Lui
Mia: Sei l'ultima persona che pensavo potesse interessarsi a me. Io non ho niente a che vedere con te, la tua vita e tutte le cose che ti riguardano. Non credo di poter essere particolarmente interessante per te ma, in compenso, so di poter essere sprezzante e arrogante come mai nessun'altra tu abbia già conosciuto. La mia vita non è semplice, anzi delle volte vorrei che lo fosse. Ma non mi fa schifo e sono consapevole che devo difendermi da tutto quello che mi circonda. Le persone, le situazioni... i sentimenti.
Il fatto è che tu mi fai paura Victor, perché mi guardi come se fossi in continua attesa di qualcosa che continua a non arrivare da parte mia. Sei così entusiasta e così pieno di aspettative nei miei confronti, vorrei solo che non ti aspettassi cose che io non posso darti. Di qualsiasi natura siano le tue aspettative, so che le deluderò. Perché io non sono mai – in nessun caso- quello che si ci aspetta.
Delle volte mi viene da pensare che forse c'è qualcosa che vuoi dirmi e che tieni per te come qualcosa di prezioso e di cui sei geloso. Mi hai confessato che ci siamo già visti altre volte, ma che non c'è mai stata occasione di parlare davvero... cosa ti ha spinto a provarci adesso? Perché io sono ancora l'asociale di un tempo e tu sei ancora il tipo di tutte.
Mi chiedo cos'è cambiato in te da quando sono entrata nel tuo studio, quel giorno. Però so cos'è cambiato in me, c'è sicuramente un nuovo meccanismo a smuovermi qualcosa dentro che non riesco a spiegare a nessuno.
Io voglio essere salvata, Victor. Ma solo perché sei entrato tu nella mia vita. Ecco, adesso lo sai. Buonanotte.
Il messaggio più bello e vero che potessi ricevere da lei alle tre di notte. Così bello e vero che mi fa sentire malissimo perché so che non posso più andare avanti così. Un giorno di questo dovrò raccontarle la verità e dirle cos'è successo tra me e lei.
< Signor Davis, può fermarsi un momento? >
Il professor Adams mi trattiene dopo la lezione. Strano, proprio l'unica volta in cui sono stato attento. Forse perché cerco di non pensare a come poter dire la verità a Mia e qualsiasi distrazione è un ottima via di fuga per me.
Con gli occhiali già indossati mi dirigo verso la cattedra < Professor Adams? >
< Potresti togliere gli occhiali quando sei nella mia aula? >
Sciocco inavvertitamente la lingua, temendo di far tardi al mio appuntamento di lavoro, < mi dica Professore. Ho giusto cinque minuti. >
Mi rendo conto che figlio di buona madre potrei apparire, ma non posso farci nulla. Sono fatto così.
< Sempre di fretta, eh? > mi fa un cenno < non si preoccupi, comunque. Io volevo soltanto chiederti se hai intenzione di passare tutto l'anno con un ventitré, quando sappiamo bene entrambi che potresti dare di più. >
< Parliamo della media del ventitré, Professor Adams. Non si parla mica di un diciotto, no? >
< Se solo mettessi un po' di passione in questo, sono sicuro che arriveresti ad un trenta e lode ad occhi chiusi. >
Cerco di cacciare via l'espressione da eterno dannato che fa da padrone al mio viso. < La ringrazio moltissimo, Professor Adams. Ma sono certo che lei sa meglio di me che la passione nella vita è una sola e non si può sostituire. Di certo, la mia, non è l'economi e non posso dispiacermi per questo. >
Mi guarda come se fossi suo figlio e questo mi trasmette una strana nostalgia dentro, mentre cerco di ricordare a quando risale l'ultima volta che mio padre ha avuto questa espressione guardandomi.
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Qualcosa di più
RomantikMia ha diciassette anni ed è già stanca di tutto: del posto in cui vive, delle persone che la circondano e di essere considerata la ragazza di Derek Collins, nonostante siano passati anni. Non fa altro che correre, per un infinità di motivi: per ca...