Capitolo 21: Mostro

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                                                                                                 Lui



< E cosa ti piace fare nella vita? > mi chiede questa bruna che ho davanti, che non fa altro che sporgere il suo seno abbondante sempre più vicino a me, tanto per ribadire il concetto "scopami."

Ingoio l'ultimo sorso del mio drink e tiro un sospiro irritato, mi passo in modo nervoso le mani sui jeans e preparo tutto il fascino che ho per momenti come questi.

< Ti va' di andare a fare un giro? > le chiedo con tono malizioso e impaziente di farla finita. Senza nemmeno farselo ripetere due volte afferra la sua borsetta e mi chiede affannosa < dove mi porti? >

"Dio, certa gente delle volte mi disgusta!"

Avrà pure qualche anno in più di me, magari domani se ne vanterà con i nipotini.

< A scopare. > Sbotto a mezza voce.

Esco fuori lasciandomi travolgere dal freddo della sera disonesta e, voltandomi verso la mia prevedibile preda, faccio ciò che ci si aspetta da me: me la scopo senza nessuna emozione, né pietà.

Ma con la rabbia di stringere tra le braccia la persona sbagliata.

In macchina con Oscar tengo il broncio e non faccio altro che guardare fuori dal finestrino in silenzio e senza cogliere nessun dettaglio. Giro il polso e do un occhiata all'orologio, sono le cinque e quarantacinque del mattino.

Mia sta dormendo da un bel pezzo ormai e, per dirla tutta, tra massimo qualche ora dovrà alzarsi per andare a scuola; tiro giù un altro sospiro e mi strofino i capelli con fare nervoso. Oscar, dopo aver sbadigliato un paio di volte, mi guarda di sottecchi.

< Ti conosco amico > mi dice ed io resto in silenzio < so riconoscere quando sei disgustato da te stesso e non mi piace vederti così, non hai fatto niente di male. >

Spesso, molto spesso, il mio pensiero è nella stessa lunghezza d'onda di Oscar, ma stasera no.

E' come se avessi la coscienza sporca, come se avessi commesso un sacrilegio.

< Odio sentirmi così > sbotto irritato perfino dalla mia stessa voce.

< Ah Vic... quella ragazza ti sta rincoglionendo. >

< Non dire così. > Mi lagno.

< Guardati. Ti senti in colpa, come se l'avessi tradita e non è nemmeno la tua ragazza, dannazione! Non abbiamo fatto niente di diverso dal solito e tu ti senti uno schifo. >

Giusta osservazione: non è nemmeno la mia ragazza. E allora perché mi sento come se io fossi il suo?

< Merda Oscar, quella... quella tizia aveva trentacinque anni! Probabilmente è anche madre ed io me la sono fatta vicino ad un cassonetto della spazzatura! Non ti suona un po' da schifo tutto questo? >

Il mio tono è lamentoso e isterico, quasi irriconoscibile. Non voglio rovinare l'umore ad Oscar, eppure non riesco nemmeno a tenere a bada i miei sentimenti.

Dove diavolo è finito il mio entusiasmo per le cose "proibite?"

E' possibile cambiare in modo così netto? E in pochissimo tempo, poi!

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