Lei
Sono sdraiata a letto, Gioia è su, nel suo. Lo so che mi ha vista strana e silenziosa durante la cena, lo so perché lei nota sempre tutto di me e dei miei atteggiamenti, e so perché non mi ha subito chiesto nulla, perché lo sa che non sto male, lo sa che oggi ho vissuto un po' di più e sta solo aspettando il momento in cui le racconterò tutto.
Poggio il cellulare sulla coperta, dopo aver finito di raccontare qualche dettaglio a Jade, e mi alzo in piedi sul letto in modo da potermi poggiare le braccia su quello di Gioia e poterla guardare in faccia. Lei, con gli occhiali scivolati sul naso, è immersa nella lettura di un nuovo libro che io ho già finito di leggere qualche tempo fa, ne ho già letti altri tre dopo. Mi ritrovo a sghignazzare con il volto in fiamme, proprio come una bambina.
< Dai, forza. Lo so che non stai aspettando altro. >
< Non devo raccontarti nulla > provo a divertirmi un po', a cercare di tenerla sulle spine.
< Cos'è successo oggi in palestra?
L'intuizione profonda di Gioia e il modo in cui mi conosce mi lascia sempre senza parole. Anche se, ormai, dovrei essere abituata.
< Come fai a sapere che è successo qualcosa in palestra? >
Ride < adesso lo so. Dai Mia, raccontami. >
Sto troppo sulle spine anch'io per continuare a fare la gnorri < oggi Victor è venuto a trovarmi in palestra. >
Spalanca gli occhi e resta ammutolita, proprio la reazione che ci si può aspettare dopo una confessione del genere; ma c'è qualcosa di strano nell'espressione di Gioia, come se avesse avuto la conferma di qualcosa che io non sono ancora in grado di capire.
< Perché fai quella faccia? >
< Tu che dici? > chiede petulante.
< Eh, che dico? >
< Secondo te? Io sono scioccata Mia, è arrivato a fare una cosa del genere per te e tu sei così impassabile. >
< Perché pensi questo? >
< Perché penso che, qualsiasi cosa possa fare Victor per te in questo momento, non te ne frega più di tanto dato che sei ancora presa da quella testa di cazzo di Derek? Perché è la verità. >
Ciò mi ferisce, perché Gioia riesce sempre a leggermi dentro –fino a spaventarmi- e stavolta è proprio fuori strada. E no, non mantengo la calma anche stavolta. Questa volta mi arrabbio, ma senza bisogno di urlare, perché mi è pure passata la voglia di parlare, ma devo farlo.
< Pensi quello che dicono tutti, sei un idiota quando dici queste cose. Perché mi rompi anche tu con questa storia di Derek? Non sono presa da lui nel senso che intendono tutti, d'accordo? E non ti capisco, non capisco perché sei così smaniosa sul fatto che io mi butti tra le braccia di Victor. Lo conosco da poco tempo, anche se sembra il contrario. >
< Perché, scusami, quanti sensi ci sono per essere presa da Derek? Se sei presa, sei presa. Punto. E se non è come dico io, allora perché ti alteri? >
Gioia ama mettermi in difficoltà riguardo questo argomento, è sempre in cerca di scoprire le cose che mi tengo dentro.
< Anche secondo te io non sto facendo altro che aspettare il suo ritorno lasciandomi divorare dall'orgoglio, vero? Perché è per tutti così, per tutti è solo una questione di orgoglio. >
< Si > ammette con vigore < ho questa paura, Mia. Da quando è davvero finita sei diventata un orgogliosa di merda, ma se questo non bastasse per tenerti lontana da lui? >
Mi sento ferita e disarmata in un modo in cui solo Gioia riesce a farmi sentire; perché anche lei –proprio come tutti- a volte crede che sia solo una questione di orgoglio e nient'altro.
E poi, anche se fosse così? Non vedo dove stia il problema considerando che, dal mio orgoglio, sono riuscita ad ottenere molte cose: la mia tenacia, la mia dignità, la mia forza. No, non è solo questione di orgoglio. Dietro c'è molto di più.
< Perché facciamo sempre i soliti discorsi? Ho detto che non è solo una questione di orgoglio, nessuno ha idea del duro e continuo lavoro che, ancora oggi, faccio con me stessa. >
Mi si spezza la voce, avrei bisogno di piangere ma non posso e allora mi mordo le labbra e guardo altrove. Devo resistere o Gioia penserà che lo faccio perché Derek mi manca ancora.
< Lo so Mia, lo so che lavoro fai con te stessa tutti i giorni. >
Se c'è una cosa che non sopporto, è proprio questa: quando pretendono di sapere come mi sento quando non mi sopporto. Ma, siccome si tratta di Gioia, non mi arrabbio perché lei davvero lo sa. Lei mi legge dentro.
< Allora perché continui a pensare queste cose? >
Gioia non risponde, ha paura. Più di me.
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Qualcosa di più
RomansaMia ha diciassette anni ed è già stanca di tutto: del posto in cui vive, delle persone che la circondano e di essere considerata la ragazza di Derek Collins, nonostante siano passati anni. Non fa altro che correre, per un infinità di motivi: per ca...