Dare è togliersi.
Togliersi è vedersi da fuori.
Vedersi da fuori è svuotarsi.
Svuotarsi è arricchirsi
dell' invisibile.Cercare il silenzio
non è stare zitti.
Stare nel vuoto
non è sfamarsi d' aria.Tenere un' esistenza
appartata,
non vuol dire
non affrontarsi,
non battersi,
fino al fiato final
per non rimontare
sui propri passi
e supplicare
e sottostare
e scomparire.
Non implica affatto
non riconoscersi nel sangue
che ti sguazza all' impazzata
sottopelle, ogni volta che
percepisci di essere l' unico.Se sei qualcosa.
Sei un cane.
O un sacco dell' immondizia.
Oppure un tumore.
Il guscio rotto d' un uovo.
Ti esprimi in un' autolesione.
Una sensazione
di nausea e spavento.
Comporti un ostacolo.
Corrispondi ad un' ortica.
Uno scarafaggio.
Un automa. Un pezzo di legno
incuneatomi in petto.
Rappresenti una comune anomalia.All' opposto, la sottoscritta
scrivente si rivela
sotto il muschio, in una spelonca
poliedrica, allo stato naturale
e di una struttura compatta.Mai fare promesse
che non manterrai
ad una ragazzina
che non ha mai avuto una madre,
neanche quando ce l' aveva davanti,
e che vedeva nel padre
il suo principe azzurro.
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