James' pov
Sophie mi aveva raccontato il suo incubo in cui con l'inganno di Lilith mi uccideva e io, a quanto pare, ero il suo punto debole e Lilith lo aveva capito abbastanza in fretta. Forse aveva notato come ci guardavamo e il modo in cui fece resistenza Sophie quando Lilith cercò di farmi uccidere per davvero da lei.
Non aveva fatto accenni al riguardo del concerto e probabilmente non ricordava nulla.
Dopo essersi calmata si riaddormentò e io rimasi a guardarla dormire per un po'. Sembrava in pace dei sensi. Era come se il sonno la ringiovanisse e aveva come il volto di una bambina nonostante avesse quasi diciotto anni. Anch'io ero in prossimità della maggiore età, mancava poco più di una settimana.
Non ero mai stato solito a festeggiare questo avvenimento: noi lightfighter non festeggiamo questa ricorrenza. Non ricordo nessuna festa di compleanno avvenuta nell'instituto.
Guardai l'ora sul cellulare e segnava le 5.34 A.M.
Pensai che dovevo tenere d'occhio Sophie anche durante il giorno con quel che stava succedendo ma non sapevo come.
Le streghe non dormono, ragionai. Mandai un messaggio a Marmell chiedendole di procurarmi qualcosa per tenerla d'occhio e dopo nemmeno un minuto apparvero due anelli vicino a me.
Uno era una semplice fede e l'altro come design aveva dei rami con delle foglie. Sembravano entrambi in argento prendendoli in mano notai che erano molto leggeri.
Poco dopo mi arrivò un messaggio con mittente Marmell: "La fede è per te, l'altro è per Sophie. Potrai leggere i suoi pensieri ma lei non sentirà i tuoi. Trova una scusa per darle il suo."
Riflettei e pensai che non le avevo mai regalato degli anelli e potevo dire che erano di fidanzamento. A Sophie sarebbe sicuramente piaciuto il suo.
"Okay" scrivo a Marmell e invio.
Adesso dovevo solo trovare il momento giusto per darglielo.
Cosa dovrei fare per darglielo... inginocchiarmi?
Non lo so, improvviserò sul momento.Sophie's pov
Mi svegliai con un forte mal di testa e James non era più affianco a me. Probabilmente mi aspettava in palestra.
Mi strofinai gli occhi e andai a prendere i primi vestiti che mi capitarono sotto mano per poter andare prima a fare colazione e poi ad allenarsi. Decisi come facevo ogni tanto, di andare nel bar vicino all'instituto per fare colazione.
Quando arrivai nel bar tutti erano in silenzio e guardavano la tv. In onda c'era il telegiornale e mi fermai a sentire le notizie anch'io dato che vedevo tutti così attenti. Magari era successo qualcosa di grave.
-Ieri sera verso le 22.30 c'è stato un attentato terroristico in piazza San Carlo a Torino durante un concerto- annuncia la giornalista e io spalancai gli occhi. Attentato terroristico? A Torino? È una notizia terribile!
-Non si sa chi sia il responsabile ma alcuni testimoni oculari affermano di aver visto del fuoco abbattersi dall'altro verso la folla ma che la fonte è sconosciuta. Ci sono stati circa duecento morti e un centinaio di feriti. La piazza era piena e circa mille persone sono riuscite a salvarsi senza gravi conseguenze. Qui con noi un testimone oculare, linea in diretta.
La giornalista finì di parlare e nello schermo apparve un video che immortalava Lorenzo con un altro giornalista che teneva un microfono in mano. Cosa ci fa Lorenzo in televisione?
-Salve, eccoci in piazza San Carlo a Torino. Come potrete notare ci sono segni di bruciature dovute al fuoco in tutta la piazza. Qui con noi abbiamo Lorenzo Romano che era presente ieri sera durante il concerto.- il giornalista finì di parlare e passò il microfono al mio amico.
-Salve. Ieri sera è stato il delirio, il caos più totale- incominciò a dire Lorenzo con le lacrime agli occhi -Ad un certo punto il fuoco si è espanso su tutta la piazza dall'alto. È stato tutto all'improvviso. La mia ragazza è stata una vittima. Lei era Beatrice- prende una pausa traendo un respiro profondo e il mio cuore manca un battito -Beatrice Caputo. Era incinta del nostro bambino e adesso non potrò mai abbracciare lei o mio figlio. Scusate... non c'è la faccio.
Iniziano a venirmi le lacrime agli occhi. Beatrice, morta. Non potevo crederci.
-Linea in studio- disse l'altro giornalista comprendendo il dolore che stava cercando di trattenere il ragazzo.
Corsi fuori dal bar facendo respiri profondi per paura di avere un attacco di panico.
"Linea in diretta" aveva detto la prima giornalista... vuol dire che si trova ancora lì!
Corsi lì. Non ero in vena di usare la magia e quindi non ero in vena di aprire portali e per potermi trasportare lì.
Mentre sfrecciavo per le strade la gente mi guardava male ma me ne fregavo. Piangevo senza contegno e quando arrivai ai margini della piazza lo guardai da lontano.
Distava circa venti metri da me e da questa distanza riuscivo a notare quanto fosse distrutto mentre era inginocchiato per terra con le mani nei capelli. Nel mentre piangeva e nonostante i metri che ci separavano, riuscivo ad udire i suoi singhiozzi.
Lui alzò il viso passandosi le mani in faccia per asciugarsi le lacrime e mi notò. Ci guardammo e i nostri sguardi che non si incrociavano da più di un anno dicevano più di mille parole. Il nostro silenzio valeva più di mille parole.
Lui si alzò in piedi e corremmo l'uno verso l'altra e ci abbracciammo prendendoci al volo.
Lui piangeva fra i miei capelli e io nella sua spalla. Mi stringeva a se e non ho la più pallida idea del per quanto tempo rimanemmo così, in mezzo a piazza San Carlo così rovinata che le mattonelle per terra erano diventate nere.Lui doveva essere davvero distrutto: aveva appena perso la donna che amava e suo figlio. Non penso che ci siano dolori peggiori oltre a questi.
Mi sentivo in colpa per essere rimasta così assente verso di loro. Volevo proteggerli e avevo fallito. Beatrice era stata ammazzata lo stesso anche se non per colpa mia.
-Giuro che se scopro chi è stato lo ammazzo- bisbigliai in un orecchio a Lorenzo e lui mi strinse a se con ancora più forza. Mi stava stritolando, quasi non riuscivo a respirare ma non penso che fosse solo per la sua forte stretta ma anche per il vuoto, il dolore, il rammarico... che sentivo dentro in quel momento.
Mi avevano strappato una persona alla quale tenevo particolarmente.
-Ti aiuterò- mi rispose lui alzando un po' la testa dai miei capelli e guardandomi negli occhi.
Annuisco.
Lo capivo, forse voleva vendetta e lo capivo.
Lo capivo perfettamente.Spazio autrice
Ciao a tutti cari lettori! Ecco a voi un capitolo un po' più lungo del solito. Spero che vi piaccia e in caso, non dimenticate di votarmi!
So che sono stata molto cattiva e scusatemi ma dovevo uccidere Bea, mi serviva una ragione per tutto il rancore e la spietatezza che avrà d'ora in avanti Sophie.

STAI LEGGENDO
The Hidden Angel
Fantasy"The Hidden Angel" è la storia di una ragazza, Sophie Hall, che scopre di avere delle discendenze angeliche e persino magiche. Dopo uno strano incontro avvenuto con un ragazzo all'interno di un bar, Sophie intraprenderà una caotica avventura con dei...