لَا يُكَلِّفُ اللَّهُ نَفْسًا إِلَّا وُسْعَهَا ۚ لَهَا مَا كَسَبَتْ وَعَلَيْهَا مَا اكْتَسَبَتْ ۗ رَبَّنَا لَا تُؤَاخِذْنَا إِنْ نَسِينَا أَوْ أَخْطَأْنَا ۚ رَبَّنَا وَلَا تَحْمِلْ عَلَيْنَا إِصْرًا كَمَا حَمَلْتَهُ عَلَى الَّذِينَ مِنْ قَبْلِنَا ۚ رَبَّنَا وَلَا تُحَمِّلْنَا مَا لَا طَاقَةَ لَنَا بِهِ ۖ وَاعْفُ عَنَّا وَاغْفِرْ لَنَا وَارْحَمْنَا ۚ أَنْتَ مَوْلَانَا فَانْصُرْنَا عَلَى الْقَوْمِ الْكَافِرِينَ(Hamza Roberto Piccardo)
Allah non impone a nessun'anima al di là delle sue capacità. Quello che ognuno avrà guadagnato sarà a suo favore e ciò che avrà demeritato sarà a suo danno. "Signore, non ci punire per le nostre dimenticanze e i nostri sbagli. Signore, non caricarci di un peso grave come quello che imponesti a coloro che furono prima di noi. Signore, non imporci ciò per cui non abbiamo la forza. Assolvici, perdonaci, abbi misericordia di noi. Tu sei il nostro patrono, dacci la vittoria sui miscredenti."(Yusuf Ali)
On no soul doth Allah Place a burden greater than it can bear. It gets every good that it earns, and it suffers every ill that it earns. (Pray:) "Our Lord! Condemn us not if we forget or fall into error; our Lord! Lay not on us a burden Like that which Thou didst lay on those before us; Our Lord! Lay not on us a burden greater than we have strength to bear. Blot out our sins, and grant us forgiveness. Have mercy on us. Thou art our Protector; Help us against those who stand against faith."(English Transliteration)
La yukallifu Allahu nafsanilla wusAAaha laha ma kasabatwaAAalayha ma iktasabat rabbana latu-akhithna in naseena aw akhta/narabbana wala tahmil AAalayna isrankama hamaltahu AAala allatheena minqablina rabbana wala tuhammilnama la taqata lana bihi waAAfuAAanna waghfir lana warhamnaanta mawlana fansurna AAalaalqawmi alkafireen-Sura Al-Baqarah, Ayah 286
In questo verso ho notato una presunta contraddizione, il verso inizia con l'intendere che Allah (Dio) non impone nulla che ogni anima/persona non possa in qualche modo risolvere, per cui per qual motivo successivamente chiede di recitare una dua, di cui in particolare estraggo questa parte "Signore, non imporci ciò per cui non abbiamo la forza." ?
La contraddizione è in realtà solo apparente dalle traduzioni, perché nel Corano, in questo caso, viene usata la parola Nafs (come evidenziato nella traslitterazione) per identificare una parte specifica del uomo (ovvero il suo ego, l'anima immonda, l'animalitá nell'uomo, i suoi sensi fisici).
In un'altro verso del Corano viene citato come l'anima sia stata creata proporzionatamente (91:7), ovvero a porzioni, per cui infatti si lascia intendere come alcune di queste porzioni siano intrinseche all'anima stessa ed inoltre spesso Allah (gloria a Lui) si riferisce all'anima o uomo con il termine Ruh, che nel nostro gergo equivale a Spirito (o intelletto o mente, che a mio avviso deve essere anche chiamato come il "volto") che "abita" parzialmente il corpo fisico (38:72).
Ecco quindi che ci viene in aiuto l'esagesi islamica per comprendere al meglio il significato della apparente contraddizione, di fatto nella tradizione islamica si cita spesso la storia dell'imprigionamento del Ego all'interno di un inferno di ghiaccio, di veglia e di fame per migliaia di anni, prima di capitolare e dire La ilaah illa'Allah.
Questo fa comprendere come Allah* potrebbe caricare moltissimo il nostro ego, tanto esso ha capacità di sopportamento molto alta, così viene spontaneo pensare che Allah* si riferisca nella richiesta di dua non all'anima [nafs] ma bensi al Ruh [spirito intellettivo].
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viaggio nel Corano (1.4)
SpiritualitéApprocciare il Corano vuol dire viaggiare in Esso, ed ogni viaggio è vivo e riserva novità (inch'Allah).