l'appuntamento (seconda parte)

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Era stata di parola. Verso le 18,30 l'ho vista arrivare. Indossava ancora la divisa, ma i capelli sciolti la rendevano decisamente più attraente.

Sorrisi imbarazzati, frasi di circostanza. Ci salva il menù che facciamo finta di leggere prima di ordinare due spritz.

"Quindi ci provi con tutti i controllori che ti interessano?" mi chiede lei per cominciare a rendere più intrigante la conoscenza.

"Solo quelli che hanno almeno quarta di seno" rispondo ironicamente.

Continuiamo a chiacchierare amabilmente rilanciando con le allusioni in maniera via via più provocante finchè lei va al vedo.

"Non è mia abitudine accettare inviti dai passeggeri, ma se lo faccio pretendo che sappiano ripagare a dovere le mie aspettative."

"Non so quali siano ma ho idea che possano essere interessanti" replico sornione.

"Se vuoi te le posso spiegare bene. Stanotte mi fermo a Milano. Il mio hotel è a dieci minuti da qui. Lasciami mezz'ora per farmi una doccia prima di arrivare. Quando entri vai con passo deciso agli ascensori sulla destra senza farti notare dalla reception, a quest'ora saranno impegnati con gli arrivi. Stanza 317."

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