Non Più Solo Un'Amica

2.5K 111 16
                                    

Ad Halloween Ninò accese lo stereo e fino alla una non si senti altro che musica pop e disco.
Chloè si era infilata sotto le coperte decisa a ignorare tutti. Lei sembrava andare molto d'accordo con le ragazze di quinta. Tanto che stava con loro al quarto piano quasi tutto il giorno con Sabrina.
Alle 2 di notte ancora nelle stanze ballavano e Marinette ebbe la fortuna di esser presa per pochi minuti da Adrien e ballare con lui.
Alle 2 emmezza Ninò spense lo stereo. Il consueto prof di chimica stava salendo per beccare chi stava ancora alzato fino a tardi e così chiusero tutto. In compenso alle 11 della mattina del 1 novembre tutto erano ancora a letto.
<Non vedo l'ora di tornare dai miei> sussurrò Alya.
<Anche io. Mi mancano...> rispose Marinette. In realtà solo ora l'era venuto in mente. Voleva vedere Chat Noir.
Qualche volta era andata su nei corridoi della quinta liceo per vedere se lo incontrava...magari si era trasformato...certo, pensò non avrebbe potuto riconoscerlo normalmente. Ma era tanto convinta che lui fosse di quinta...
Pensò bene che non l'avrebbe mai trovato...allora pensò una sera di trasformarsi e saltare sul tetto del liceo e aspettare. Se tutto andava bene lui l'avrebbe vista.
<M'lady che strano trovarci qui e non a Parigi> sussurrò Chat Noir appena atterrato accanto a lei.
<È vero. Mi mancavi...sono venuta su nella quinta liceo ma non ti ho trovato...>
<Perché hai cercato li?> chiese interessato.
<Perché...penso tu sia di quinta...>
<Ti lascerò nel dubbio. Come tu lasci nel dubbio a me no?>
<Giusto gattino>
<Sarai felicemente di sapere che a Parigi parlano ancora di noi. Della nostra "apparizione alla tour eiffel" e..del nostro bacio...> disse avvicinandosi per baciarla.
<No, non stavolta> rispose allontanandolo.
<Ma come io ho lasciato il mio amico per venire da te e tu non mi dai neanche un bacio?> disse offeso.
Ladybug gli diede un bacio sulla guancia.
<Non vedo l'ora di tornare a Parigi...sai una cosa...può sembrarti strano ma...>
<Anche se questa città è uno spasso comunque ti piacerebbe tornare a vivere nella nostra Parigi...> continuò Chat Noir.
<Si. Quella è la nostra città. Però...per ora almeno quest'anno fino a giugno dobbiamo restare qui per passare l'anno...>
<Stai già pensando di lasciare? Perché se lo fai tu io vengo con te. Lo sai. Ti seguirei ovunque>
Ladybug sorrise.
<Non potrei lasciare i miei amici...>
<E se loro desiderano la nostra stessa cosa?> chiese Chat Noir.
<Tutto sarebbe a posto> rispose.
<Vieni più vicino a me> sussurrò Chat Noir.
Ladybug si avvicinò e Chat gli fece appoggiare la testa sulla sua spalla mentre la prendeva dai fianchi e la fece sedere sulle sue gambe col busto sul suo.
<Chiudi gli occhi> Ladybug lo fece <E immagina che siamo sulla tour eiffel. Siamo a casa nostra. La città dove viviamo e proteggiamo>
<Mi mancano i miei>
<Non posso dire lo stesso...> sorrise amaramente Chat Noir.
<Non ti manca tuo padre?> chiese Ladybug aprendo gli occhi e guardandolo.
<Te l'ho detto. Io non ci sono mai per lui. È sempre impegnato. Non ha tempo per parlare con me. Forse neanche pensarmi...> e chiuse gli occhi.
Ladybug lo abbracciò. Al suo gattino mancava la madre e il padre se ne fregava di lui. In quel momento pensò davvero che lui fosse un gatto randagio. Aveva perso l'amore di sua madre, e si chiedeva come si comportasse nella vita. Molto probabilmente era introverso? Non poteva essere come è ora. Però pensò...lui quando è Chat è cosi sveglio e allegro...è possibile che lo fosse per mascherare la sua tristezza?  Si chiedeva se era così anche nella realtà. Chat gli faceva le fusa.
<Gattino non è ora di andare a letto?> chiese dolcemente.
<Se mi porti tu si...> sorrise lui.
<Non so se andrebbe rivelata la cosa che Ladybug e Chat Noir siano qui. Qualcuno potrebbe farsi delle domande...>
Chat Noir sorrise e si alòo.
<Buona serata M'lady> le baciò la mano e se ne andò <Sono felice perché so che ci vediamo tutti i giorni anche se i miei occhi non ti riconoscono>
Scese anche lei e si ritrasformò. Il gelo iniziava a farsi sentire.

Non desiderò altro che le settimane passassero per tornare a Parigi. Erano stati solo 3 mesi li ma già ne sentivano la mancanza come fosse passato un anno.
La sera del 3 novembre si riunirono come di consueto e Marinette era pronta a parlare.
Era al centro della stanza seduta, con gli occhi di tutti fissati addosso.
Apparte le loro classi quarta e quinta c'erano altre classi che parlavano nella loro lingua abituale. In inglese. Come i professori del resto. C'era un professore che parlava perfettamente il francese, questo li aiutò molto. Ormai il francese lo parlavano solo tra di loro. In classe e nei corridoi cercavano di parlare in inglese per non esser presi di mira.
<So che è una cosa stupida...ma ve la dico comunque...> cominciò Marinette tesa.
<Se è una cosa stupida Chiudi il becco Dupain Cheng> sbottò Chloè.
<Taci Chloè> esclamò Adrien irritato.
<Voi siete contenti di esser qui?> continuò Marinette.
La risposta non fu immediata. Pensava che tutti dicessero "si" o che comunque avrebbero annuito. Invece niente. Stavano tutti fermi a pensare.
Adrien fu il primo che parlo.
<No. mi manca Parigi>. Era sorpreso che Marinette la pensasse come Ladybug, quando avevano parlato la sera prima.
<Pensavo di essere l'unica...> sussurrò Rose.
<Anche io pensavo di essere l'unica...> sussurrò Mylene.
<Ragazzi sono d'accordo con voi...ma non starete pensando...> s'intromise Alya.
<Io non sto dicendo niente, ho solo chiesto> si affrettò a dire Marinette.
<Sentite. Meglio rimandare questo discorso a dopo le vacanze. Non mi sembra il caso di stare in ansia per questo> disse Ninò serio <Anche a me manca Parigi, ma la decisione è nostra, l'anno dobbiamo finirlo, se tra un anno o meno cambiassimo idea...non ci sarebbero problemi? Non mi pare di creare tanta confusione per questo. Non ci capiterà più un occasione del genere qui...>
<Va Be...io vado a letto. Notte> disse Alix alzandosi.
La discussione era chiusa. Ma Marinette sapeva che prima o poi si sarebbe riaperta. Si sentiva così lontana dalla propria patria. Anche se Adrien e Chat erano con lei. Era strano come per mesi non aspettassero altro che partire e ora che erano lì non vedessero l'ora di tornare.
Casa è sempre casa. Disse Alya.

Miraculous - Quando Tutto Ebbe Inizio...Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora