Alla fine Eren non restituì mai la maglietta a Levi e, quando ci provò, semplicemente il corvino gli intimò di tenersela con un gesto. Ne fu felice, non poteva considerare quell'indumento un regalo, ma almeno possedeva qualcosa che apparteneva all'altro e che simboleggiava silentemente quello che c'era stato. La loro relazione, se tale poteva essere definita, continuò in modo strano. Non erano una coppia e nessuno, al di fuori di Jean, era a conoscenza di ciò che stava avvenendo: non uscivano assieme, non parlavano dei propri interessi, non si confidavano, né si mandavano messaggi per augurarsi la buonanotte. Semplicemente si vedevano, facevano sesso - del gran sesso - e si salutavano. Per il resto non era cambiato assolutamente niente, non una singola mutazione nel loro rapporto che simboleggiasse il voler portare ad uno step successivo quella cosa che si era creata. A Levi pareva andare bene così ed Eren, troppo codardo per parlargli apertamente dei suoi sentimenti, si era adattato di conseguenza. Tante volte aveva pensato di chiudere lì quell'assurda situazione, ma ogni volta che si ritrovava da solo con Levi, in un modo o nell'altro finivano a letto insieme.
Jean era preoccupato, continuava a ripetergli che doveva mettere le cose in chiaro e che un rapporto del genere l'avrebbe condotto tra le braccia della sofferenza in pochissimo tempo. Una scopamicizia - così l'aveva definita il suo migliore amico - non può funzionare quando di mezzo ci sono dei sentimenti non ricambiati. Ed Eren ne era cosciente, ma la minuscola e blanda speranza che, continuando in quel modo, il corvino si sarebbe innamorato di lui, gli impediva di metterci una pietra sopra.
Lo odiava.
Odiava quei maledetti occhi che lo scrutavano velati di desiderio, odiava tutti i complimenti e le frasi dolci che gli sussurrava mentre facevano l'amore, odiava quel ghigno che gli si palesava in viso ogni qualvolta Eren si svestiva, odiava l'espressione soddisfatta che caratterizza i suoi lineamenti ad ogni gemito che riusciva a strappargli e lo odiava quando andava via, ripristinando la sua corazza fredda e impenetrabile.
Ma soprattutto, odiava sé stesso, perché più Levi si comportava in quel modo, più lui lo desiderava, come un drogato che necessita sempre più spesso e sempre con più disperazione una dose. Tutte le incertezze e tutte le mancanze che avrebbero dovuto allontanarlo, inspiegabilmente lo attiravano ancor di più. Era consapevole del fatto che prima o poi sarebbe annegato, che quella storia sarebbe finita così com'era iniziata, veloce come un battito di ciglia, ma potente a sufficienza da lasciare cicatrici che avrebbe portato nel cuore per tutta la vita.
Sapeva tutto, eppure continuava.
...
Eren si stava rivestendo. Avevano appena finito di fare l'amore in camera di Levi, l'avevano fatto lentamente, prendendosi tutto il tempo che avevano a disposizione. Mikasa era andata a casa di Sasha e sarebbe rimasta lì per la notte, i loro genitori invece erano fuori città e non sarebbero rientrati prima del giorno dopo.
Il corvino non si prese la briga di muoversi, rimase poggiato con la schiena contro la testiera del letto, ad osservare l'altro intento ad allacciarsi i pantaloni, ammirandolo con un sorriso sornione stampato in faccia. Ad Eren sarebbe piaciuto rimanere di più, ma da lì a poco avrebbe avuto lezione con Pieck e proprio non poteva permettersi un'assenza in vista del concorso a cui avrebbe partecipato la prossima primavera.
Jean e Mikasa sarebbero andati a sentirlo, come ogni volta, e ad Eren sarebbe piaciuto tantissimo vedere anche il corvino tra gli spalti durante la sua esibizione, ma nonostante ciò non avrebbe mai avuto il coraggio di invitarlo. Il loro rapporto non prevedeva l'attiva partecipazione di uno nella vita dell'altro e, per quanto Eren ne sarebbe stato felice, era conscio del fatto che una proposta del genere avrebbe creato disagio, se non addirittura l'interruzione di quella storia.
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Snow Doesn't Give a Damn [Ereri/Riren]
FanfictionOgni individuo è fautore del proprio avvenire, o semplicemente tutto è stato prestabilito, rendendo l'essere umano un'entità passiva, costretta nello scorrere degli eventi fino alla fine dei suoi giorni? Eren proprio non riusciva a venirne a capo, m...