STORIA NON DI DOMINIO PUBBLICO, COME INVECE WATTPAD HA SCRITTO!
RIPETO, LA STORIA È SOLO MIA, NON DI DOMINIO PUBBLICO.
OVVIAMENTE POTETE LEGGERLA TUTTI, MA I DIRITTI SULLA STORIA SONO MIEI
ƤRIMO LIƁRO ƊƐLLA SAƓA ƬHƐ ƤRIƝƇƐSS. ||COMPLETO||
Tanto te...
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Non penso che mi abituerò mai a svegliarmi presto e poter fare tutto quello che voglio la mattina, senza il bisogno di dover correre da una parte all'altra della mia stanza. È una cosa che non mi succede mai, forse ora mi succede poche volte visto che il sole che filtra dalle tende rosa mi sveglia molto prima rispetto a quando mi sveglierei da sola.
Questa mattina il castello è stranamente ancora silenzioso, così decido di farmi una bella doccia rigenerante che mi svegli completamente e passare direttamente alla cabina armadio tramite una porta comunicante, che nelle prime settimane non avevo notato. Ora posso evitare di farmi sorprendere mezza nuda da James, per fortuna. Quando esco indosso dei collant neri, una gonna rossa a ruota e un maglioncino bianco con scollo a v e un paio di decolté basse rosse, prendo il telefono e mi avvio verso la sala da pranzo mentre cerco di mandare un messaggio al mio migliore amico.
A metà strada mi accorgo di non aver sentito nessun commento sul mio ritardo o su qualunque cosa a James non vada bene e mi giro per controllare dietro di me. Non c'è nessuno. Dentro la mia testa c'è posto solo alla sorpresa e alla confusione, mi ero abituata alla presenza non così tanto silenziosa di James e mi faceva compagnia durante le lunghe passeggiate che faccio spesso per pensare o semplicemente rilassarmi. Sono stata tutto queste settimane cercando di far perdere le mie tracce alla mia guardia del corpo e ora che non me lo trovo alla calcagna o che mi cerca è troppo strano.
Torno sui miei passi, magari non mi ha vista uscire o chissà che altro. Una volta davanti alla mia porta mi accorgo che lui non è nemmeno lì. Sempre con più confusione dentro la testa continuo a guardarmi freneticamente intorno per capire se si tratta di uno scherzo o se stia giocando a nascondino. Se sta giocando, è davvero bravo e dovrebbero dargli la medaglia di campione di nascondino.
Riapro cautamente la mia stanza, sarà sicuramente qui pronto a farmi uno scherzo appena uscita dalla doccia. Continuo a guardarmi intorno, continuando a cercarlo invano. Non è nemmeno qui.
L'occhio mi cade sul primo cassetto del comodino: non è stato chiuso bene e ricordo la lettera. E se fosse una delle conseguenze dette dal cattivo? Rabbrividisco avvicinandomi al comodino.
-Charlotte!- Mi volto la provenienza della voce: accasciato contro la porta, con il fiatone e con la fronte imperlata di sudore c'è James. Il mio cervello è pietrificato, ma i miei piedi si muovono da soli verso di lui. -Scusa il ritardo, ma questa mattina me ne sono successe di tutti i colori!- cerca di spiegarmi mentre riprende fiato.
La mia mano va a cozzare contro la sua guancia ed entrambi sgraniamo gli occhi dalla sorpresa. Guardo il punto in cui la mia mano è ancora contro la sua guancia e cerco di capire cosa sia passato dentro al mio cervello per fare una cosa simile. Io che non ho neanche mai schiacciato una zanzara, ho tirato uno schiaffo a James.
-Perché?- chiede ancora con gli occhi sgranati senza togliere la mia mano dalla sua guancia. Io faccio un passo indietro: sentire la sua voce l'ha reso reale. Così facendo stacco la mano e sento un bruciore attraversarla. Fa male! La porto al petto e la vedo rossa. -Fammi vedere.- dice prendendo la mano incriminata tra le sue.