Elle mi guardò e mi sorrise. Poi mi disse -Sono cacciatori di demoni. Mantengono l'ordine e proteggono i normali. Un po' come una specie di polizia del paranormale.
-Normali? Cioè?- chiesi io ma avevo già intuito.
-Coloro che non possiedono sangue magico, angelico o demoniaco di nessun tipo. Tutti coloro che hanno solo sangue umano.- disse lei, confermando le mie intuizioni.
Il nonno cos'era? Mi chiesi tra me e me anche se probabilmente non avrei mai avuto una risposta.
-Demoni?- dissi io alzando un sopracciglio e loro annuirono.
James addrizzò la schiena e con voce solenne mi disse -Noi siamo lightfighters, come tutte le persone all'interno di questo instituto. Siamo degli umani con sangue angelico. Qualcuno ne ha di più, specialmente chi è figlio di qualche Angelo, e qualcuno ne ha di meno, come nel caso in cui la tua famiglia ha dei lightfighters da generazioni.
Poi Elle disse -I figli degli angeli sono chiamati Golden, cioè d'oro, e i discendenti di lunghe stirpi sono chiamati Silver, cioè argento. James, come probabilmente anche te, è un Golden. Io, invece, sono una silver.
-Golden... c'entra qualcosa con gli occhi?- chiesi io guardando James collegando la cosa alla conversazione avvenuta circa tre ore prima e allo specchio.
-Si, però la cosa strana è che tu avevi gli occhi completamente dorati mentre io, per esempio, posso avere solo qualche scintillio o qualche macchiolina.- disse pensieroso.
In quell'istante iniziò a suonare un allarme e James ed Elle si precipitarono alla sala controllo e io li seguì.
In quella grande sala piuttosto buia rispetto all'infermeria, c'erano moltissimi schermi azzurri con telecamere, dati, eccetera..
-Due normali si stanno avvicinando!- esclamò una voce sconosciuta e quando mi vide mi fissò per due secondi con gli occhi in due fessure e poi mi chiese -E tu chi sei?
-Non lo so nemmeno io.. Mi chiamo Sophie Hall.
-Io sono Max Wood- lo guardai con faccia un po' interrogativa e perplessa e iniziai a dire -Elle..- ma mi interruppe dicendo -È mia sorella
Somigliava di viso ad Elle ma i capelli erano castani e gli occhi erano color nocciola.
-Okay...- anche lui a quanto pare è piuttosto freddo.
Guardai dalle telecamere e vidi che i due "normali" erano Lorenzo e Beatrice.
Corsi subito fuori. Cosa ci facevano qui? Potevano vedere l'instituto?
Loro si guardavano intorno con i loro cellulari in mano. Mi stavano cercando e mi avevano trovata grazie all'applicazione "Trova Amici" iniziai a supporre.
Quando arrivai di fronte a loro, non mi notarono, non mi sentirono e non mi videro. Ero completamente invisibile ai loro occhi.
In quel momento senti una mano sulla mia spalla. Era James.
-Non mi vedono...?- chiesi io con voce tremante e spezzata ma era più un' affermazione che una domanda.
-No- disse lui notando il mio sconcerto. Tenevo a Lorenzo e a Beatrice più di chiunque altro al mondo e vederli indifferenti alla mia presenza mi spezzò.
Chissà se vedono James, mi chiesi e come se mi avesse letto nel pensiero mi disse che non vedevano nemmeno lui perché c'era un incantesimo e in quel luogo nessun normale poteva vedere i Lightfighter o l'instituto a meno che non avessero la vista e, da quanto ho capito, erano veramente in pochissimi.
Stavo per toccare la spalla di Bea quando il ragazzo misterioso mi tirò indietro per un braccio mettendosi davanti a me come per farmi scudo e sfoggiando il manico di quella che sembrava una spada e dopo averla stretta in pugno comparve la lama che era lunga circa quanto tutto il mio braccio. Sembrava esser fatta interamente di acciaio e aveva un simbolo strano, che probabilmente era un marchio, alla base della lama. Aveva l'aria di essere piuttosto pesante.
Fu in quel momento che vidi un essere rivoltante avanzare verso di noi. Era completamente nero, la forma sembrava umana ma non si vedevano occhi ne nient'altro. La carne in alcuni punti era lacerata ma non sgorgava sangue. Tutto ciò che non era nero erano i grandi denti aguzzi e gialli e una lingua rossa e biforcuta.
Avvertì un enorme fetore di carne in putrefazione che invase le mie narici facendomi venire voglia di vomitare.
Quell'essere somigliava vagamente a Venom, uno dei villani di Spider-Man.
Con l'istinto percepì cosa fosse ma prima che io lo affermi, James mi precedette dicendo -Demone-
Avevo percepito la tensione nella sua voce ma non sembrava affatto spaventato. Come se fosse una sfida che aveva già affrontato, ed era una cosa piuttosto probabile dato che era un Lightfighter.
-Resta ferma qui o vai dentro l'instituto- mi disse fissando la creatura per poi buttarsi verso di essa.
Iniziò a colpirla con vari modi: con una serie di montanti, dritto tondo, roverso tondo e con dei fendenti. Ad un certo punto il demone riuscì a togliergli la spada di mano e James iniziò a combattere completamente disarmato, anche se immaginai che qualche altra arma l'avrà dentro a quei pantaloni dato che hanno mille tasche.
Fu in quel momento che notai com'era vestito cioè completamente di nero. Una semplice maglia nera a maniche corte piuttosto aderente, bermuda di jeans nero con tante se non troppe tasche e vengono tenute su da una cintura nera alla quale sono incastrati una serie di oggetti tra cui fibie varie, e le semplice converse All star nere.
Quell'abbigliamento così scuro e semplice gli stava da favola.
Dal modo in cui si muoveva mentre combatteva si notava quanto fosse sicuro di se. Sembrava quasi che pigliasse in giro il demone che si arrabbiava sempre di più.
James tirò un dritto, due ganci, sinistro e destro, e infine un montante. Smette di pavoneggiarsi quando il demone lo prese per un braccio tirandolo a se e lui tirò un calcio frontale per poterlo allontanare. Il demone indietreggiò un po' sbigottito e James ne approfittò per poter riprendersi la spada facendo una capriola.
Gli tirò un calcio laterale su quelli che pensai che fossero gli stinchi e il demone si abbassò di scatto e in quel preciso istante James affondò la spada che attraversò la creatura dalla schiena alla pancia. James la estrasse di colpo e il demone produsse un verso stridulo. Iniziò a contorcersi per poi sparire nel nulla.
-Quando muoiono tornano all'inferno- mi spiegò James. Lo guardai e notai che era pallido come un lenzuolo e che faceva fatica a tenersi in piedi. Poi notai che sul braccio aveva il segno di un morso e in quel momento gli cedettero le gambe e cadde a terra.
Lo presi mettendogli un braccio intorno alle mie spalle per sorreggerlo. Mi guardai intorno e notai che Lorenzo e Beatrice erano dentro al parchetto che parlavano ma non potevo raggiungerli.
James e la sua vita erano più importanti.
Mi girai e iniziai a trascinarlo verso l'instituto.
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The Hidden Angel
Fantasy"The Hidden Angel" è la storia di una ragazza, Sophie Hall, che scopre di avere delle discendenze angeliche e persino magiche. Dopo uno strano incontro avvenuto con un ragazzo all'interno di un bar, Sophie intraprenderà una caotica avventura con dei...