Passo tre: gioca

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Oramai conosceva così bene l'amico da essere certo che la sua curiosità lo avrebbe spinto ad andare a vedere cosa stava succedendo, nel momento in cui avrebbe scorto dei gruppi di giovani intenti a fare qualcosa nel Salone dei Giochi.
Difatti, non appena Thor si avviò per il corridoio esterno, oltre la serie di colonne che delimitavano quel lato della stanza, Fandral rallentò il passo, sbirciò interessato nella direzione da cui provenivano le voci, e poi fece cenno al figlio di Odino di seguirlo.
Thor lo richiamò, fingendo un'urgenza che, ovviamente, non aveva.
Si trovarono davanti a due schieramenti di persone, posizionati intorno a una enorme scacchiera che occupava quasi l'intero pavimento disponibile. Doveva essere di certo uno degli incantesimi di Loki, perché nessuno avrebbe potuto ricrearla in modo materiale nel giro di poche ore.
Difatti vide l'immagine tremolare leggermente sotto i piedi del fratello, quando questi passò tra i giocatori per arrivare davanti a loro due. Era vestito di nero dalla testa ai piedi, in uno dei suoi lunghi abiti comodi ma eleganti, che faceva risaltare il chiarore della sua pelle.

«Che sorpresa! Potete unirvi a noi, se volete. Non abbiamo ancora iniziato.»

«Abbiamo un impegno,» ribatté subito Thor, indicando distrattamente un punto in lontananza, ma gli bastò lanciare un'occhiata al guerriero al proprio fianco, già occupato a sorridere ad alcune ragazze, per capire che il suo piano aveva funzionato. Usare l'altro come diversivo, per non far sembrare al fratello che fosse lui quello interessato a restare, era stata un'ottima mossa.

Fandral stava già pregustando il gioco e tutto ciò che ne sarebbe derivato. Era evidente sul suo viso raggiante e dal fatto che avesse già iniziato a incamminarsi sulla scacchiera. «Non è un impegno così urgente, in verità.»

«Solo una partita,» mormorò Loki, spostando lo sguardo da uno all'altro, con un sorrisino compiacente. «Non durerà molto.»

«Solo una partita,» gli fece eco il guerriero, prima di alzare le mani sui lati in un gesto implorante.

Loki non attese una risposta affermativa dal fratello, prese due calici e li passò a entrambi. Riempì prima quello di Fandral, il quale bevve subito tutto il contenuto, indicandogli di riempirlo ancora. Il Dio dell'Inganno non se lo fece ripetere e gli fece segno di mettersi con la squadra dei bianchi.
«Abbiamo bisogno di un re,» mormorò poi a Thor in tono provocatorio, versando il vino nel suo calice per poi posare la brocca.

Il Dio del Tuono inspirò profondamente, ma si ritrovò ad appoggiare il bordo alle labbra, lo sguardo ancora fisso sul volto di Loki. Prima di rendersi conto davvero di ciò che avrebbe comportato, bevve in un lungo sorso tutto il vino, avvicinando poco dopo il calice all'altro nell'attesa che lo riempisse di nuovo. Era abbastanza sicuro che anche quella bevanda fosse stata corretta da una delle polveri del fratello, e ne ebbe la conferma quando lo vide inarcare le sopracciglia stupito, prima di riprendere la brocca.

«Ricorda di tenere a freno la lingua, fratello. O ti aspetta un altro mese di punizione,» gli bisbigliò allora Loki con un sorriso complice. Ancora un ultimo sguardo e infine tornò al centro della scacchiera, il passo lento e il portamento fiero e regale. Si stava beando nell'essere al centro dell'attenzione e quando iniziò a parlare, Thor si accorse che in molti, in quella sala, sembravano non riuscire a togliergli gli occhi di dosso. Lui era, inevitabilmente, tra questi.

«Giocatori, vi ricordo le regole. Due squadre: la bianca e la nera. La bianca ha il compito di difendere il re e di farlo restare incolume lungo il percorso che parte dal castello, al centro della scacchiera, fino ad arrivare a uno dei santuari ai quattro angoli.» Mentre descriveva, le caselle nominate prendevano vita e si illuminavano, girando su se stesse e animando quell'incantesimo, sotto allo sguardo meravigliato dei presenti. «La nera deve catturare il re. Tutti i pezzi possono muoversi di quante caselle vogliono, fino a quando incontrano un ostacolo. Ma vi ricordo che è vietato muoversi in diagonale.» Lanciò un'occhiata a Thor e si lasciò sfuggire un sorriso, al quale il Dio del Tuono rispose nello stesso modo. «Ognuno di voi può essere catturato e ucciso se finisce chiuso tra due pezzi. Tuttavia, quando questo avviene, il pezzo che ha fatto l'ultima mossa ha due scelte: uccidere il pedone catturato, con il vino che avete con voi, oppure baciarlo. Se il vostro prigioniero risponderà al bacio, lo avrete portato nella vostra squadra. In caso contrario... sarà lui a esigere la vostra vita.» Si guardò attorno, iniziando a indietreggiare per portarsi all'esterno della scacchiera. «Al collo avete un ciondolo con un numero, per l'ordine in cui dovete muovervi, e con due colori. Usatelo per ricordarvi da che parte state.»

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