Your first time it's my last time

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9 Dicembre, 2015
Key

I vetri appannati dell'auto coprivano la luce abbagliante delle stelle, la luna era ancora alta nel cielo quando arrivammo al parcheggio. Avevo guidato con i fremiti dell'alcol ancora girovaghi nel mio corpo, e  ringraziando il signore che non ci fosse nessuno per la strada,  avevo parcheggiato nel posto più isolato possibile. JK aveva appoggiato la testa sul sedile, una mano sul viso, era brillo quanto me, stanco e sicuramente entrambi in condizioni pietose, ma dentro bruciava un fuoco indomabile.

Non erano passati neanche dieci giorni da quando quella sera lo avevo incontrato poco lontano dall'appartamento di T-Boy. Mi aveva spiattellato quella verità addosso su due piedi, soltanto il giorno prima avevamo fatto finta di non vederci, eppure lui ebbe il coraggio di dirmi quello che sentiva da anni dentro di sé. Ero confusa, turbata, ancora i residui di una storia che non avrebbe mai avuto fine, poiché smettere di amare davvero qualcuno è difficile, eppure lui aveva riacceso qualcosa dentro di me. A volte temevo che il mio fosse solo un modo per non pensare, per far finta che avessi superato quello che c'era stato tra me e Joon, a volte invece quello che provavo per JK sembrava più vero di tutti quegli anni passati accanto a Joon.
Tuttavia, JK era lì, seduto a poca distanza da me. Mi guardava con occhi ancora lucidi per l'alcol ed il freddo, ma il suo sorriso malizioso mi faceva stare bene, ma soprattutto non mi faceva pensare. 

Fuori cominciò a piovere, il ticchettio delle gocce rimbombava nell'abitacolo della mia auto. Non aspettai oltre e passai sul sedile di dietro, riservandogli lo stesso sguardo smaliziato. JK mi raggiunse dopo poco, mi guardò togliermi il giubbino, io d'altro canto non riuscivo a togliergli gli occhi di dosso, soprattutto quando si tolse il maglione e rimase in t-shirt. Anche con quella semplice maglia in cotone nero, si vedeva bene il profilo del suo fisico definito. Non c'era imbarazzo, mi sentivo così a mio agio che mi avvicinai troppo velocemente e forse troppo velocemente presi a baciarlo. Il suo corpo si irrigidì al mio solo sfiorargli il viso, mentre il mio sentì come una scossa quando le sue mani passarono sui i miei fianchi e poi sotto il mio maglione. L'aria si riscaldava bacio dopo bacio, i vetri divennero sempre più opachi e quello che provavo per JK sempre più intenso, sempre più vero.

Condividere il proprio corpo non credo sia mai stata una scelta facile da prendere, almeno io non riuscivo a sottovalutarne il valore. Avevo amato due ragazzi in modo diverso: Seo era stata la mia prima esperienza, la prima volta in tutto quello che l'amore fosse; Joon probabilmente sarebbe rimasto per sempre il mio primo vero amore. Con entrambi avevo fatto l'amore, ed entrambi erano stati pilastri della mia personale formazione. Loro erano stati importati per capire quanto valessi e cosa meritassi, erano stati indispensabili per capire che JK non era un passatempo, non era un chiodo schiaccia chiodo, ma era un ragazzo che il destino volesse io potessi amare sinceramente.

Quella era la prima volta che JK poteva vedermi nella mia completezza, perché in quel momento, sotto il peso del suo corpo, io non ero più solo la ragazza che lo difendeva sul pullman, non ero più la ragazza che lavorava con lui alla gelateria, non ero più la sua cotta adolescenziale, ero io e basta, e lui speravo fosse la mia ultima volta.

救い出すよ必ず// I'll Save uDove le storie prendono vita. Scoprilo ora