Capitolo 19

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Il cuore di Thomas riprende un battito regolare, ma il ragazzo resta privo di sensi. Non vedendo alcuna ferita esterna, il signor Stark lo porta nell'infermeria della base in modo da scoprire sia le cause che gli effetti del collasso dell'adolescente.

La stanza è ampia, luminosa e dall'aspetto futuristico. Oltre ai classici mobili e strumenti di ogni infermiera che si rispetti (vale a dire una brandina, una bilancia incorporata ad un metro e una serie di vetrinette rigorosamente chiuse a chiave contenenti diverse specie di farmaci, siringhe, bende e cerotti disposti con ordine), in un angolo sta uno strano macchinario che sembra uscito direttamente da un film di fantascienza. Si tratta di un dono da parte dello stato del Wakanda e serve per individuare i problemi interni senza dover tagliuzzare la gente, se si vogliono citare le parole che la principessa Shuri ha usato nell'illustrare il funzionamento dell'attrezzatura futuristica.

Iron Man adagia il corpo inerte del giovane sulla brandina, poi lascia spazio all'amico Rhodey, sapendo che conosce meglio il macchinario wakandiano. Sicuro di averlo lasciato in buone mani, l'uomo si dirige dall'altra adolescente presente nell'edificio.

La trova dove l'ha lasciata, nella stanza adiacente, intenta a fissare dentro all'infermeria attraverso la grande vetrata che fa da parete. Sembra molto in pensiero per il ragazzo, nota il miliardario prima di accorgersi che lo sguardo di lei è assente.

Istintivamente le poggia una mano sulla spalla nella speranza di rassicurarla. Bianca trasalisce e si volta.

"Cosa... Cosa gli è successo?" domanda in un sussurro.

"Il suo cuore non ha funzionato bene. Ha... Ha avuto come un cortocircuito." le spiega brevemente.

"Com'è successo? -insiste la ragazza tornando a guardare la parete di vetro- E cosa mi hai fatto fare prima?"

"Il cuore di una persona è come il suo motore: si stringe e si allenta per spingere il sangue in tutto il corpo. A comandare questo movimento c'è come... Un interruttore, sì, un interruttore come quello della luce. Devi immaginare questo interruttore che si alza e si abbassa con ritmo. Questo è un cuore che funziona bene. Al tuo amichetto è successo come se l'interruttore fosse stato manomesso e non ci fosse più stato il ritmo."

"Questo non spiega il fatto che, fermandogli il cuore, esso abbia ripreso a battere nel modo giusto."

"È stato come spegnere e riaccendere una macchina."

La semidea lo guarda con la coda dell'occhio. "Gli umani non sono macchine..." sussurra prima di tornare nel suo silenzio meditativo di pochi minuti prima.

. . .

Dopo una buona mezz'ora, Tony chiede all'amico se è riuscito a trovare qualche danno nel ragazzo. La risposta è negativa, esclusa qualche cicatrice residuo di alcune ferite da taglio (presumibilmente dovute ad allenamenti con delle lame affilate), è perfettamente sano. Le uniche anomalie appaiono nelle immagini del cervello: c'è un'attività cerebrale insolita in alcune aree; purtroppo nessuno dei due se ne intende abbastanza da poter trarre qualche conclusione.

"Non ci resta che contattare un esperto..." sospira Rhodey.

"Non so chi potremmo chiamare: conosci qualcuno con esperienza in campo medico con gli adolescenti che si intenda anche di ibridi mezzi umani?"

"No, Tony, pensavo piuttosto a qualcuno esperto di questi aggeggi."

"Un wakandiano, quindi?"

"Esatto. Io vado a vedere se sono in grado di mettermi in contatto con qualcuno, nel frattempo potresti parlare con la ragazzina? Mi sento il suo sguardo addosso da quando sono entrato in questa stanza: è inquietante!"

. . .

"Tony, tu credi nel destino?"

La domanda della ragazza lo coglie alla sprovvista.
"Nel destino?"

Bianca annuisce e rafforza la domanda. "Secondo te, siamo veramente liberi di fare le nostre scelte o qualsiasi strada imbocchiamo, qualsiasi cosa facciamo c'è una forza più grande di noi che ci porta dove vuole che arriviamo, dove è scritto che dobbiamo arrivare? Me lo chiedo da molto, sai? Se ci fosse qualcosa o qualcuno da incolpare per tutto quello che mi è successo, ne sarei sollevata: non potrei farci niente e non avrei colpe o responsabilità per ciò che avviene attorno a me. Tuttavia, allo stesso tempo, vorrei che non ci fosse alcun destino a guidarmi, a comandarmi, vorrei essere libera di vivere. Mi andrebbe bene anche la più noiosa delle vite, se sapessi che è una mia scelta."

"Io non so se c'è un destino che mi governa, so soltanto che farò sempre quello che ritengo più giusto."

"Per te è diverso: tu sei adulto. Se tu morissi domani (e qui tocco ferro),- mentre si sfoga la ragazza sfiora la borchia della sua cintura con le dita- potresti dirti di aver vissuto? Già solo quello che so io di te basterebbe per farmi supporre di sì. Di me non si può dire lo stesso!"

"Non essere così dura con te stessa, bambina..."

"Dura? Io sono realista! Sono passati circa novanta anni dalla mia nascita, novanta! Eppure, come hai detto tu, sono ancora solo una bambina, una bambina che ha passato gran parte della sua esistenza a fuggire o a nascondersi! Io non so se la colpa è del mio fato o se è del tutto mia... Io... Io ho paura... Finisco sempre per perdere tutto! Cosa ho fatto di male per meritarmi questo? E a chi?"

Bianca volta le spalle a Tony, ha gli occhi umidi e sta tremando, ma non vuole farlo notare. Ha mal di testa, è stressata. È più di un'ora che è ferma, in piedi, senza fare niente. Adesso sente ogni singola cellula, ogni singola molecola del suo corpo agitarsi all'impazzata, come fossero cavalli da corsa nei box di partenza. Tanto caos, pochissimo spazio per muoversi. Il suo corpo riflette la sua mente: confusione e impossibilità di agire, di aiutare.

Incrocia le braccia, sperando di mantenere un contegno adatto alla situazione: non è su di lei che deve concentrarsi l'attenzione, ma su Thomas, su Thomas che sta male e non si sa perché.

Vedendola così tesa, il signor Stark le poggia una mano sulla spalla. Non sa dire: l'unico adolescente con cui ha avuto a che fare negli ultimi anni è quel raggio di sole ambulante di Peter. Il ragazzo è completamente diverso da Bianca e non soltanto per via del suo cromosoma Y. Innanzitutto, ha problemi meno complessi di essere per metà umani o dell'aver raggiunto l'età da casa di riposo senza aver ancora quella per bere. Inoltre, tra uomini si può risolvere tutto con una pacca sulla spalla, ma una fanciulla potrebbe prendersela e la fanciulla in questione potrebbe irritarsi e infilzarlo.

Pochi secondi dopo averla toccata, Tony si sente attraversare da una scarica di energia. Non ha preso la scossa, ma sa di essere stato attraversato da quella che definirebbe ondata di antienergia. Sì, antienergia perché improvvisamente si sente privato di gran parte della sua forza. E non è tutto: al di là della vetrata Rhodey si trova costretto ad appoggiarsi alla parete per non cadere e i computer che tengono sotto controllo i parametri vitali di Tommy emettono dei bip poco piacevoli.

D'altro canto, Bianca sembra più rilassata e più... vitale.

Il tenente Rhodes li raggiungere per chiedere cosa sia successo e per verificare che stiano bene.

"Ehi, Scary Girl, come hai fatto?" le domanda Iron Man.

"Cosa? -in un primo istante la figlia di Ade non realizza cosa sia successo. - Oh. Devo aver perso il controllo. Chiedo scusa." La voce di lei è pacata; non sembra rendersi conto di aver potuto far del male a tutti i presenti: è rinvigorita e inebriata da quell'energia rubata agli altri.

"Sei stata tu? -si sorprende James Rhodes- Impossibile!"

"La parola impossibile ha perso è scomparsa dal mio vocabolario, poco dopo averla conosciuta." rivela Mr. Stark sorridendo alla ragazza.

"Credo sia successo perché sono pensierosa e sono stata immobile troppo a lungo. -riflette la ragazza- Mi servirebbe un posto tranquillo in cui schiarirmi le idee... Ci sono cimiteri da queste parti?"

Nuovi Mondi - Ritorno A MidgardDove le storie prendono vita. Scoprilo ora