🌡️Fourtythree🌡️

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Passarono alcuni giorni dall'episodio della doccia, ma sia io che Mark
fecimo finta di niente per non far arrabbiare gli hyung, come quando Mark aveva risposto male a Johnny per avermi parlato sopra mentre stavo confessando quel che provavo al corvino.
Quel giorno li sentii urlare per almeno una buona mezz'ora, Mark si era veramente arrabbiato con il castano, avevo paura che si picchiassero, ma alla fine tutto si era sistemato grazie all'intervento di Yuta e di Doyoung, che li avevano fermati appena in tempo.
Era mattina, il tempo era come bloccato, non volava una mosca.
Io ero in salone a guardare un po' di TV, mi stavo annoiando a morte. Alcuni dei ragazzi erano usciti, a casa c'eravamo solo io, Doyoung, Taeyong e Mark.
Doyoung stava leggendo un libro sulla poltrona accanto al divano dove era beatamente sdraiato, aveva un'aria da super intellettuale, soprattutto per la posa in cui era messo, gambe accavallate e gomito appoggiato alla poltrona mentre con una mano teneva il libro in mano, gli unici movimenti che faceva erano per girare le pagine del libro.
Mark era in camera sua a fare chissà cosa, forse dormiva ancora, non lo vedevo dalla sera prima, eppure per i suoi orari si sarebbe dovuto svegliare almeno da un'ora, se non di più, mi sembrava parecchio strano che non fosse ancora venuto in salone anche solo a salutare gli hyung, cosa che Taeyong ci aveva obbligati a fare da quando ci avevano messo in dormitorio insieme.
Quest'ultimo stava pulendo casa, quando non aveva niente da fare si rilassava pulendo il pavimento dai microscopici granelli di polvere e dai quei pochi capelli in giro che c'erano, visto che ci pettinavamo tutti al bagno per motivi di igiene, anche se in realtà la vera ragione era che non volevamo far impazzire Taeyong.
In quel momento il rosso stava passando l'aspirapolvere in cucina, poco dopo passò al salotto, facendo iniziare a impazzire Doyoung perché non riusciva più a leggere a causa del forte rumore dell'elettrodomestico.
-Ma pulisci dopo in salone! Che ti costa pulire dopo?!- urlò il corvino sbattendo il libro sul tavolino davanti al divano.

"Ed eccoli che riniziano"

Pensai portando gli occhi al cielo per la disperazione, anche io ormai non ce la facevo più a sentirli litigare come se fossero Tom e Jerry in persona.
-Ma che vuoi?! Sono l'unico che pulisce in questa casa! Pulisci tu con la scopa se tanto ti dà fastidio l'aspirapolvere!- rispose il rosso spegnendo la causa di tutto quel rumore, che in realtà a me non dava nemmeno troppo fastidio.
-Sei sempre il solito rompi coglioni!- urlò ancora il corvino avvicinandosi al rosso.
-Ma che diavolo vuoi?! Sei tu l'unico a cui non va mai bene niente!- continuò Taeyong fronteggiandolo.
Decisi di non intervenire, avrei solo peggiorato le cose per me, si sarebbero solo arrabbiati di più.
-Senti io me ne vado! Mi sono rotto!- urlò il corvino per poi andare all'ingresso infilandosi le scarpe ed uscendo facendo sbattere la porta.
-Che diavolo! Esco anche io!- urlò arrabbiato il rosso sbattendo anche lui la porta.
-Mai possibile avere un giorno di pace?- sbuffai sistemandomi meglio per poi cambiare canale sulla TV.
Guardai una trasmissione di cucina per almeno una buona mezz'ora, poi spensi la TV perché stava diventando troppo noiosa, sarei stato capace anche io di cucinare una sbobba brodosa come quella che stava preparando la signora rugosa in trasmissione.
Poi mi tornò in mente il fatto che ci fosse ancora Mark a casa, così mi alzai dal divano ed andai in corridoio.
-Mark ma sei sveglio?- chiesi curioso.
-Sì- rispose solo quasi ringhiando.
Mi stupii del fatto che la sua voce fosse mezza soffocata e molto più rauca del solito, così decisi di andare a vedere se si fosse appena svegliato.
Appoggiai la mano sulla maniglia, sentivo i suoi respiri profondi per quanto silenzio ci fosse.
C'era qualcosa che non quadrava, ma decisi di ignorare questa sensazione che avevo.
Contai a mente fino a tre, poi di scatto aprii la porta.
-Mark!- urlai ad occhi chiusi per un secondo, poi li aprii.
Lo spettacolo che mi ritrovai davanti mi paralizzò.
Mark era seduto sul letto con le gambe semi coperte dal lenzuolo blu del suo letto, una mano reggeva il telefono e fino a qui tutto normale, la cosa che mi fece paralizzare però non fu questo, fu il fatto che fosse solo in maglietta ed il suo grosso membro retto era all'aria con solo una sua mano a tenerlo.
Mi guardò come scioccato, ma mai scioccato quanto me.
Uscii sbattendo la porta per poi correre in camera mia chiudendo la porta a chiave e scivolai lungo di essa lentamente.
-Donghyuck!- mi richiamò il corvino.
Tenei una mano a coprirmi la bocca per non urlare, sentivo già le scosse sul mio inguine, non andava bene per niente.

"Cristo quanto era grande..."

Imprecai mentalmente mordendomi il labbro inferiore, la situazione stava degenerando, non l'avevo mai beccato a segarsi, per non parlare del fatto che fossimo da soli a casa.
Sentivo ormai il mio membro premere sui jeans, così decisi di slacciare i pantaloni e di liberare l'erezione ormai evidente.
Mark mi richiamò ancora bussando forte alla porta.
-Aprimi!- urlò il corvino da fuori cercando di aprire la porta dalla maniglia.
-Non se ne parla!- urlai anche io ancora appoggiato alla lastra di legno nero.
Dovevo assolutamente sbrigarmi a togliermi di mezzo il problema che avevo in mezzo alle gambe.
-Aprimi! Non mi importa se non vuoi!- sentii ancora.
Non sapevo che fare.
Da una parte c'era Mark che voleva entrare in camera, dall'altra la mia erezione.
Mi alzai risistemando il membro dentro i pantaloni.
Con un movimento veloce aprii la porta per poi scappare in bagno chiudendomici dentro, peccato però che mi scordai di chiudere la porta a chiave, invece di chiudere solo la porta dalla maniglia, come un vero deficiente.
Mi girai verso il lavandino, appoggiandomi con il bacino al mobile.
Mark entrò in bagno chiudendo la porta.
-Scusa, avrei dovuto chiudere la porta a chiave prima- disse guardandomi.
Non risposi, non potevo.
Mi girò di scatto verso di lui, mi si bloccò il cuore in gola.
Mark guardò il cavallo dei miei pantaloni, poi guardandomi negli occhi parlò.
-Questo?- chiese con un sorriso beffardo in volto.
-No-on è ni-iente- dissi rigirandomi dall'altra parte.
Guardai il nostro riflesso nello specchio, ma in men che non si dica Mark mi girò verso di sé nuovamente.
Ci guardammo per qualche secondo negli occhi, eravamo veramente a poca distanza l'uno dall'altro.
-Dì cosa provi per me. Questa volta non ci sarà nessuno a salvarti- disse serio tenendo lo sguardo fisso sul mio.
Tremai un attimo, non ce la facevo più a tenere i vestiti addosso, mi faceva male sul cavallo dei pantaloni e sentivo caldo, troppo caldo.
-Io...- iniziai a pronunciare.
-Dillo- disse ancora, le nostre labbra erano a meno di due centimetri di distanza l'une dalle altre.
-Fanculo tutto- pronunciai sottovoce.
Ormai era fatta, non potevo tornare indietro, non potevamo tornare indietro.
-Quindi?- disse inclinando la testa verso sinistra di poco.
-Non è Johnny la persona che mi piace da molti anni- risposi velocemente senza esitare un altro istante.
Era arrivato il momento di dirgli la verità, stava andando troppo oltre questa bugia.
-E chi è allora?- chiese, la sua espressione mi faceva capire che avesse già compreso chi fosse.

-Allora baciami Mark Lee-

ꜰxᴄᴋ ɪᴛ | ᴍᴀʀᴋʜʏᴜᴄᴋDove le storie prendono vita. Scoprilo ora