E lui adesso è qui davanti a me a pochi scalini di distanza confuso del resto come lo sono anch'io che non ho la benché minima idea del perché Oliver abbia proprio deciso di portarmi qui.
Se adesso fossimo in un film questo dovrebbe essere il momento esatto in cui dopo un lungo scontro di sguardi i protagonisti corrono lanciandosi uno tra le braccia dell'altro e con dietro l'amico soddisfatto finirebbe con una riconciliazione sancita da un bacio.
Ma questo non è un film e nella vita reale le questioni vanno prese di petto e affrontate. È per questo che Oliver mi ha portata qui. Credo.
«Ciao.» Noah sembra del tutto sorpreso della mia presenza ed io sono ancora troppo scossa per riuscire a parlare, così per prendere un po' di tempo mi guardo intorno, precisamente oltre la sua spalla focalizzando la mia attenzione sul simbolo che non sono riuscita a riconoscere prima sulla porta di vetro scorrevole.
Physioart.
Noah sembra stare bene, anche Taylor mi disse che quello scontro non gli aveva procurato nulla di grave se non un piccolo graffio sulla fronte. Lo osservo minuziosamente solo per accertarmi che sia tutto come dovrebbe essere.
Sembra passare un'eternità quando finalmente mi decido ad aprire bocca e tutto quello che riesco a dire è solo un: «Ehi.» e poi nuovamente silenzio. Un imbarazzante e lungo silenzio.
Ti odio Olly!
«Beene,» subentra finalmente il ragazzo rimasto per tutto questo tempo alle mie spalle, «io adesso devo andare.»
E a quelle parole entro nel panico più totale.
No, non può mica lasciarmi qui da sola con lui in questo stato pietoso!
«Olly-» lo richiamo in allarme voltandomi verso di lui in cerca di aiuto.
«Prendo in prestito la tua auto Bennett, tanto per Noah non sarà un problema darti uno strappo, no?» sogghigna prima di entrare nella vettura pronto a mettere in moto.
«Stai scherzando, vero?» sbuffo incrociando le braccia al petto.
Non può davvero farmi questo!
Sventola una mano soddisfatto dal finestrino che ha abbassato e sfreccia via senza darci il tempo di poter replicare come si deve o di decidere davvero se voler restare qui al freddo da soli a parlare.
Dannato Oliver!
«Beh, immagino che...» mi volto tornando ad osservare il riccio che è ancora fermo su quegli scalini mentre indeciso e confuso si porta una mano dietro la nuca.
«In realtà io...»
Parole sconnesse escono fuori. Non abbiamo nessuno dei due la benché minima idea del perché siamo adesso qui, l'uno difronte all'altro, tutto perché quello strampalato ha deciso di rubarmi l'auto e metterci in questa situazione scomoda.
«Dai, vieni, ti do un passaggio a casa.» continua poi risoluto recuperando dalla tasca del pantalone della tuta grigio la chiave.
«Non devi per forza. Posso chiamare i miei o aspettare un bus.»
Mi sento divisa in due. Una parte di me vorrebbe salire sulla sua auto nella speranza che un contatto in più, anche solo una chiacchiera possa riuscire a sistemare il casino in cui siamo finiti. Ma un'altra parte di me sente solo il bisogno di stargli alla larga, di non disturbarlo e di mantenere le distanze fino a quando il mio povero cuore non si sia ripreso un po'.
Scuote il capo e con poche falcate mi supera, «Non ti lascio da sola di notte Emma.»
Lo so.
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I want You || Noah Centineo
FanfictionDopo due anni di una turbolenta relazione con Josh Emma si ritrova sola, col cuore nuovamente spezzato e un bisogno esasperato di qualcuno a cui aggrapparsi. È per questo che si reca a casa della sua ormai ex migliore amica di sempre, ma a consolarl...