Capitolo 16

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Erano stati i due giorni piú brutti della mia vita. Avevo passato tutto il mio tempo chiuso in camera a piangere a pensare perché Armie mi avesse fatto una cosa del genere e a perché il mondo mi odiasse. Non ero riuscito a chiudere occhio e sembravo uno zombie perché si erano formate delle enormi occhiaie sulla mia faccia. Quando finalmente arrivó il giorno  della partenza sentii un gran senso di sollievo. Arrivai a casa verso le tre del pomeriggio. Presi il telefono di casa e controllai se avessi ricevuto qualche chiamata: niente. Rimasi deluso. Nessuno si era interessato a me, ne Armie, ne Saorsie e ne, con mio stupore, la mia famiglia. Per rabbia o forse per noia, iniziai a sistemare casa mia per cercare di scansare tutti quei pensieri. Amavo pulire, anche se é una cosa che prende tempo e che non é apprezzata da molte persone io la trovavo rilassante. Mi diressi verso il computer, aprii Spotify e cliccai sulla riproduzione casuale delle mie canzoni. Partii una canzone che conoscevo bene, eccome se la conoscevo. Esprimeva tutto quello che provavo adesso: I knew you were trouble di Taylor Swift.
Once upon time
A few mistakes ago
I was in your sights
You got me alone
You found me
You found me
You bound me

I guess you didn't care
And I guess I liked that
And when I fell hard
You took a step back
Without me, without me, without me

And he's long gone
When he's next to me
And I realize the blame is on me

Cause I knew you were trouble when you walked in
So shame on me now
Flew me to places i'd never been
So you put me down oh
I knew you were trouble when you walked in
So shame on me now
Flew me to places i'd never been
Now i'm lying on the cold hard ground
Oh, oh, trouble, trouble, trouble
Oh, oh, trouble, trouble, trouble

No apologies
He'll never see you cry
Pretend he doesn't know
That he's the reason why
You're drowning, you're drowning, you're drowning

And I heard you moved on
From whispers on the street
A new notch in your belt
Is all I'll ever be
And now I see, now I see, now I see
He was long gone
When he met me
And I realize the joke is on me

I knew you were trouble when you walked in
So shame on me now
Flew me to places i'd never been
So you put me down oh
I knew you were trouble when you walked in
So shame on me now
Flew me to places i'd never been
Now i'm lying on the cold hard ground
Oh, oh, trouble, trouble, trouble
Oh, oh, trouble, trouble, trouble
When your sadest fear comes creeping in
That you never loved me or her or anyone or anything
Yeah

I knew you were trouble when you walked in
So shame on me now
Flew me to places i'd never been
So you put me down oh
I knew you were trouble when you walked in
So shame on me now
Flew me to places i'd never been
Now i'm lying on the cold hard ground
Oh, oh, trouble, trouble, trouble
Oh, oh, trouble, trouble, trouble

I knew you were trouble when you walked in
Trouble, trouble, trouble
I knew you were trouble when you walked in
Trouble, trouble, trouble!

Era incredibile quanto una canzone potesse esprimere cosí tanto uno stato d'animo, di come due persone completamente diverse, che non si conoscono, possano provare sentimenti simili anche se hanno vite completamente diverse e di come la musica possa liberarci, nonostante tutto io non conosca niente di Taylor Swift. Il testo sembrava fosse fatto a misura per me perché sapevo fin dall'inizio  che eri un guaio, da quando ti ho stretto la mano per conoscerti sapevo dentro di me che saresti stato la mia rovina. E  come dice la canzone: "E quando mi sono innamorata profondamente
Hai fatto un passo indietro" definiva perfettamente quello che era successo a Londra. Fanculo Armie. Se l'amore é così bello, anche se quello che provo é solo una cotta, perché fa così male? Perché il mio cuore non batte più se non ci sei tu? Mi asciugai le lacrime e ricominciai a pulire, quando qualcuno suonò al campanello. Mi sarei potuto aspettare chiunque ma non lei: Elizabeth. Cosa ci faceva lei qui? E come conosceva il mio indirizzo, non l'avevo mai invitata.  Mi guardó negli occhi e sorrise.
E: ciao Timothée, scusa il disturbo ma  sono venuta qui solo per chiederti  se ci sarai alla festa di Ford.
Me ne ero completamente scordato. Fortunatamente avevo già comprato il regalo: un pallone da calcio. Anche se avrei voluto rifiutare solo per non incontrare Armie, avevo accettato solo perché sarebbe stato un atto egoistico da parte mia verso quel piccolo angioletto.
T: Ehm..si certo. Ma tu, insomma... come fai a sapere dove abito?
E: secondo te, Tim? Ho chiesto a Armie.
T: e lui sa che sei qua? O che io saró presente al compleanno?
E: certo che no, sará una sorpresa, lui é convinto che tu sia ancora a Londra.
T: non so quanto piacere gli possa fare.
Fortunatamente non aveva sentito.
E: hai detto qualcosa per caso?
T: Oh niente di che, ho solo detto che va bene sono sicuro che ne sarà felice.
E: beh io ero venuta solo per questo, perció é ora di andare e  scusa ancora per il disturbo. Ah e ci farebbe molto piacere se portassi qualcuno, magari una ragazza.
Sorrise.Non riuscivo a odiarla. Era cosí gentile.
T: non c'é problema.
Appena varcò l'uscita chiusi la porta. Perché quando volevo prendere le distanze da lui in qualche modo ci avvicinavamo sempre ?

La verità è che mi piaci troppoDove le storie prendono vita. Scoprilo ora