Capitolo sedicesimo: incubi

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Appena fummo tornati all'instituto portammo Sophie nella sua camera.

-Potrebbe non ricordare nulla? Solitamente succede quando ci sono delle possessioni demoniache.- affermò Marmell con voce triste.

Mentre tornavamo aveva chiamato tutti gli stregoni più vicini per mandarli a spegnere il fuoco dato che era magico e probabilmente non bastava solo l'acqua.

-Dovremmo fare finta di nulla?- chiesi io guardandola negli occhi e poi accarezzando i capelli di questa ragazza così sfortunata.

La strega annuì e io non ebbi nessuna reazione.

Max non era più con noi, appena era arrivato era corso al centro di controllo dato che era il capo qui nonostante la giovane età. Solitamente non scendeva in campo se non era strettamente necessario. Rimaneva dietro ad uno schermo monitorando la missione e dandoci le varie indicazioni tramite un microfono e a noi che eravamo in campo sentivamo tutto grazie ad auricolare senza filo nero che solitamente si tiene nell'orecchio destro. Avevamo un tipo di AirPods molto particolare per farvi capire.

-Dovremmo lasciarla riposare adesso- disse Marmell avviandosi verso la porta per poi girarsi notando che non la raggiungevo.
Annuii capendo che non mi sarei mosso di lì, si voltò e se ne andò.

Sophie's pov

Il vuoto era attorno a me e tutto era bianco. Mi guardai intorno e notai una figura avanzare verso di me venendomi incontro. Era James, lo riconoscetti dal suo sorriso angelico e l'aspetto da duro. Si fermò a circa un metro di distanza da me. Una voce femminile iniziò a bisbigliare al mio orecchio "Uccidilo" mi ripeteva fin troppe volte. Sentii quella parola rimbombare nella mia testa e mi accorsi di avere una lama angelica in mano. Era un mio kindjal, era impossibile non riconoscere la propria arma.
"Non lo ucciderò" dissi io con fermezza ma senza alzare la voce.
"Uccidilo" continuò a ripetere la voce.
Mi girai di scatto per poter ammazzare la donna. Alzai la lama e tagliai la gola alla persona che si trovava lì. Ma non era una donna. Avevo fatto un errore tremendo, fatale per me.
James si portò le sue due grandi mani sul collo cadendo in ginocchio per poi accasciarsi per terra. Le lacrime iniziarono a rigare le mie guance mentre lo stringevo tra le braccia.
"Non volevo uccidere te" continuai a ripetere per poi iniziare ad urlare per il dolore. Non avevo mai subito una perdita del genere.
Sento battere le mani in mo' di applauso ed una risata malefica alle mie spalle. Dalla risata potevo scorgere che era la stessa voce che mi bisbigliava all'orecchio.
Mi girai. C'era Lilith con uno specchio. Mi guardai e notai di avere gli occhi dorati. Ero in me. Notai anche che il corpo di James era scomparso dietro di me e mi chiesi come fosse possibile. Ricomparve da dietro lo specchio con ancora la gola tagliata. Camminava verso di me per poi fermarsi come prima ad un metro di distanza da me.
"Mi hai ucciso" bisbigliò.

-Sophie, svegliati! Sophie! È solo un incubo, svegliati!- James mi stava scuotendo cercando di svegliarmi.

Aprì gli occhi e scattai a sedere. Ero dentro ad un bagno di sudore. Penso questo che sia stato l'incubo più buio della mia vita.

Tremavo, mi alzai in piedi e iniziai a fare avanti e indietro per tutta la stanza. Poi mi calmai, mi sedetti ai piedi di quel grande letto in rovere ma volevo stare da sola in quel momento.

-Sophie- disse James mentre si avvicinava a me. Mi mise una mano sulla schiena ma subito scattai per fargliela togliere.

-Non mi toccare, tu... stammi lontano. Non ti avvicinare- gli dissi balbettando e ansimando.

-È stato un incubo... ne vuoi parlare?- mi chiese mentre si sedeva affianco a me. Mi guardava aspettando che parlassi ma io continuavo a fissare il vuoto davanti a me. Poi mi decisi a rompere il ghiaccio.

-Non era solo un incubo, tu non capisci.- dissi indecisa e insicura sul se vuotare il sacco o no. Non volevo che lo sapesse.

Alla fine lui insistette e gli raccontai il sogno con le lacrime agli occhi e la voce tremante.

Ormai Lilith era diventato il mio peggiore incubo. Mi torturava psicologicamente facendomi sognare di uccidere il ragazzo che amo convincendomi che ero me stessa nonostante l'inganno mentre lo facevo.

Sfortunatamente non avevo mai avuto l'abilità di poter fare i sogni lucidi. Mai in vita mia mi era successo e sicuramente dopo aver scoperto tutti i segreti della nostra realtà era più facile credere ai sogni, anche ai più strambi.

Perchè anche se una determinata cosa può sembrare impossibile, irreale, avevo imparato che  nulla lo era davvero.

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