CAPITOLO 8 "Delle rose non ti faranno perdonare"

16 0 0
                                    


Capitolo 8 "Delle rose non ti faranno perdonare"

Quella mattina Pako non mi salutò nemmeno. Credevo ci fosse qualcosa tra me e lui e invece non mi ha degnata di un misero sguardo. In piazza l'ho visto insieme a molte ragazze,mi ha dato davvero fastidio ma purtroppo non ho il diritto di dire niente. Finalmente suonò la ricreazione e mi diressi subito al piano di sotto. Corsi tra la folla che saliva o che semplicemente stava seduta sulle scale senza un motivo. Scesi giù sperando che questa volta mi notasse. Cercai per quasi tutta la scuola. Non lo trovai. Mentre camminavo lo trovai lì, seduto su un banco in fondo al corridoio.Era circondato da mille ragazze. Mi guardò ma nonostante questo continuava ad ignorarmi. Perché fa così?decisi quindi di avvicinarmi sempre di più fin quando non mi ritrovai proprio davanti la barriera di galline che lo circondavano. Una di esse si girò verso di me guardandomi con disgusto,un'altra fece lo stesso mentre continuava a ridere senza un valido motivo. Una ragazza,Miriam se non sbaglio,si girò verso di me. Lei è un po' la troietta della scuola non fa altro che girarsi tutti i ragazzi e questo a me disgusta. Mi guardò e cominciò a ridere.

"Ei stupidina gira a largo da qui, Pako non sta di certo qui a guardare te quindi va via".

Ci rimasi abbastanza male e fissai Pako in cerca di qualche risposta. Ma niente, anzi mi guardò e rise dando ragione alla ragazza.

Mi allontanai e tornai in classe passando l'intere ore restanti a pensare solo al perché del suo comportamento.

La campanella suonò e mi catapultai giù per uscire.Uscì fuori, andandomi a mettere su una panchina dimenticata da tutti in tal modo che nessuno mi potesse notare. In realtà è la panchina in cui io e Pako ci presentammo...

Perché si è comportato così? Fuori scuola fa il dolce e con gli amici suoi fa il duro?..

In lontananza vidi tre ragazzi che stavano litigando. Non li vedevo bene ma ero certa che uno dei tre fosse proprio Pako. Stavo combattuta.Non sapevo se andare a vedere o fregarmene come aveva fatto lui oggi con me. Non c'era ormai nessuno più e le loro urla si sentivano in ogni punto della piazza.Purtroppo cedetti e decisi

di avvicinarmi per vedere la situazione. Come avevo intuito uno è Pako gli altri due sono gli amici con cui sta sempre e coloro con cui mi ha presentato come la sua ragazza.

"SEI PROPRIO UN DEFICIENTE" urlò uno. credo lo chiamino Alex. Non sapevo molto ma ero certa che Alex fosse il migliore amico di Pako, li vedevo sempre insieme e per intuito sono arrivata a tal conclusione. Era un ragazzo abbastanza alto e robusto, in effetti non era proprio il caso di metterselo contro, occhi marroni e capelli dello stesso colore.

"Ti SEMBRA MODO DI COMPORTARTI?"Urlò l'altro. Di lui non ricordavo proprio il nome.

"COSA AVREI FATTO?"Urlò a sua volta pako.

"l'hai vista come stava di merda quella ragazza?Prima ci hai fatto girare tutta la scuola per cercarla,dopo la presenti come tua ragazza" Alex stava per finire la frase ma venne interrotto dall'altro.

Mi aveva cercata per tutta la scuola?Un flashback mi attraversò la mente e ripensai a quando Marzia mi disse di lui che entrò nella nostra classe... e se stesse cercando me?

"E ora ti vediamo ,lei compresa, che fai il galletto con le altre? Non credevo proprio fossi così!".

Pako abbassò lo sguardo non capivo se stesse ridendo oppure era solo dispiaciuto.

Alex stava per urlare di nuovo ma decisi di fermare tutto questo capendo che la causa del litigio ero io.

"Ragazzi basta!" dissi quasi urlando mettendomi in mezzo per evitare che la situazione degenerasse e finisca in modo brutale.

Alex ed il suo amico guardarono come in cagnesco Pako che invece evitava lo sguardo di tutti.

Mi girai verso di lui e lo guardai sperando che anche lui ricambiasse lo sguardo. Non lo fece ed io ci rimasi abbastanza male.

"Mi dispiace solo aver fatto parte della tua lista di -ragazze fatte a scuola-" sussurrai per poi prendere le mie cose e andarmene. Stavo per arrivare alla fine della piazza e speravo solo che lui venisse qui e si scusasse ma questo non accadde.

Ero a casa e stavo sul letto a fissare il soffitto da ormai 2-3 ore. Mi sentivo davvero uno schifo. Un ramo dell'albero che stava in giardino, sbatteva sulla mia finestra mentre l'aria entrava ed usciva da quel piccolo spazio, che avevo lasciato aperto tra le due ante. Sembrava quasi la scena di un film. Uno di quelli deprimenti però dove la ragazza comincia a tagliarsi poiché non si accetta. Mi rivedo sempre in questi film purtroppo.

Alzai il mio braccio e sfilai la manica. Per mia sfortuna i segni sono rimasti nonostante sia passato tempo. Chissà, un giorno qualcuno mi amerà per tutto ciò che io invece odio e smetterò di odiarmi. In verità credevo che Pako mi avesse accettato e invece era solo una stupida illusione. Mi sentivo proprio male, mi sentivo...Usata.Usata solo per il momento e questo faceva male, molto. Mi guardai in giro notando le foto appese per la stanza, foto di me, le mie sorelle ed i miei genitori... siamo tutti carinissimi, poi notai come la stanza era stranamente in ordine, cercai con lo sguardo la mia cover preferita, era proprio sulla mensola eppure non riuscivo a vederla. Mi alzai cercando per tutta la stanza e poi pensai "MAMMA!" mi arrabbiai sul momento ma poi scoppiai a ridere notando come era sul mio comodino. Mi rimisi poi sul letto, lasciandomi cadere sul materasso con la faccia sul cuscino.

Il telefono si illuminò proprio accanto a me, ma io stavo ormai dormendo.

.

.

.

Mi svegliai solo dopo una mezzoretta poiché il telefono squillava e io non potevo fare a meno di guardare chi fosse.E' Pako.

Decisi di rispondere.

-

"Dimmi"risposi io freddamente

"Che fai?"

"Non credo ti importi"

"Almeno sei a casa?"

"Si"

"E che aspetti a scendere che sarà mezz'ora che sono qui sotto".

-

Chiusi la chiamata non appena finì la frase e vidi il messaggio di mezz'ora fa

-

Pako : Scendi, ti prego

-

Il cuore mi andava a mille e non sapevo che fare. Non potevo neanche lasciarlo li sotto. Decisi di scendere e lo trovai li, seduto sul marciapiede con qualcosa in mano. Si avvicinò e capì cosa avesse per le mani. Erano delle rose, teneva delle rose rosse in mano.

Lui si avvicinò e me le mostrò.

"Mi dispiace per oggi" disse mentre mi diede i fiori.

Io li presi ma abbassai lo sguardo.

"Che succede?" domandò lui.

"Non saranno delle rose a scusarsi per il tuo comportamento. E poi a me le rose non piacciono.." sussurrai un po' arrabbiata.

Lui non disse nulla così decisi di andarmene verso il portone mentre lui disse qualcosa da lontano.

"E che fiori ti piacciono?"

"Se ci tieni a saperlo, scoprilo da solo" urlai io da lontano in risposta mentre tornai a casa.

Hai finito le parti pubblicate.

⏰ Ultimo aggiornamento: Feb 10, 2019 ⏰

Aggiungi questa storia alla tua Biblioteca per ricevere una notifica quando verrà pubblicata la prossima parte!

Lascia che io ti ami.Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora