<Ci avete fatti preoccupare tantissimo!!> esclamò. Io cambiai posizione di scatto, ritrovandomi a sedere. Ross avrebbe voluto fare lo stesso, ma, essendo molto più agitato di me (cosa che mi sembrava strana da credere), cadde a terra, ma si rialzò immediatamente. <Perché non rispondevate al cellulare?>. In quel momento si stava comportando da tipico fratello maggiore, sia con Ross che con me, da una parte era dolce, perché si preoccupava per noi, ma dall’altra era solo pesante e noioso. Mi alzai e quando presi il cellulare vidi, non una chiamata persa, ma 10 chiamate perse, cinque di mamma, una di papà, una di Riker, una di Delly, una di Rocky e una di Ratliff. <Hey rilassati non ci siamo mai mossi da qui!> gli disse Ross, vedendomi in difficoltà. <Beh ora anche i tuoi genitori ve ne devono parlare. Sono qui, mangiamo fuori stasera.>. Dopo aver detto questo Riker si girò e andò ad aspettarci allo chalet con gli altri, che già si erano seduti a tavola. Era già ora di cena. Inizialmente io e Ross ci guardammo preoccupati, ma poi ci scappò da ridere. Non ero mai stata così con un ragazzo, specialmente con uno che mi piaceva, specialmente con il mio idolo. Una volta vestiti, ci preparammo entrambi psicologicamente, a subire una predica che sarebbe durata un’ora. Quando arrivammo davanti al tavolo Rydel si alzò e ci abbracciò. Come potevamo spiegargli che non eravamo stati via una vita? Poi mia madre mi stupì: <Ragazzi non fatelo mai più, ci avete fatto preoccupare>. Era lei o un alieno? Beh forse la presenza dei ragazzi l’aveva calmata, e parecchio anche. Una volta a casa, mentre tutti salirono al piano superiore io presi il pc e mi misi sul divano letto dei ragazzi. Dopo un po’ che chattavo arrivò il sonno, così spensi il computer e mi addormentai. Poco dopo però fui svegliata da un lieve calore, una coperta. Mi alzai di scatto e dissi a Ross, che era lì ad osservarmi mentre dormivo: <Mi dispiace, scusate, vi ho rubato il letto haha me ne vado in camera!!>. <No tranquilla!!!>. Mi disse e poi esitò, come per preparare un bel discorso: <Senti … io … oggi … mare … tu … noi …> io lo bloccai: < Hey hey hey fermo hahaha a parole tue!!!> <Okay, ecco io … volevo chiederti se … ti andava ecco … di …>. Era molto, troppo nervoso. Mi scappò una risatina e lui, dopo avermi sorriso continuò: <Vuoi uscire con me?>. Me lo disse tutto d’un fiato, quando elaborai cercai di mantenere la calma, volevo urlare, ma non potevo quindi, guardandolo, impacciato e nervoso com’era, annuii ridendo e lui rispose: <O-okay haha >. Si girò per uscire dalla stanza e contemporaneamente, inciampò nel tappeto. Io risi, ero paonazza, ma prima che potesse uscire dalla stanza lo fermai: <Ross aspetta!!!> lui tornò indietro, probabilmente pensando che ci avrei ripesato perché mi guardò deluso, ma poi continuai: <Chiama gli altri, me ne torno in camera mia>. <Sicura?> mi domandò. <Si, io …> non riuscii a terminare la frase perché mi prese in braccio, mi sollevò, mi guardò e disse: <Me lo hai detto tu che volevi tornare in camera tua no?>. Quando arrivammo al piano superiore dormivano tutti nel letto minuscolo di Ell, che abbracciava Rydel. Non volevo svegliarli, così, quando Ross mi lasciò, lo abbracciai e gli dissi all’orecchio: <Grazie, è stata una giornata fantastica>. Non volevo lasciarlo andare, neanche lui immagino, dato che non mi lasciava, anzi, mi stringeva di più e mi faceva sentire protetta, per la prima volta apprezzata. Appena mi misi sotto le coperte pensai: “Se ti senti solo, puoi anche restare qui Ross!!! Stupida! Perché non gliel’ho detto?”. Dopo un po’ mi addormentai, pensando a tutto ciò che era successo.
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My Life With Five Guys (R5)
FanfictionQuesta è la storia di Jennifer, 15 anni, una vita tranquilla e semplice, che viene ad un tratto stravolta da una notizia apparentemente orribile, che cambierà la sua vita...