Febbraio 1992...
Un altro giorno, anzi notte, all'apparenza come tutti gli altri, ma di fatto uno dei più importanti della storia.
Un nutrito gruppo di amici universitari si era ritrovato al solito bar, un locale con poche luci e piuttosto mal ridotto. Erano entrati molto in confidenza con il giovane barman che lo gestiva e faceva rimanere il gruppo anche dopo l'orario di chiusura.
E ovviamente c'era lui, il nostro misterioso personaggio senza nessun rispetto per i babbani.
Erano le tre di notte passate e quasi tutto il gruppo era ubriaco. Un ragazzo continuava a fare battute pessime, nonostante le occhiatacce della sua fidanzata.
Tutti ridevano. Tranne lui. Lui stava aspettando il momento giusto per coinvolgere i suoi amici nel suo progetto.
"Amici, ho una proposta da farvi."
"No, non ti faremo copiare i nostri appunti." disse una ragazza mora, provocando altre risate.
Anche lui rise piano. "No, è molto più allettante, credetemi."
I suoi amici non ribatterono, quindi andò avanti. "Quello che sto per dire sembrerà da pazzi ma... voglio creare uno show per la televisione."
Ci furono le risate più fragorose della serata, ma lui rimase serio.
"Parliamone quando non avrai tutto quell'alcool in circolo." disse un ragazzo coreano.
"Sono serio. E oggi ho preso solo un bicchiere."
"Che cosa ci stai proponendo esattamente?" chiese una ragazza afroamericana piuttosto seria.
"Questo show avrà bisogno di concorrenti... "
"DIVENTEREMO FAMOSI!" gridò un ragazzo più ubriaco degli altri.
"Non voi. Le vostre future figlie."
Il silenzio cadde nella stanza.
"Okay, sei uscito fuori di testa!" gridò una ragazza bionda.
"Tra quanto vorrai fare lo show? Dieci anni?" chiese uno dei suoi migliori amici.
"Anche di più." rispose "Ho solo bisogno del vostro consenso."
Alcuni erano scettici, altri ridevano a bassa voce, convinti che fosse come la scorsa settimana, quando un loro amico si era convinto a diventare un cacciatore di balene.
"Vi prego. Ho bisogno di voi. Non posso affidare questo compito a degli sconosciuti. Ve lo sto chiedendo perché mi fido. Cosa vi costa?"
"Cosa dovremmo fare, esattamente?" chiese l'altro suo migliore amico.
"Voi dovrete solamente avere una figlia in un periodo prestabilito e impedirle di leggere molti libri, ma farla appassionare a una saga. E poi mandarla al mio show."
"Non sembra una cosa così difficile." disse la ragazza bionda.
"Già." concordò un ragazzo dai capelli rossi.
"Allora... chi vuole firmare?"
Nessuno si fece avanti.
Le coppie di fidanzati si guardavano negli occhi, in una specie di conversazione muta.
"Penso di parlare a nome di tutti quando dico che abbiamo bisogno di tempo." disse una ragazza mora.
Gli altri annuirono.
"Ragazzi. Ci sono poche possibilità che il mio piano funzioni, ci vogliono sei ragazze. Certo siamo ventitré, molti di noi sono fidanzati tra loro. Ma la gravidanza potrebbe finire male o potreste avere un maschio. Se avrete una femmina sarà un segno del destino, no?"
"Puoi provare a convincerci quanto vuoi, ma non firmiamo il contratto su due piedi, siamo tutti ubriachi a parte te!" ribatté la ragazza afroamericana.
"Okay. Pensateci. Ma domani voglio una risposta." Disse scocciato. Prese la giacca che aveva lasciato sulla sedia ed uscì dal locale.
Qualche minuto dopo, i suoi migliori amici lo raggiunsero.
Zack e Dean, il primo un ragazzo molto alto, con capelli e occhi scuri. Il secondo un ragazzo biondo dagli occhi neri.
Oltre che essere migliori amici, erano anche coinquilini e frequentavano quasi tutti i corsi dell'Università insieme. Erano un trio molto affiatato dalle superiori: Dean era il classico belloccio, Zack un nerd e poi il loro caro amico un po' strano, psicopatico secondo alcuni.
"Perché non ne hai mai parlato prima?" chiese Dean, stringendosi il cappotto.
"Non lo trovavo necessario. Non dovreste avere un ruolo diverso dagli altri." rispose con calma.
Zack mise un braccio intorno alle sue spalle, più che un gesto di amicizia era una strategia per non cadere al suolo per colpa delle vertigini date dal alcool.
"Noi potremmo aiutarti." disse.
"Già." gli fece eco Dean.
Avrebbe voluto coinvolgere i suoi amici, ma si erano allontanati molto da lui ultimamente. Zack era fissato con lo studio, raramente prendeva una pausa anche solo per dire "ciao".
Dean era sempre impegnato con la sua fidanzata o con lo studio.
Nonostante vivessero insieme, si rivolgevano la parola tre o quattro volte al giorno.
"Non lo so." rispose "Ci devo pensare."
"Sarò sincero." disse Dean "Alla mia ragazza questo accordo non piace."
Zack fece una risata ubriaca: "Non è detto che sposerai lei."
"Vorrei." confessò lui.
Entrambi i suoi amici restarono stupiti. Zack andò dietro Dean e gli scompigliò i capelli biondi.
"Complimenti!""Vuoi chiederle di sposarti?" chiese l'altro.
"Non lo so."
"È la notte internazionale dei 'non lo so' questa?"
"Non lo so." risposero i due in coro e scoppiarono a ridere.
Non appena tutti smisero di ridere, lui capí di aver bisogno di aiuto se voleva raggiungere il suo obiettivo. E prese una delle migliori decisioni della sua vita, chiedendo ai suoi amici di aiutarlo.
Ma i suoi migliori amici presero decisamente la peggiore di tutta la loro esistenza, accettando.
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The Fangirls Games
FanfictionUna casa magnifica, ogni singolo metro quadro dedicato a sei saghe letterarie. Sei fangirls rappresenteranno il proprio fandom in una vera e propria competizione televisiva per stabilire il migliore tra: Harry Potter Percy Jackson The Maze Runner...