-Non voglio andare a scuola, voglio solo infrangere un po' le regole- Charli XCX
Capitolo 5 -Non voglio andare a scuola, voglio solo infrangere un po' le regole-
Vidi i suoi occhi spegnersi pian piano mentre staccavo le mie labbra da quelle di Michael. Lui mi prese la mano da sotto il banco e mi irrigidii. Mi guardò e poi abbasò lo sguardo. Lui era già andato via e la porta si era magicamente chiusa da sola. Chiesi alla professoressa di poter uscire nuovamente e lei acconsentì, stranamente. Sbattei la porta uscendo e lo vidi che camminava velocemente. "Shane!" gridai. Non me ne fregava niente se mi facevo sentire da mezza scuola. "Fottiti!" mi urlò lui di rimando. Mi fermai di colpo. Che cosa avevo combinato? Avevo appena distrutto una relazione iniziata due ore prima. "Grande April, se continui così nemmeno l'aria vorrà starti vicino" gridai a me stessa mentalmente. Ricominciai a corrergli dietro, ma si era volatilizzato. Probabilmente era entrato nella sua classe. Mi accasciai contro gli armadietti dietro di me con un tonfo. Sentii una porta aprirsi in lontananza, ma non volevo che nessuno mi vedesse in quelle condizioni, così scappai in bagno. Chiusi la porta, ma le lacrime non scendevano. Mi pungevano gli occhi per lo sforzo, ma probabilmente le avevo finite. Tirai un pugno alla porta per la frustrazione e rimasi altri dieci minuti abbondanti a scrutare le mie nocche arrossate e gonfie. Sentii bussare alla porta. Poteva essere solo una ragazza oppure un trans. "Chi è?" dissi tentando di sbirciare dalla serratura. "Sono io, Stacy." pessima imitazione. "Dai Shane che ci fai qua?" mi aveva fatto sorridere e quello era l'importante. "Che palle, non riesco mai ad imitare la voce da donna." disse dall'altra parte della porta. "Ti sei accorto che sei nel bagno delle femmine? No, tanto per fartelo sapere." sentii una risata profonda. "Oh cazzo, e io che volevo andare a cagare." risi di gusto. "No, dai seriamente, che ci fai qua?" chiesi quando mi mancò il fiato per ridere. "Scusami per il 'fottiti', non volevo, seriamente. Esci da lì dai." pian piano spalancai la porta e me lo ritrovai di fronte. Sorrideva, ma aveva gli occhi spenti, vuoti. Piegai la testa di lato e lui fece lo stesso. Mi venne l'istinto di abbracciarlo, ma ritrassi le braccia all'istante. Lo aveva notato. Cazzo. "Che c'è April?" mi chiese addolcendo la voce. "Niente." dissi, mentendo. "Non ci ho mai creduto a ste cazzate, ricordatelo. Preferisco che ti mi dica la verità, per quanto faccia male, piuttosto che una bugia, per favore." e detto questo mi abbracciò.
"Ma quindi a te piaceva Shane?" mi chiede all'improvviso interrompendo la storia nel momento cruciale. "Shh taci e ascolta." rispondo io sorridendo al pensiero.
Era uno degli abbracci più dolci. I nostri respiri che andavano all'uninsono, i battiti cardiaci che si fondevano e i suoi occhi grigi che ogni tanto si aprivano per guardarmi. Sapevo che mi sarei rovinata la vita facendo quel gesto, ma lo feci lo stesso. Le sue labbra sapevano da cannella ed erano morbide e carnose. La sua mano subito corse alla mia schiena per reggermi, mentre la mia si appoggiava alla porta per non perdere l'equilibrio. Si staccò solo un secondo per dirmi: "Stiamo infrangendo le regole, ricordi? Niente manifestazioni d'amore nell'istituto." disse imitando la voce del preside. "Voglio solo infrangere un po' le regole." dissi e ricominciai a baciarlo. Nel momento stesso in cui riappoggiai le mie labbra sulle sue, la porta del bagno delle ragazze si aprì. Entrò Michael, che era sconvolto e con le lacrime agli occhi. "A-April..." disse singhiozzando, ma si zittì quando volse uno sguardo verso Shane che aveva ancora le braccia allacciate sui miei fianchi, e poi sulle mie mani allacciate dietro il suo collo. "Che cazzo succede qui? Cosa ci fai qui Shane?!" urlò praticamente in faccia a Shane. Prese la mia mano e la slacciò facilmente e mi trascinò via da Shane, sconvolto quanto me. "Ma che ti passa per il cervello Micahel? Sparisci" disse in tono forzatamente controllato. "Senti, tu non hai il diritto di baciarla in un cesso. Pezzo di merda, sparisci tu casomai e lasciala in pace." disse Michael sbraitando e gesticolando con la mano libera. Stava diventando paonazzo dalla rabbia. Shane invece era calmo e tranquillo, ma pronto a scoppiare da un momento all'altro. Con uno strattone la mia mano mi liberai dalla presa ferrea di Michael che si era allentata per un attimo. "Faccio quel cazzo che voglio della mia vita. Micheal, Shane adesso se mi scusate, evaporo." e detto questo uscii dal bagno imbestialita. Che faccia da culo che aveva Michael a presentarsi in bagno e farsi gli affari miei! Sentivo delle voci provenire dal bagno e il mio istinto da stronza mi spinse ad accostare l'orecchio alla porta per sentire qualcosa.
"Che cazzo fai?" la voce di Michael stava diventando sempre più acuta per la rabbia. "Quello che mi pare. E poi non hai il diritto di ritenerla tua. Dopo quello che hai fatto il massimo che potresti fare è osservarla e soffrire" parole sante Shane, parole sante. "Ma io la amo ancora. Te lo giuro." e dopo che Michael ebbe detto questo, si sentì un tonfo sulla porta. Mi allontanai impaurita dal colpo. Poteva essere solo una cosa. La testa di Michael. "L'hai fatta soffrire cazzo!" altri colpi. "Lo so porca puttana Shane, lo so. Ma non l'ho fatto apposta!" decisi di non avvicinarmi più alla porta, tanto stavano urlando. Altri colpi sulla porta. "Non l'hai fatto apposta eh? Bene anche questo neanch'io l'ho fatto apposta." stavolta il colpo era troppo forte. Aprii la porta e ciò che vidi era troppo forte. Shane, con la mano insanguinata si ergeva di fronte a Michael che era a terra, con un rivolo di sangue che gli colava dalla bocca. Shane aveva una faccia soddisfatta, come se avesse appena vinto alla lotteria. "Ma sei impazzito? Che cazzo gli hai fatto?" urlai con quanto fiato avevo in gola. "Uhm, ha solo avuto quello che si meritava." disse con noncuranza lavandosi se le mani e tingendo il lavandino di rosso. "Quello che si meritava? Quello che si meritava?! L'hai quasi ammazzato Shane ti rendi conto?! Dammi subito una mano a tirarlo su e a portarlo in infermeria!" sbraitai sull'orlo delle lacrime. "Aspetta, mi devo finire di pulire le mani dal sangue di quel porco..." disse schizzandomi con l'acqua sporca di sangue. "Ma vaffanculo Shane!" gli urlai con quanto fiato avevo in corpo, e poi uscii dal bagno e corsi da qualche parte a chiedere aiuto per il ragazzo che mi aveva fatto soffrire.
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Fly With Me
Romance"Respirai il suo profumo dolcissimo e seppellii il mio viso sulla sua felpa morbidissima. Lui cominciò ad accarezzarmi leggermente la schiena e sentii le lacrime scendere senza sapere il perchè. Quando trovai la forza di sollevare il viso dalla sua...