in quell'aula, ma una parte di me si fida ciecamente di Marina e sa che non avrei trovato altre sorprese.
Tuttavia il karma non sembra essere di quell'avviso, poiché sento provenire delle voci poco familiari. Ma più mi avvicino più riconosco la voce arrabbiata di Marina e poi sento un'altra voce. È la voce di un ragazzo, non deve avere più della mia stessa età. Stanno litigando furiosamente. Non riesco a percepire molto di quello che si stanno urlando contro, ma abbastanza da capire che il ragazzo è scocciato per qualcosa. Più di una volta sento ripetergli che Marina è un egoista e non gli importa nulla del suo futuro. Forse è un altro dei suoi studenti, qualcuno che non è soddisfatto delle sue lezioni, ma nessuno si era lamentato di Marina. Nessuno. Poi sento di nuovo la voce del ragazzo, è sempre più chiara e più alta, forse sarebbe stato meglio allontanarmi dalla porta. Faccio in tempo a fare un passo indietro che questa si apre.
Quasi mi viene un colpo quando dall'aula esce proprio il secchione, proprio colui che un attimo prima avevo quasi difeso. Non appena nota la mia presenza, i suoi occhi si chiudono ancora più a fessura fulminandomi. Mi sorpassa quasi dandomi una spallata, lo guardo sorpreso.
-Lucien!- un secondo dopo, Marina, esce sul corridoio. Sta chiamando il secchione, ma lui ha già voltato l'angolo. La vedo sbuffare e sbattere la mano alla porta, mentre impreca qualcosa. Non si è accorta di me e per questo potrei approfittare e andarmene, ma non me la sento. Ha il viso contratto in una smorfia disperata, i capelli le ricadono sul viso mentre con una mano si massaggia le tempie.
-Marina... tutto bene?- era la seconda volta che facevo quella domanda nell'arco di quindici minuti e di solito non mi era facile sbilanciarmi a tanto. Di solito nessuno aveva importanza fino a tal punto.
Non appena sente la mia voce, Marina mi guarda come se fosse stata presa in flagrante per la seconda volta. Cominciavo ad odiare quella sua espressione terrorizzata.
-Oh, Yu... sì, grazie...- sembra imbarazzata, forse perché è la seconda volta che la becco in una situazione equivoca -Mio fratello...- suo cosa?! Non potevo crederci, il secchione era il fratello di Marina? -... litighiamo spesso, non gli sta bene che insegni qui, nel suo conservatorio- non credo che volesse davvero spiegarmi cosa fosse successo, infondo era la sua privacy che stava condividendo, ma da quando l'avevo sorpresa con quel Rob, credo che fosse il suo modo per farmi capire che lei non prendeva nulla con leggerezza.
-Non preoccuparti, ora stai bene? Ti serve qualcosa?- non voglio che dica altro, infondo credo mi sia passata quella rabbia immotivata nei suoi confronti, voglio solo fare lezione e sapere che lei stia bene. Ma lei si limita a guardarmi senza rispondere.
Mi guarda con quegli occhi neri come la notte, profondi, sulle labbra un sorriso accennato. Sembra si sia rasserenata -Lo sai Yu, c'è sempre qualcosa di nuovo da imparare da te-Non so cosa abbia voluto dirmi con quella frase, ormai tutto ciò che Marina mi dice è diventato un mistero a cui non voglio fare fronte. Semplicemente le sue frasi preferisco lasciarle sospese.
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救い出すよ必ず// I'll Save u
FanfictionBOY IN LUV SERIES // Second Act Sono passati tre anni dagli ultimi avvenimenti, Key ormai è all'università: viaggia tra la città in cui vive da sempre alla città in cui cerca di crearsi un futuro. La sua vita è molto diversa da quando frequentava i...