Lei
Sono seduta nel mio solito muretto, distante soltanto pochi metri dal portone della scuola. Sono arrivata da un po' e ho le mie cuffiette a tenermi compagnia mentre aspetto che arrivino le altre. Oggi andremo a fare colazione al bar, il che vuol dire che entreremo a seconda ora, il che vuol dire che salteremo trigonometria, il che vuol dire che la giornata – anche se il cielo promette pioggia- non potrebbe iniziare meglio di così.
Ho sonno, ieri ho di nuovo fatto le ore piccole. Perché quando decido di dedicare un po' di tempo per me non intendo solo mettermi lo smalto, ma intendo: guardare i miei film preferiti, mettere in silenzio il cellulare, leggere, mettermi lo smalto, ascoltare le mie canzoni preferite, dedicare del tempo ai miei capelli, e tanto tanto altro. Ma ne vale la pena, mi rilassa fare tutto questo per me senza nessuno a cui dover pensare. Mi rilassa prendermi cura di me.
Oggi ho gli allenamenti, presto si sapranno le date dei campionati e io non sto più nella pelle. Quale sarà la direzione stavolta? Qualunque sia, andrà bene. Basti il fatto che mi porti via da qui per una settimana e sono felice. Ho davvero bisogno di cambiare aria, ho davvero bisogno di vedere posti e gente nuova, ma non come intende Charlie –che vuole farmi credere che i ragazzi non sono il suo primo pensiero, quando invece è ossessionata da loro- ma io voglio respirare aria diversa. Voglio vedermi in altri posti, voglio camminare in un nuovo ambiente. E' molto diverso da ciò che intende lei.
< Ehi > Rose mi si avvicina con un mega sorriso, che io sono molto felice di poter ricambiare. Iniziamo a scambiare quattro chiacchiere mentre aspettiamo l'arrivo di Jade, Rory e Milly.
In queste situazioni così familiari io mi sento a mio agio, quando parlo con un amica, quando ascolto la mia musica, quando indosso le mie Converse so che tutto questo mi basta per sentirmi me stessa. Eppure io lo so, lo so che se mi capitasse l'occasione ballerei tutta la notte come una furia, per poi stancarmi e ballare a piedi scalzi, mi truccherei in un modo davvero insolito per me e indosserei un abito che mi facesse guardare allo specchio con aria piacevolmente sorpresa. E' strano, posso essere davvero tante persone, eppure sono solo Mia, sono solo io.
< Permesso, mi scusi, permesso. >
Lotto per trovarmi un minuscolo spazio per me, dentro questo autobus che è così pieno di gente che non sopporto. Mi da' fastidio la gente. Mi da' fastidio se mi guarda qualche secondo di troppo, se osserva il mio abbigliamento, se mi fissa il contorno delle labbra e se mi respira addosso, devono darmi il mio spazio.
Il fatto di avere le cuffiette con me è davvero un privilegio, mi lascio cullare dalle voci dei miei cantanti preferiti, da quelle parole che quasi mi leggono dentro e che mi conoscono.
Non so come ma, ad un certo punto, mi immagino distesa in una spiaggia Greca a prendere il sole e invece sono qui, rinchiusa in questo buco umido e stressante.
E lì, nel bel mezzo della mia giornata quotidiana, la mia fitta al centro del petto torna a farsi sentire. Non so se riuscirò mai ad abituarmi alla sua improvvisa potenza e al fatto che è così presente nella mia vita, forse è già tanto il fatto che riesco a tenerla nascosta.
Arrivo a casa distrutta. Non appena apro la porta Teo mi viene incontro scodinzolando < ciao amore > dico accarezzandogli il collo, mi abbasso poggiando a terra la borsa, e lo abbraccio.
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Qualcosa di più
RomanceMia ha diciassette anni ed è già stanca di tutto: del posto in cui vive, delle persone che la circondano e di essere considerata la ragazza di Derek Collins, nonostante siano passati anni. Non fa altro che correre, per un infinità di motivi: per ca...