La Morte si avvicina

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Quell'urlo mi fece rimanere pietrificato.Avevo riconosciuto quella voce, era della vicina. Aprí la porta di casa mia e uscì. La porta dell'appartamento accanto era semi-aperta, così La Aprí con cautela.

Chiesi: "C'è qualcuno...?"

Non rispose nessuno.
Qualche secondo dopo sentí qualcosa cadere. Aveva prodotto un rumore metallico e proveniva dalla cucina. Lentamente, con passi lunghi vi andai. Calpestai qualcosa di liquido e denso. Abbassai lo sguardo e notai...che era sangue.
Una pozza di sangue, con accanto il corpo della vicina, ormai morta. Era stata sbudellata e sulla gola aveva vari tagli profondi.Non ebbi il tempo di reagire che subito si alzò da terra un essere. Non saprei come definirlo. Era la cosa più orribile e terrificante che avevo visto nella mia vita. Era chiaramente uno di quegli infetti, già arrivato allo stadio finale, quello di zombie a tutti gli effetti. La vicina gli Avrà aperto la porta pensando che fosse un semplice mendicante, ma è andata solo in contro alla morte.
Lo zombie urlò e scappai a gambe levate. Attraversai il corridoio in un secondo(probabilmente anche meno) e chiusi la porta sbattendola con forza. Entrai in casa mia, presi tutto il necessario e scappai.
Corsi a casa di Paolo e gli raccontai tutto per filo e per segno. Ormai il contagio era iniziato anche qui.
Anche lui prese un paio di provviste e scappammo. Volevamo andare a chiamare tutti, prima che fosse troppo tardi.
Stavamo andando a casa di Alessia, per strada c'erano parecchie persone, ma tutto era calmo, fino a che cadde da una finestra uno zombie. Poi un altro, un altro ancora e ancora altri. Erano una dozzina,tutti agguerriti e affamati. In strada si scatenò il delirio. La gente cominciò a correre in ogni direzione, ma gli zombie erano veloci. Cominciarono a saltare addosso alla gente, sbranandola o peggio, mordendola e lasciandola viva. Questo, infatti, era sinonimo di nuovi zombie, dato che, per ora, non c'era un antidoto.
Io e Paolo corremmo verso destra il più velocemente possibile, arrivammo a casa di Alessia e "arruolammo" anche lei. Pensammo a chi altro mancava. Mancavano ancora Sofia e Roberto. Poi ci venne in mente... Giulia!
Dovevamo salvare anche lei, era comunque una nostra amica.

Paolo,preoccupato,disse:"Ce la faremo a salvare tutti?"

Ed io risposi:"Spero siano ancora nelle loro case. In ogni caso, dobbiamo muoverci. Probabilmente manca ancora poco tempo"

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