Una volta girato verso il reparto mi trovai davanti il mio incubo più grande, la persona che più non avrei voluto vedere in quel momento, non senza qualcuno accanto, non senza Mark.
Choi Bonhwa.
Il mio cuore si bloccò alla vista di quel uomo, aveva cambiato colore ai capelli, ora erano biondi platino, erano gonfie e gli ricadevano sulla fronte, i suoi occhi erano mezzi coperti dalla sua folta chioma.
Indossava dei pantaloni neri larghi stretti però sulle caviglie con degli elastici, avevano delle tasche sulle cosce e una catena sul fianco destro, l'unico a me in vista.
Stava guardando sugli scaffali del pane forse quale fosse il migliore.
Il mio respiro divenne irregolare, sentii una fitta al collo, sulla ferita, così portai una mano al morso e degrignai i denti dolorante.
Iniziai a correre nella direzione da dove ero venuto, non trovavo più Mark, era scomparso.
Corsi e corsi senza fermarmi, dovevo trovarlo.
Avevo paura, senza di lui mi sentivo esposto, debole, impotente, un cucciolo di leone in mezzo a due iene adulte, Soyon e Bonhwa.
Ogni volta che li vedevo dove giravo iniziavo a correre dalla parte opposta alla velocità della luce, avevo paura, tanta paura.
Dovevo trovare Mark, a tutti i costi.
Dopo diverse svolte tra i corridoi del supermarket lo trovai.
-Mark!- urlai facendolo girare verso di me.
Lasciai le cose che avevo preso a terra.
Mi buttai addosso a lui stringendolo forte a me.
Mi tenne per le braccia, stavo per cadere, non sentivo più le gambe.
Tremavo, sentivi il desiderio delle lacrime, volevano uscire come fiumi.
-Hey, che è successo?- chiese preoccupato il maggiore mentre ero appoggiato al suo petto completamente perso nella mia paura.
-C-c'è... Bo-onhw-wa- dissi stringendomi di più a lui.
-Donghyuck- sentenziò.
-Torna in macchina, ti prego, finisco io qui- disse un po' allontanandomi da lui, lasciandomi guardare le sue iridi profonde come l'oblivio, mi ci sarei perso dentro.
-N-no, non voglio la-asciarti solo- dissi guardandolo, non volevo separarmi da lui.
-Non lasciarmi- dissi, il suo corpo ebbe come una scossa, divenne più rigido e il suo sguardo era perso dietro di me. Degrignò i denti, poi mi spinse nel corridoio accanto attraverso un buco senza articoli, dove probabilmente normalmente ci sarebbero stati dei rotoli di scottex.
Avevo capito, avevamo Bonhwa dietro.
Rimasi a guardare la scena, assicurandomi di non essere visto, guardavo attraverso lo spazio tra i diversi articoli.
Mark guardò Bonhwa, il quale dopo qualche secondo si girò verso di lui, facendo uno dei suoi soliti sorrisi da "essere superiore".
Si avvicinarono l'un l'altro, Mark strinse i pugni il più forte possibile, il livido sulla sua mano non si era ancora curato, insieme a quelle piccole ferite sulle falangi.
Avevo paura, Mark era molto inferiore fisicamente rispetto a Bonhwa, avrebbe perso sicuramente se si fossero picchiati.
Ero tentato di saltare fuori e di bloccarli, ma Mark si sarebbe sicuramente arrabbiato, quindi preferii rimanere dietro lo scaffale, sarei intervenuto solo in casi estremi.
Una volta che si fossero fronteggiati vidi Bonhwa ridere.
-Cos'è quella faccia?- disse avvicinandosi al suo volto.
Mark non rispose.
-Come sta la ferita di Donghyuck?- chiese beffardo, palesemente provocandolo il più possibile.
-Non ti deve importare di lui, e non chiamarlo per nome, mi fai venire il vomito solo a vederti- rispose acido il corvino.
-Mh, arrabbiato il nanetto- disse il biondo. Mark lo afferrò per la gola.
Il mio cuore perse un battito, avevano intenzione di picchiarsi in un supermarket? Erano pazzi? Sì, erano pazzi, entrambi, e questo mi faceva paura, Mark avrebbe perso in un secondo contro quel gigante.
-Non provare a toccarlo un'altra volta o ti ammazzo- ringhiò il corvino a pochi centimetri dal più alto.
-Perché sei così protettivo nei suoi confronti? Nemmeno con tuo fratello eri così stupido- rispose ridendo il maggiore.
-Forse ti piace?- lo prese in giro ancora.
Mark lo spinse via facendogli perdere l'equilibrio.
-Non ti deve interessare cos'è lui per me, e smettila di comportarti come un bambino una volta per tutte, sei ridicolo- disse il corvino raccogliendo le cose che avevo precedentemente lasciato cadere per terra, mettendole poi nel carrello.
-Alla prossima- rise il biondo guardando verso di me, il respiro mi si bloccò in gola, il mio corpo si paralizzò sul posto, il sangue mi si gelò nelle vene.
-A mai più- disse Mark prendendomi per un braccio e tirandomi via una volta che mi fu accanto.
Ci sbrigammo a prendere il resto delle cose che Taeyong ci aveva chiesto di comprare, aspettammo che fosse il nostro turno alla cassa e scappammo alla macchina alla velocità della luce. Mark non mi rivolse una parola, mi teneva d'occhio sempre però, non mi perdeva mai con lo sguardo, sentivo sempre i suoi occhi addosso.
Quando finimmo di mettere le cose dentro il bagagliaio mi aprì di corsa la portiera e mi fece salire chiudendola con un tonfo, poi passò al lato del guidatore e in un secondo si sedé mettendo in moto la macchina.
Si girò verso di me e mi allacciò la cintura con una velocità impressionante.
-È allacciata!- risposi facendolo rimettere al suo posto dopo aver provato se fosse allacciata per minimo tre volte.
Partì come un lampo con la macchina senza agganciare la sua cintura. Stavamo andando veramente veloci.
-MARK! Allacciala!- urlai, ma mi ignorò completamente.
-ALLACCIALA O SCENDO DALLA MACCHINA!- urlai ancora, mi guardò per un secondo, poi sbuffò e si allacciò la cintura.
Feci un respiro di sollievo e poi continuammo la nostra corsa verso casa.___________
Amo End to Start, è arte. Viva gli nct, gli nct sono la mia vita oh yeah.
Comunque scusate per il ritardo, ieri non ho proprio avuto tempo di scrivere.
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ꜰxᴄᴋ ɪᴛ | ᴍᴀʀᴋʜʏᴜᴄᴋ
Fanfiction_COMPLETED_ Storia tratta dalle vite reali di Mark Lee e Lee Donghyuck, anche detto Haechan. Un idol innamorato del suo migliore amico, anch'esso un idol. Cosa succederà tra i due? Sboccerà mai l'amore tra di loro? O si trasformerà tutto in un gran...