21. Abbi cura di te.

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Guardo il cielo azzurro trattenendo le lacrime mentre il prete legge le mie parole scritte su un foglio.

"Cara Alexa,
sono grata di averti conosciuta, eri una bambina molto speciale, avevi sempre il sorriso sulle labbra anche quando ti sei spenta quel giorno, hai lottato fino alla fine. Nonostante la tua piccola età mi hai insegnato molte cose in un solo mese e mi hai infuso molto coraggio. Meritavi di crescere e creare il tuo futuro, meritavi di vivere a pieno la tua vita piena di sogni. La prima volta che ci siamo conosciute mi hai detto che sognavi la libertà, essere come una farfalla che vola nel cielo. Ora sei libera e spero che lassù tu sia felice. Ti ringrazio per tutto. Ti voglio bene e mi ricorderò per sempre di te.
Con affetto, Phoebe."

Porto il mio sguardo sul prete che commosso si asciuga una lacrima per poi parlare. "Riposa in pace" fa il segno della croce mentre la piccola bara di Alexa viene messa sotto terra davanti alla sua lapide.

La foto sulla lapide inquadra la bambina con il suo dolce sorriso e la sua bandana rosa in testa e accanto alla data di nascita e decesso ci sono vari mazzi di fiori tutti colorati.

Mi manchi già tanto Alexa.

Proprio in quel momento una farfalla rosa mi vola affianco per poi posarsi su un fiore e i miei occhi si riempiono di lacrime ma mi trattengo, non voglio piangere in pubblico.

La madre di Alexa piange come una fontana mentre il padre indossando gli occhiali da sole per nascondere gli occhi rossi e gonfi, abbraccia sua moglie.

Guardo la mano di Aaron che stringe la mia aiutandomi a non cadere.

Gli sono grata per avermi accompagnata, i funerali mi fanno stare male perciò non saprei come avrei resistito senza di lui che mi ha tenuto.

Quando il tutto è finito abbraccio i genitori di Alexa prima di andare nella Jeep di Aaron ed è lì che scoppio a piangere.

Tengo lo sguardo basso e stringo forte i pugni che sono sulle mie gambe mentre le lacrime scendono sul mio viso e cadono sul mio cappotto.

"Ehi" sussurra Aaron sciogliendo delicatamente i miei pugni che rivelano le mie mani rosse per quanto ho sforzato.

Mi attira a sé abbracciandomi e nascondo il viso nel suo petto continuando a piangere.

Passano minuti quando riesco a tranquillizzarmi mentre Aaron mi asciuga le lacrime e mi lascia un bacio sulla fronte.

Poco dopo partiamo andando non so dove.

Mi metto comoda e chiudo gli occhi appoggiando la testa al sedile.

In pochi minuti i miei occhi si fanno pesanti e mi addormento sognando quel piccolo sorriso angelico che mi manca.

*****

Apro gli occhi quando sento qualcosa toccarmi la guancia e noto che è la mano di Aaron che mi accarezza.

"Siamo arrivati" dice sorridendo dolcemente.

Mi stropiccio gli occhi e guardo fuori dal veicolo.

Siamo nel nostro posto e un leggero sorriso spunta sulle mie labbra.

Scendo dalla Jeep e mentre afferro la coperta a scacchi dai sedili posteriori, Aaron mi affianca con un sacchetto di plastica.

Lo guardo confusa.

Cosa ci sarà dentro?

"Quando arriviamo là vedrai" mi sorride circondandomi la vita con un braccio mentre ci dirigiamo alla quercia.

Sono curiosa.

Distendo la coperta e ci sediamo uno di fronte all'altra.

Dal sacchetto tira fuori due vaschette di gelato, una al melone e l'altra al limone.

"Le ho prese prima, mentre dormivi" dice.

Apre la vaschetta al melone e me la porge insieme ad un cucchiaio.

Il mio gelato preferito.

Mimo con le labbra un 'Grazie' e lui sorride.

Tra un boccone e qualche brivido di freddo mangiamo i nostri gelati mentre lui mi racconta cose che mi fanno sorridere.

*****

Avvolta nel mio pigiama e dal buio della notte guardo fuori dalla finestra dove la luna splende accanto alle sue stelle, mentre penso alla bambina che ha lasciato un segno sul mio cuore.

Chissà cosa stai facendo in questo momento lassù.

Chiudo gli occhi per qualche minuto ricordando quel giorno..

I suoi piccoli occhi incontrano i miei.

"Promettimi....che realizzerai i....tuoi sogni per me.." dice la sua voce flebile coperta dalla mascherina d'ossigeno.

Annuisco con gli occhi lucidi, portando una mano sul cuore.

Le stringo la mano destra mentre sua madre e suo padre sono dall'altra parte del letto accanto alla figlia.

Gira la testa verso i suoi genitori. "Vi voglio bene...grazie...per tutto"

Torna a guardarmi sorridendo più che può. "Abbi cura...di te..." sussurra la sua ultima frase prima di chiudere gli occhi, mentre il monitor accanto al letto inizia a suonare.

Attorno a me va tutto a rallentatore quando sento le urla dei suoi genitori e degli infermieri che entrano nella stanza.

Mi trascinano fuori staccando così la mia mano da quella di Alexa.

Barcollo stordita nel corridoio, verso il muro e mi accascio contro esso fino a scivolare per terra, sento ancora le urla e porto le mani sulle orecchie coprendole, piangendo in silenzio.

Vorrei poter urlare il dolore che provo.

Asciugo le lacrime che mi sono scese.

Lancio uno sguardo verso il dipinto che abbiamo fatto insieme e alla sua bandana rosa.

Devo essere forte, per lei.

Una voce nel silenzio {#Wattys2019}Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora