Capitolo 8 -Dove saresti senza di me?-

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-Dove saresti senza di me? Non lo sapremo mai- Girlfriend, Icona Pop

Capitolo 8 -Dove saresti senza di me?-

Mi svegliai la mattina con il suo respiro nelle mie labbra. "Non è successo niente sta notte, vero?" chiesi io con la voce ancora impastata dal sonno."No April, per tua sfortuna no." mi disse con la sua voce roca e sexy che mi faceva rabbrividire ogni volta. Gli tirai una cuscinata in faccia e mi alzai dal letto. Mi accorsi che addosso avevo ancora il vestito della sera prima, così corsi in bagno a cambiarmi. Ritornai in camera e vidi Shane che camminava in giro per la stanza e accarezzava le mie foto di quando avevo  più o meno 5 anni. Si girò di scatto e mi sorrise. "Scusa, stavo sol-" in due passi fui da lui e lo baciai. Fu un bacio dolce, senza troppe pretese. Le mie labbra avevano bisogno delle sue per sopravvivere. Era una specie di cosa reciproca, dato che Shane non sembrava per niente infastidito da quel bacio inaspettato. Le sue labbra si staccarono dalle mie e indugiarono sul mio collo, scendendo piano piano e provocandomi un fremito irresistibile. "Dove saresti senza di me?" mi chiese interrompendo per un attimo la scia di baci. "Penso sarei già sull'orlo di un balcone perchè non ce la poss-"  risposi io indugiando un attimo su ciò che dire. "Spero che non lo sapremo mai dove saremo, lo spero tanto." disse in tono piatto e in modo del tutto indolore.

 Il viaggio verso la scuola lo feci insieme a Shane, dopo un'abbondante colazione in un bar vicino a scuola. Entrai mano a mano con lui e sotto gli sguardi di tutti, per la prima volta quegli sguardi si fecero meno pesanti quando avevo qualcuno con cui condividerli. Mi sentivo alle stelle, così lo baciai. Non  mi importava delle regole o degli sguardi. Se io ero felice, era tutto okay. Sentii lui irrigidirsi un attimo e poi sciogliersi. Anche lui era felice. Attraversammo tutti i corridoi fino al mio armadietto e poi staccammo la mano. "Ore 10. 35, corridoio principale" mi disse scappando subito nella sua aula. Mi guardai intorno e poi entrai in classe sorpresa del silenzio. Il vicepreside era lì dentro che scrutava con i suoi occhietti scuri tutta la classe. Raggiunsi il mio banco e guardai l'orario. Non ero arrivata in ritardo, quindi non potevo sapere la causa di quella inaspettata visita. "Signorina April, in presidenza con me."  Sentii il sangue gelare nelle vene. Forse qualche zoccola aveva detto a qualcuno che fumavo in bagno. Ero nella merda più totale. Entrai in presidenza con passo pesante e mento alto, come per dimostrare che non me ne fregava niente. Sollevai ancora di più il mento davanti alla preside. "Ed ecco qui la nostra ribelle." disse in tono strafottente quando entrai nella presidenza. Una scintilla di rabbia mi partì dal cuore e si estese dappertutto sotto forma di adrenalina quando vidi Michael seduto su una delle sedie della presidenza.

"Che ci fai qui?" urlai mentre il vicepreside mi teneva per le spalle. Mi divincolai, ma era troppo forte. Scrollai le spalle e mi sedetti sulla sedia il più lontano possibile da lui. "Bene bene, abbiamo una situazione interessante da risolvere. April, sei stata vista nel corridoio principale della scuola a baciare in modo volgare Shane. E Micahel ha confermato che anche nei bagni delle ragazze si è ripetuto questo fatto. Dice la verità?" disse la preside sfottendomi. Volsi il mento verso Michael che si era irrigidito sulla sedia. "M-ma avevamo parlato signora preside, i nostri accord-" sussurra balbettando. So cosa vuol dire, si sta cagando sotto. Perchè una donna incazzata è una delle cose peggiori. "Ah e quindi volevi mantenere l'anonimo... che senza palle che sei Michael, lo sei sempre stato." dissi sorridendo verso la preside e pronunciando ogni parola con la calma necessaria. "Usi un linguaggio adeguato signorina." mi sussurra il vicepreside stringendomi una spalla. Michael reagì al'offesa in ritardo, alzandosi dalla sedia e sporgendosi verso di me. "Dai su, fallo. Tanto, i segni mi sono rimasti della tua mente malata." dissi io temendo di aver detto una cosa sbagliata. Michael per un attimo sembrò spaesato, poi mutò colore, dal bianco cadaverico al rosso imbarazzo. Abbassò il viso e giunse le mani davanti a sè. La preside sembrava sconvolta, così disse solamente "Per oggi è tutto, ci ritorneremo su questo argomento." e dopo aver detto questo, ci fece uscire tutti dal suo ufficio. L'adrenalina ancora in circolo mi spinse ad avvicinarmi sempre di più contro Michael. "Tu sai che sei morto, vero?" gli sussurrai io con voce sensuale. "Scusami April, pensavo solo a noi due, a quello che eravamo, volevo vendicarmi ma non pensav-" disse ma fu interrotto da un gancio destro che conoscevo bene. Cadde violentemente a terra, ma si rialzò solo per ritrovarsi la faccia di Shane davanti. "Osa e dico OSA ancora dire qualcosa alla preside o a chiunque di me e April e giuro che ti metterai a raccogliere denti dal pavimento" disse Shane digrignando i denti dalla rabbia. Stava per tirargli un altro pugno, ma uscì dalla porta la preside. "Oh signorino Shane, entri pure, la stavo mandando a chiamare." disse con il suo solito tono da gatta morta. Scoccai un'occhiataccia a Michael e feci cenno a Shane di trovarci dopo fuori da scuola. Shane rispose con un sorriso e entrò dalla preside.

Alle 10.35 io e Shane eravamo nel corridoio principale e stavamo andando verso i bagni per avere un po' di privacy...

"Suonava male April, suonava veramente male" dice Hailey. "E non fare sempre la pervertita e ascolta la storia!" le urlo dietro tirandole un cuscino in faccia. Quanto le voglio bene.

... Eravamo ancora nel bagno delle ragazze quandò entrò lei. Era una di quelle ragazze perfette, la figlia di papà. "Ehi chi si vede... i due piccioncini... Shane non pensavo fossi caduto così in basso dopo Maty..." disse superandoci e andando a chiudersi in un bagno. Di sicuro avrebbe origliato, così uscimmo dai bagni e lo sguardo di Shane si spense in un modo che mi sembrava troppo definitivo per essere recuperabile. Lo guardai un attimo: il fisico perfetto, da atleta; gli occhi grigi come la tempesta che avevo dentro e quel sorriso che riusciva a cambiare l'intero andare del mondo. Perchè ero stata così stupida da negare l'apparenza? Era ovvio che avesse avuto delle ragazze prima di me. Anche quella che era salita in macchina in discoteca poche notti prima. Di sicuro era successo qualcosa. Il mio umore calò di picco e scappai, come avevo sempre fatto, dai problemi che non volevo affrontare o che non volevo ascoltare.

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