Capitolo 45: Ancora prigioni e manzo sudato a petto nudo

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Jacqueline, che mi ha praticamente ordinato di chiamarla Jacque, ha finito da poco di medicare la mia caviglia e ora riesco ad andarmene nuovamente in giro per il castello senza sentire tutto quel dolore

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Jacqueline, che mi ha praticamente ordinato di chiamarla Jacque, ha finito da poco di medicare la mia caviglia e ora riesco ad andarmene nuovamente in giro per il castello senza sentire tutto quel dolore.
Voleva farmi andare in giro con le stampelle, ma non ha capito che sarei stata solo un'arma di distruzione di massa da rinchiudere nella famosa Area 51 in quel caso.
Ora sono sola, che vago per il castello senza avere nessuna meta da raggiungere, solo con dei pensieri che vorticano frenetici nella mia testa.

Se solo ripenso alla mia vecchia vita mi sento male, sono cambiata così tanto, eppure sono sempre la vecchia io.
E ora devo pure salire al trono perché mio padre è in pericolo di vita per colpa di un malato mentale.
Perché la mia vita è diventata così complessa?

Gironzolo lentamente, poggiando il piede destro il meno possibile e con la testa piena di pensieri che mi fanno pesare le scelte passate.
Come può essere cambiato tutto in così pochi mesi?
Senza essermene resa conto, mi ritrovo con il naso contro una superficie dura e fredda al tatto, con una scarica di dolore che parte dalla mia appendice olfattiva.
Ma come faccio a farmi male ogni singola volta?
Torno alla realtà e vedo che sono andata a spiaccicarmi contro una porta chiusa. È di colore grigio scuro e pare essere fatta in metallo, ad altezza occhi -cioè alla mia altezza occhi quando indosso i tacchi, ora è al di sopra della mia testa- c'è una specie di apertura che mi ricorda quelle che hanno le porte dei ritrovi segreti dei film.

-Chi è la?-
Una voce forte e maschile mi fa smettere di fare inutili pensieri e rispondere. Quando la persona dietro la porta sente quello che aveva richiesto, mi apre la porta e con un inchino mi chiede chi sono venuta a trovare qui nelle segrete.
Io nemmeno sapevo di essere finita qui nelle segrete!
Una vocina nella mia testa, però, mi dice che è meglio non dirlo alla guardia che è ancora con il naso per terra davanti a me, così le dico di alzarsi e che farò un giro per assicurarmi che vada tutto bene.
Mi lascia passare dicendomi solo che se avrò bisogno di lui, devo solo premere uno dei tanti tasti presenti.
Sì, certo. Aspetta e spera che io prema anche uno solo di quei pulsanti, visto che con la mia solita sfortuna riuscirei a prendere l'unico che serve ad aprire le celle.

Le gattabuie sono quasi tutte aperte e quelle chiuse hanno dentro dei soggetti poco raccomandabili, ma che hanno come colpa l'aver rubato qualcosa o essere arrivati alle mani fuori dai bar.
Insomma, non è che siano ai livelli di Miguel...
In Italia avevo sentito un detto che diceva "Parli del diavolo e spuntano le corna" ed è quello che sto pensando ora io, dopo aver visto chi mi trovo davanti.
-Oh, Principessa! Quale onore!-
Le parole, alcune mangiate assieme ai pezzi di pane che sta mettendo in bocca, mi fanno solo salire la bile da rimettere.
-Futura Regnante.- sputo fuori con disprezzo per correggerlo.

Dopo aver sentito le mie parole, i suoi occhi iniziano a brillare di pura gioia, o comunque un'emozione che gli somiglia molto.
È proprio malato.
-Oh!- comincia a gridare dopo essersi attaccato alle sbarre e ondeggiandosi su di esse come se stesse ballando la lap dance -Il paparino è morto?-
Mi irrigidisco, sia per l'orribile spettacolo a cui sto assistendo, sia per la sua ultima frase.
-Re Dominic non è morto.-
Le mie parole tremano, incerte della loro stessa veridicità e le mie mani si torturano.
-Peccato.- dice smettendo, finalmente, di muoversi -Però è in pericolo, visto che il Regno pesa sulle tue spalle, non è vero?-
Solo ora capisco come abbia fatto ad arrivare così lontano con il suo piano: non è difficile scorgere la sua capacità di dire sempre le parole giuste al momento giusto o quelle sbagliate al momento giusto, a seconda dell'effetto che vuole ottenere.
Indietreggio di un passo senza staccare gli occhi da lui: paradossalmente ho più paura adesso di cosa potrebbe farmi piuttosto di quando teneva in mano una pistola carica.
-Scappa scappa, piccola principessa, tanto non potrai farlo dal tuo destino!-
Queste sono le ultime parole che sento prima di tornare da dove ero venuta: molto lontano da qui.

-Scappa scappa, piccola principessa, tanto non potrai farlo dal tuo destino!-Queste sono le ultime parole che sento prima di tornare da dove ero venuta: molto lontano da qui

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Correvo senza pensarci e ora la caviglia mi chiede pietà. Se tornassi da Jacque mi costringerebbe a portare seriamente le stampelle e ora come ora non riuscirei a ribattere, così prendo qualche passaggio nascosto e raggiungo in fretta e furia la mia camera.
Spalanco la porta, infischiandomene del fatto che potrei risultare poco femminile visto che dovrebbe essere vuota e senza guardare altro che il mio bellissimo letto entro.
-Charlotte! Dove diavolo eri finita?-
Le parole di Adam interrompono la mia zoppicata verso la salvezza e mi volto verso di lui, vestito solo con un paio di pantaloni di tuta grigia e di goccioline di sudore luccicanti sul petto.
I miei pensieri, come la mia saliva, si azzerano e non riesco a fare altro che seguire con lo sguardo quelle piccole perle brillanti scendere fino all'orlo dei pantaloni, ricordandomi le immagini di qualche tempo fa che trovai davanti al mio volto appena sveglia.

Con questo ultimo pensiero riesco a uscire dalla mia trance e guardarlo come se si trattasse di un alieno, senza riuscire a dire qualcosa.
Dopo un tempo troppo lungo passato a sbattere le palpebre come un bambino appena buttato giù dal letto, riesco a balbettare qualche cosa.

Peccato che neanche io stia capendo cosa esce dalla mia bocca!
-Charlotte? Dove sei stata fino a ora?-
Finalmente, riesco a connettere il cervello e capire il senso delle parole pronunciate dal mio bellissimo vichingo biondo e gli rispondo con tutti i miei spostamenti. Incontro con Miguel compreso.
-È proprio alle segrete del castello che è corso James qualche attimo fa!-
Perché James era qui a sudare con questo pezzo di manzo a cui piacciono gli uomini?

-Dobbiamo andare a riprenderlo!- il mio consigliere personale si abbassa per recuperare la maglietta, che prima non avevo notato, mettendo in bella mostra il suo sedere tondo e perfetto.
-Vai tu, io ho preso una storta alla caviglia e voglio solo riuscire a non farla gonfiare ancora di più.- replico, raggiungendo la mia tanto agognata meta.
Adam si avvicina alla porta, allungando la mano per aprirla, visto che mi si era richiusa alle mie spalle, ma questa si spalanca di colpo colpendo il bel naso dritto del biondo.
No! Era una delle pochissime parti del suo corpo che era rimasta illesa dai miei colpi involontari!
-Dov'è?- non è una domanda, quanto più una richiesta disperata quella che sento dire da James appena varca la soglia della mia camera.

No! Era una delle pochissime parti del suo corpo che era rimasta illesa dai miei colpi involontari!-Dov'è?- non è una domanda, quanto più una richiesta disperata quella che sento dire da James appena varca la soglia della mia camera

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Salve ragazze e ragazzi (se ce ne sono)!

Ecco un nuovo capitolo di questa storia che ci porta inesorabilmente verso la fine di questo libro.
Che cosa ne pensate? E della nuova inserita Jacque? Prometto che tutti i personaggi che sono inseriti dal colpo di pistola in poi non saranno antagonisti (in questo libro almeno, nel prossimo chissà 😇).

Lou_Marie_Allie quanto sei felice per la scena di Adam? 😏
Non preoccupatevi, James potrebbe non scamparsela 😏

Al prossimo capitolo

Al prossimo capitolo

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