Capitolo 23

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Non avendo molto da fare quella mattina, Bianca decide di concedersi una doccia calda e rilassante. Ha molto da metabolizzare e vuole un po' di tempo per riflettere e per prendersi cura di sé stessa.

L'acqua che scorre sul suo corpo trascina con sé nello scarico tutti i suoi problemi, tutte le difficoltà che ha affrontato. Le rimane una sensazione astratta di calma, probabilmente dovuta al tepore che si è formato nella stanza. A questo punto le è più facile capire cosa sia accaduto, ma accettare è tutta un'altra storia.

Asgard è distrutta. Suo fratello è vivo, sta bene ed è fisicamente quattro anni più vecchio di lei. Il pomeriggio precedente ha avuto una piacevole chiacchierata con un fantasma. Sul pavimento della doccia c'è del sangue.

La ragazza sbuffa infastitita e si morde la lingua per evitare di imprecare: sono già tre o quattro giorni che ha il ciclo e comincia a stufarsi.
Sua madre le aveva detto anni addietro che bisognerebbe evitare di lavarsi i capelli durante quei giorni del mese, ma probabilmente si trattava una superstizione a cui neanche Maria Di Angelo credeva più di tanto.

Ciò che la turba della vista del sangue è che esso le rammenta tutti coloro che ha conosciuto in passato, che sa essere ormai morti e per i quali non ha potuto fare nulla dato che era lontana.

Non riesce a perdonarselo.

Suo padre le ha spiegato che solitamente è questo il difetto fatale dei figli di Ade: portare rancore, non riuscire a perdonare...

In questo si sente molto diversa dai suoi fratelli: riesce a perdonare gli altri senza troppe difficoltà. L'unica persona che spesso non riesce a perdonare è lei stessa. Le è quasi impossibile. Inoltre, fatica a perdonarsi l'incapacità di perdonare sé stessa. È un circolo vizioso: più ci riflette, più la rabbia si infittisce.

Tuttavia, riesce a lasciare fluire la maggior parte dei sentimenti e a trovare un po' di pace interiore.

. . .

Bianca apprezza di aver trovato nella stanza in cui ha passato la notte precedente una discreta scelta di indumenti e sceglie di indossare un vestito sobrio. Poco più tardi sta esplorando la base nel suo nuovo abito scuro a maniche lunghe, svoltato un angolo s'imbatte in niente meno che Peter Parker.

Il ragazzo, che non l'ha sentita arrivare, si spaventa e con un grido tutt'altro che virile salta sul soffitto attaccandosi ad un lampadario.

"Buongiorno a te" lo saluta la ragazza guardandolo un poco stranita.

Peter torna a terra e si schiarisce la voce. "Ciao, non ti avevo sentita arrivare..." spiega cercando di dare giustificazione alla sua reazione di un attimo prima.

"L'avevo notato... -Bianca si mordicchia il labbro inferiore- Senti, non è che potresti farmi fare un giro? Non riesco proprio ad orientarmi qui dentro."

"Ma certo! -acconsente il ragazzo- Ti devo avvertire che non conosco neanche io tutta la base..."

"Allora sarà una vera e propria esplorazione."

I due adolescenti si rendono conto che la base è strutturata come un vero e proprio labirinto che tende a farli addentrare sempre più e ad allontanarli dalle vie d'uscita. Appena prima di svoltare l'ennesimo angolo, Bianca ferma Peter con un braccio. Al suo sguardo confuso risponde appoggiandosi l'indice sulle labbra, il ragazzo annuisce, quindi i due sporgono contemporaneamente il capo oltre il muro che svolta e vedono uno degli addetti alla sicurezza. La ragazza indica all'altro l'uomo, Peter sorride e inizia a slacciarsi le scarpe. A quella scena Bianca alza le spalle, allunga le braccia in direzione di lui e lo guarda con fare confuso, quindi si passa le mani tra i capelli. "Sta' a vedere." sussurra lui e comincia ad arrampicarsi sul muro come se stesse camminando a carponi sul pavimento. L'uomo non sembra accorgersi del ragno fuori misura che gli passa sopra la testa, anzi oltrepassa una porta che si mimetizza perfettamente nel muro. Nuovamente a terra, Peter alza un pollice in segno di via libera.

Nuovi Mondi - Ritorno A MidgardDove le storie prendono vita. Scoprilo ora