Stephen aprì la portiera dell'auto per permettere a Lauren di salire a bordo più velocemente.
《Dove andiamo?》gli chiese, sottomessa dalla sua stessa ansia da prestazione.
《In un posto speciale, per me. Cerca solo di fidarti. 》disse lui, senza aggiungere altro.
Guidò in silenzio, per intensi minuti che, ad entrambi, sembrarono ore. Si fermò, spense il motore e prese la mano di Lauren. Quel gesto dolce la fece tornare alla realtà, lontana dai propri pensieri tormentati.
《Quì sono cresciuto dopo che mia madre ci ha lasciati. Vorrei farti conoscere una persona speciale, per me. 》
Entrambi scesero dall'auto nervosi. Lauren iniziò a chiedersi chi fosse la persona speciale di cui Stephen le aveva parlato. Immaginò una nonna, un parente stretto. La voce che li accolse, dopo aver bussato alla porta un paio di volte, la portò ad escludere la possibilità si trattasse di un'anziana.
《Stephen! Che bella sorpresa! Che ci fai quì? E lei, chi è?》
《Zia Norma, lei è Lauren. La mia ragazza. Passavamo di qua, abbiamo pensato ti facesse piacere un saluto.》
Per un momento, la bocca di Lauren fu incapace di esprimersi. Stephen l'aveva appena presentata come fosse la sua fidanzata. Non che la cosa le fosse dispiaciuta, ma sicuramente la mise in imbarazzo. Specie per il fatto si trovasse di fronte ad una sconosciuta.
《Entrate, non state sulla porta! Vi preparo una tazza di cioccolata. Stephen sa che la mia cioccolata è la più buona di tutto il circondario. Non è vero, bambino mio?》gli scompigliò i capelli, così come aveva sempre fatto quando Stephen era ancora un bambino.
I tre si accomodarono in salotto. Norma, dopo aver riempito di baci il povero ragazzo, abbandonò la coppia per preparare la famosa cioccolata in tazza. Si diresse in cucina, canticchiando, a passo leggero.
《Lei non è mia zia. È la mia Tata, la babysitter che mi ha seguito dopo che mia madre se n'è andata. Per me è come fosse sempre stata una zia, un'amica. Ci tenevo a presentarla, anche perché lei conosce tutta la mia storia. 》
Lauren gli prese la mano, la strinse. Intuì l'intenzione di Stephen di volerle dare certezze. Lui aveva solo a cuore il fatto che Lauren potesse fidarsi. Per un certo verso, fu contenta di essere a casa di Norma. Dal modo di parlare e di presentarsi, capì che la donna le sarebbe piaciuta.
《Come sta quel vigliacco di tuo padre?
È una vita che non si fa sentire. Quando mi chiamerà, se lo farà, gliene dirò quattro. 》Norma ricomparve dalla cucina con un vassoio tra le mani. Posò due tazze davanti ai ragazzi e si sedette sul divanetto dall'altra parte del tavolino.《Non vi ho messo la panna, secondo me rovina il sapore. Assaggiate, finché è calda!》aggiunse, in trepidante attesa del verdetto.
《Mio padre sta bene, è sempre molto occupato con il lavoro. Lo sai.》Stephen passò una tazza a Lauren, la quale si scottò appena. Non fu in grado di afferrare il contenitore per il manico e, per poco, la tazza non cadde rovinosamente al suolo.
I presenti si accorsero delle sue difficoltà, specialmente Norma.《Mia cara, ma tu... Non ci vedi? Scusami, non vorrei essere indiscreta. 》
Lauren era abituata a qual genere di domande. Glielo chiedevano al supermercato, per strada. Lo facevano tutti talmente spesso, tanto da non procurarle più alcun disagio.
《In realtà, no, signora. Sono ipovedente. Di lei riesco a mettere a fuoco solo i contorni. 》
Norma non era una donna possente. Era minuta, magrolina. Avrebbe dovuto pesare sì e no cinquanta chili. Non possedeva una voce calda, ma una tonalità squittente, simile a quella di una bambina. Una cosa comunque simpatica, sinonimo di una persona energica e vitale.
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Cold Winds [COMPLETA IN REVISIONE]
Romance"Lo sentiva tra la folla, il suo odore, e ogni sferzata di vento era un brivido di paura. Era il fetore della persona che più detestava al mondo quello che Lauren percepiva così distintamente. Ne era certa: l'avrebbe riconosciuto anche in mezzo a ce...