CAPITOLO 5 "Ragazza gelata"

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Capitolo 5 "Ragazza gelata"

Quella mattina arrivai in anticipo. Due palle, c'era poca gente in piazza a quell'ora. Potevo restare a dormire e invece no. Andai verso la solita panchina di tutti i giorni ma quel giorno, non era libera. Sono tutte occupate da almeno 2 persone. L'unica libera è l'ultima in fondo. "E vabbè per oggi va così"pensai. Mi sedetti da sola e pensai bene di giocare con il telefono ma dopo un po' mi sarei stufata. Ascoltare musica? Nah l'avevo già fatto durante il tragitto.

Sentivo così freddo che ero costretta a rientrare le gambe fino al petto per riscaldarmi. Non vedevo l'ora che arrivasse qualcuno che conoscevo perché mi stavo proprio annoiando. Quel giorno Marzia non sarebbe venuta a scuola e già sentivo la sua mancanza.

Mancavano 15 minuti al suono della campana e dei miei compagni non se ne vedeva nemmeno l'ombra. Arrivò qualcuno da lontano, lo vidi salutare .. Ma chi? Sicuramente non me, non so proprio chi sia. Pian piano si avvicinò e l'immagine sfocata ora si vedeva bene. "Cavolo"dissi a me stessa, era proprio lui, che vergogna.

Abbassai lo sguardo sistemandomi il cappello. Cercai di guardare altrove per evitare brutte figure-"oh mio dio" -pensai.

"Posso?" Una voce calda arrivò al mio orecchio. Una voce così bella che la mia testa non poté far altro se non andare in tilt. Mi girai lentamente per associare quella bella voce ad un viso altrettanto bello. Era lui, come immaginavo. Lo immaginavo , ma semplicemente non volevo accadesse perché in quel momento mi sarei bloccata, come sempre. È così bello, non smetto di fissarlo, i suoi occhi, le sue labbra. Dio se vorrei toccarle.

-"Posso sedere qui? Sono tutte piene"-quella voce così dolce trapassò ancora una volta la mia testa facendomi tornare alla realtà.

"Certo" risposi con la voce tentennate e tornai a riscaldarmi le mani. Vorrei tanto dire qualcosa ma non mi esce proprio nulla; ogni volta è sempre così. C'era troppo silenzio, imbarazzante.

"Beh di nuovo insieme, anche se non in laboratorio eh" disse lui e notai come sorrideva, sembrava contento della sua affermazione.

"Eh, infatti"dissi io ridendo -"questa è la volta buona, presentati Martina!"- dissi a me stessa.

"Beh, di nuovo insieme ma non so nemmeno il tuo nome" dissi tutto d'un fiato ed accennai una piccola risata.

"Io sono Pako" mi porse la sua mano velocemente con un grosso sorriso.

"Martina"risposi con un sorriso da ebete in viso e strinsi la sua mano. È così calda e la mia..

"Ma sei gelata " disse ridendo con un filo di preoccupazione. Io non sapevo cosa dire e restai li a stringergli la mano.

"Si scusami, ho le mani davvero fredde.."mi imbarazzai tantissimo.

Lui mi sorrise e prese anche l'altra mia mano riscaldandomele insieme. Io ricambiai il sorriso un po', ok forse molto imbarazzata. Non sapevo proprio che fare. Cosa sta facendo?

"Va meglio?" Sussurrò quasi ridendo.

Decisi quindi di smettere di fare la muta e rispondere una buona volta .

"Molto, grazie"

Mi porse qualcosa di nero, non riuscì a capire cosa fosse, forse era l'agitazione ma davvero non capivo cosa fosse fino a quando non prese le mie mani e le mise dentro dei guanti . Oddio!

"Facciamo che per oggi te li presto, la prossima volta portateli" Disse non lasciandomi le mani.

Sono guanti, i suoi. Mi stanno un po' grandi, ma dio se mi piace.

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