Notizie Da Hong Kong A Parigi

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Dall'altra parte del mondo più precisamente a Parigi una ragazza correva all'impazzata verso la panetteria Dupain Cheng. Aprì la porta e si fiondò al bancone affannata dalla corsa.
<Ciao Alya...tutto bene?> chiese Sabine.
<Buongiorno signora Dupain Cheng...si sto bene...Marinette è in casa?> chiese affannata appoggiandosi al bancone per riprendere fiato.
<Certo è di sopra in camera sua>
<Grazie...> disse poi dirigendosi a passi molto lunghi su in camera dell'amica.
Marinette è sempre stata una ragazza molto ordinata come disordinata. In quel momento trafficava nel trovare una maglietta nel suo armadio. Si era levata la canottiera del pigiama e stava frugando dentro il cassetto quando la botola dietro di lei si aprì bruscamente facendola sobbalzare.
<Che è stato!?> urlò spaventata voltandosi.
<Sono io. Ho una notizia bomba. Credimi. Ora mettiti seduta e preparati perché è pesante> disse Alya chiudendo la botola e prendendo la ragazza facendola sedere <Ah e mettiti anche la maglietta...> aggiunse poi.
<Certo..lo stavo per fare! Quando qualcuno è entrato qua dentro manco fosse un akumizzato!> le urlò scherzosamente Marinette.
<Si ok ho esagerato va bene. Ma fidati ti dico. È una notizia che ha sconvolto anche me...figuriamoci te...> disse alzando gli occhi al soffitto.
<Di che si tratta...> chiese.
Alya prese un grosso respiro. Davvero non sapeva da dove cominciare. Pensava a una reazione esagerata della ragazza. Erano anni che preferiva evitare l'argomento "Adrien Agreste". Seppe bene quanto la ragazza ci avesse messo tutta la sua forza di volontà per dimenticarlo quando se ne andò...ma ora che stava per tornare...
Non sapeva proprio come dirglielo. Pensava di far risorgere in lei i momenti con lui. E quindi di farla stare male.
<Torna Adrien> disse soltanto.
Pensò che per un secondo Marinette avesse smesso di respirare. Immobile, ferma, con gli occhi spalancati. Doveva esser stato un colpo duro per la ragazza e questo Alya lo sapeva bene.
Nella mente di Marinette tutto tornò perfettamente nitido il ricordo del suo amato. I giorni a scuola che passava ad ammirarlo, la sua bellezza, la sua gentilezza e...il momento più brutto della sua vita. Mai pensava che il destino glielo avesse portato via. Era entrato nella sua vita e questa era la cosa più bella che le fosse capitata. E quel giorno le crollò il mondo addosso...
Non poterlo rivedere più...
Si ricordò ancora con l'amaro in bocca quando lo salutò all'aereoporto. Quasi tremava quando varcò la porta dell'immenso stabile per andare a salutarlo. Si chiedeva se ce l'avrebbe fatta a non piangere almeno davanti a lui. Quel pomeriggio che lo seppe, era stata tutta la notte a piangere. Non aveva chiuso occhio. E alle 7 era arrivata l'ora di andare a salutarlo. Lo abbracciò e non riuscì a trattenere le lacrime. Si ricordò di quello che le aveva detto, che sarebbe tornato...ma lei non ci credeva. Per quanto riguardava suo padre, c'era poco da fidarsi. Lo strinse forte a se. L'ultima volta che poteva avere un contatto con lui. L'ultima volta che poté sentire il suo battito o il suo calore. Poi non ce la fece più e scappò. Tornò a casa sua e riprese a piangere.
E come se non bastasse quella notte non ce la fece e uscì trasformandosi in Ladybug. Saltò i numerosi tetti di Parigi e incontrò Chat Noir, anche lui sembrava triste. Lo guardò e volse il viso dalla sua parte e gli disse quello che anche Adrien aveva detto. Anche lui doveva andarsene.
Quel giorno a Marinette quasi le si spense il cuore. Il suo amore e il suo migliore amico l'indomani se ne dovevano andare...
Erano passati 4 anni da allora. Se lo ricordava ancora bene anche se cercava in ogni maniera di scordarlo. Ma alle volte la notte desiderava ricordarsi il momento che l'aveva abbracciato.
<Marinette?> la richiamò Alya dopo la terza volta.
<Scusami...io> sussurro Marinette ancora assorta da quei pensieri.
<Stavi pensando a lui> rispose Alya.
<Si...è come...riaffiorato nella mia mente...anche se...> cercò di dire lei.
<...anche se non se n'era mai andato> concluse Alya.
<Si...non pensavo che...oh Alya...> disse abbracciando l'amica disperata.
<Lo so, lo so...ma se torna potrai finalmente dirgli cosa hai provato per lui...cosa provi per lui> disse Alya guardandola in faccia.
<Cosa...ma io...che figura ci farei> balbettò Marinette.
<Adrien deve saperlo...devi dirgli quello che non sei riuscita a dirgli in 4 anni>
Marinette non rispose. Aspettò titubante.
Un pensiero gli sfrecciò dritto davanti agli occhi e subito sbarrò gli occhi.
<Marinette...lo sai bene quanto me che tu non provi niente per Luka. Ti sei messa con lui solo per poter dimenticare Adrien...e se ora lui sta per tornare vuol dire che il destino vuole che vi riincontriate> disse Alya.
<Ma io si...Luka mi piace...>
<Ma non quanto ti piaceva Adrien. Lo so non c'è bisogno che me lo spieghi. Ti vedevo. I tuoi occhi scintillavano quando lo guardavi mentre con Luka...si magari dell'amore c'è stato ma non quanto ce ne poteva essere con Adrien...> spiegò Alya.
Marinette prese a camminare per la stanza.
<L'amore della tua vita sta per tornare. Quello che hai sempre voluto. Uno spiraglio nella tua vita. Dovresti essere felicissima> esclamò.
<Si lo sono...ma penso a Luka...ho paura che rivedendolo mi potrei di nuovo innamorare di lui e Luka...non voglio farlo soffrire...e poi sono anni che non lo vedo...credi che sarà cambiato?> disse Marinette fermandosi.
<È comunque il tuo principe, so di certo che ti rinnamorerai> disse alzandosi e aprendo un cassetto dove all'interno c'erano tantissime foto di Adrien. Quelle che una volta erano appese su tutta la stanza <Ricordo quanto hai sofferto nel tirarle via per dimenticarlo> le ricordò.
<Ne ho lasciate solo un paio sulla bacheca vicino al letto con quelle della classe. Non ho mai smesso di guardalo quando cercavo di addormentarmi. Non ho mai smesso anche quando se n'è andato> ammise Marinette.
<Tu continui a guardare le foto di "Adrien 14enne" ma chissà come sarà ora...sono passati 4 anni> disse Alya mostrando le foto.
Marinette sorrise. Il pensiero di rivedere il suo Adrien dopo tanto tempo le fece tornare il sorriso come una volta.
<E Luka?> chiese con amarezza.
<Luka ci penseremo...ora pensa solo che Adrien sta per tornare...Marinette!> disse poi prendendola per le spalle e fissandola <Il tuo Adrien sta tornando a Parigi!> esclamò raggiante.
Una scarica di adrenalina percorse Marinette e si mise a saltellare per la stanza insieme all'amica. Mai stata cosi felice. Mai.
<Quando? Quando tornerà?!> chiese eccitata.
<Ninò mi ha detto dopodomani...o domani...non ha ben capito la linea era disturbata comunque tra qualche giorno penso!>
<Ma Ninò ha provato tantissime volte a chiamarlo quando è partito e non è mai riuscito a...> disse Marinette.
<Si lo so...ma ora è riuscito a richiamarlo e l'ha subito avvisato...> spiegò Alya agitando le mani.
<Alya non ci posso credere!> esclamò Marinette saltellando.
<Dobbiamo festeggiare! Andiamo a mangiare un gelato. Porto anche Ninò. Ci sarai vero!>
<Si certo!> rispose.
Non poteva crederci...il suo sogno si era realizzato. Aveva lasciato stare Luka e si era focalizzata su Adrien. Il problema era...se davvero ora voleva dirgli quello che per anni non era riuscita a dirgli, doveva dire "ti amavo o ti amo"? Magari ora era cambiato e...magari non le piaceva più...
Ma che discorsi erano...il suo Adrien era perfetto. Anzi sarebbe stato ancora più bello.
Ma comunque il problema era sempre uno. Per quanto cercasse di metterlo in un angolino questo si ripresentava sempre.
Luka.
Per un attimo la mente tornò indietro di 4 anni. Quando Adrien partí Luka la vide spesso triste e cercò di consolarla. Si era istaurata una forte amicizia tra loro. E presto Luka le dichiarò i suoi sentimenti. All'inizio la ragazza gli disse che lo considerava un amico e che aveva ancora in mente Adrien. Anche se un pochino lui le piaceva. E comunque era ancora troppo presto, Adrien era andato via da poco e Marinette non poteva dimenticarlo così...ma non si arrese. Passarono due anni e frequentando sempre la ragazza, lei stessa si convinse che forse con lui poteva nascere qualcosa. Poteva almeno provarci. Il ragazzo non desiderava altro. Allora accettò. Anche se il più delle volte che lui la invitava a uscire lei diceva sempre di avere da fare. E Alya la copriva pur sapendo che si Luka le piaceva ma mai quanto Adrien.
Ma ora cosa avrebbe detto a Luka...lei voleva veramente confessarsi con Adrien.
Scese le scale mentre sognava Adrien.
"Presto lo rivedrò...presto lo rivedrò...presto lo rivedrò..."
Boom
Era caduta dalle scale.
<Marinette ti sei fatta male!?> chiese la madre allarmata andandole incontro.
<No tranquilla...sto benissimo> disse poi uscendo dalla panetteria come in trance.
Adrien non era il solo a esser guardato con occhi sognanti.
Anche Marinette quando usciva di casa tutti i ragazzi la guardavano. Anche a scuola. Dal punto di vista di Alya, Marinette era una ragazza che era molto ben voluta da tutti i ragazzi, non poteva biasimali. Era bella, con quei suoi occhi azzurri splendenti, i capelli neri con sfumature blu tirati su spesso da uno chignon o semplicemente sciolti, la carnagione rosea, e aveva un bel fisico. Alta pressapoco 1 70. Sembrava una modella. Aveva una bella linea. Ogni cosa che indossava le stava bene. Inutile dire che era una stilista. Ma lei era molto semplice, tranquilla e non si dava mai delle arie. Tranne per il fatto che era molto sbadata e maldestra quello si...lo notavano tutti.
Per quanto gli stessero bene i tacchi indossati li mise poco nell'arco dei suoi 15-17 anni. Già inciampava benissimo con le semplici sneakers figuriamoci con i tacchi...
I ragazzi nelle strade le mandavano frecciatine ma lei li ignorò e girò l'angolo. La tentazione di mandarli a quel paese c'era. Ma la beneducazione prima di tutti, pensò come disse sua madre.
Però quando ci vuole ci vuole...
Il cuore la portò a casa Agreste. Gli occhi le si illuminarono di felicità quando la vide.
<Amore mio dove sei...> sussurrò sognate.
<Tra un paio di giorni arriva....amore mio!> disse Alya ridacchiando alle sue spalle.
<Ei tu da quanto sei qui?!> rispose Marinette.
<Sapevo che saresti venuta qui. Il tuo "Amore mio" arriverà non preoccuparti> disse ancora facendole l'occhiolino.
<Dai ragazze su andiamo!> disse poi Ninò. Alya prese entrambi a braccetto e si incamminarono. A sinistra il suo caro Ninò, era diventato molto alto e aveva messo su un po' dimuscoli in palestra. Ma il carattere era rimasto lo stesso. Giocoso e scherzoso. Alla sua destra invece c'era la sua migliore amica, come sempre...Alya non poteva chiedere un fidanzato e un'amica migliore. Con loro era felice e se ci fosse stato anche Adrien sarebbe stato perfetto. Sperava di vedere un giorno la sua migliore amica e il migliore amico di Ninò insieme.
Anche Ninò era felice all'idea che presto sarebbe tornato.
Andarono a mangiare un gelato e rimasero insieme a chiacchierare, finché ognuno se ne tornò a casa e aspettarono con ansia dopodomani.

A Honk Kong si era messo a piovere, Adrien aveva caricato le valigie sul taxi e insieme a suo padre, Nathalie e il gorilla erano partiti all'aereoporto.
Due ore dopo era già in aereo e guardava il finestrino. Fortunatamente fece in tempo a dare a tutti i suoi amici il numero di telefono vecchio di Parigi...così da poterlo chiamare...stavolta non avrebbe fatto la stessa cavolata.
Decollarono e con un po' di malinconia lasciò la Cina eccitato all'idea di tornare nella sua terra. La Francia.
Plagg era parecchio agitato. Lo sentiva muoversi nella sua tasca della giacca. Lo fece uscire e Plagg si fiondò al finestrino a guardare senza essere osservato.
<Perché quella faccia? Torniamo a Parigi! Non sei contento?> chiese Adrien.
<Si...ma diciamo che sto lasciando una terra dove ho vissuto con i miei amici...> disse tristemente.
<I tuoi amici...i Kwami? Voi vivevate qui?> chiese curioso.
<Quando eravamo umani> si limitò a rispondere.
<Davvero non vuoi raccontarmi cosa è successo?> chiese Adrien.
<È complicato...> rispose. No non lo era. Era solo che aveva paura di dire che era stata colpa sua.
<Ma come posso aiutarti se...> continuò.
<Sono passati 3000 anni...non si può fare niente ora cambia discorso. Quando sarò pronto te ne parlerò> ruggì Plagg.
Adrien capì che per lui era una cosa delicata allora tacque.
<Allora sono stato fortunato...davvero sono l'unico portatore a cui tu l'abbia detto?> disse curioso.
<Si l'unico in 3000 anni. Ritieniti fortunato> rispose come se il discorso fosse chiuso.
Adrien sorrise e si sdraiò.
Quasi non si rese conto che si era addormentato. Si svegliò e vide suo padre dietro di lui con Nathalie che progettavano un nuovo capo. Poi guardò fuori dal finestrino, ma non riconobbe dov'erano. Allora guardò il display davanti a lui che indicava la mappa. Il punto di geolocalizzazione segnava gli Emirati Arabi. Tra qualche minuto dovevano scendere per fare lo scalo e prendere l'altro aereo che li avrebbe portati a Parigi. Scesero e presero l'altro aereo. Adrien continuò a guardare fuori e la mappa dopo alcune ore indicò l'Italia. Adrien spalancò gli occhi e sorrise.
<Siamo in Europa! Plagg...tra poco saremo a Parigi!> esclamò eccitato.
Dopo un ora atterrarono e Adrien si affrettò a scendere. Non vedeva l'ora di mettere piede sulla sua terra.
Uscì e ispirò a pieni polmoni.
<Mi sei mancata Parigi> sussurrò.
Presero le valigie e si dirigerono verso casa. Un minuto dopo già vide una struttura alta e imponente.
<La Tour Eiffel...Papà posso andare dopo a fare un giro?> chiese eccitato.
Ma perché glielo aveva chiesto? Tanto sapeva la risposta...
<Vedremo>
Era già meglio di un no secco...anche se presumeva che quel "vedremo" equivaleva a un no.
Scesero dal taxi e villa Agreste era davanti a loro.
Aprì il cancello ed entrarono. C'era molta polvere certo, la casa era disabitata da 4 anni ma non si lamentarono in pochi giorni l'avrebbero rimessa a nuovo.
Adrien non fu mai cosi felice di entrare in camera sua.
<Ora sono a casa> sussurrò mentre Plagg svolazzava per la camera.

Angolo dell'autrice:
Hello everyone, volevo solo precisare una cosa...purtroppo nel capitolo precedente rileggendolo mi sono accorta che mancava una parte. Saranno due righe...niente di che ma non so perché...forse le avrò cancellate per sbaglio. La frase è nella parte in cui si dice che Adrien non aveva più potuto chiamare Ninò e gli altri perché non aveva più il telefono. Bene mancava una piccola parte. Ora l'ho messa...
Spero che il capitolo vi piaccia ❤️
-LadyWriter0

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