-Mi stai portando in alto, dove non sono mai stata prima- Hideaway, Kiesza
Capitolo 9 -Mi stai portando in alto-
Io e Shane stavamo mangiando un gelato quando venne fuori il discorso del pericolo. "Ho voglia di adrenalina" disse Shane assaggiando il suo gelato alla menta. "Okay, che vuoi fare?" dissi io che non ci stavo capendo niente. Perchè quel bisogno di adrenalina? Perchè essere felici a tal punto da fare cose talmente stupide come il bungee jumping? "Proviamo il bungee jumping" urlò Shane facendo cadere a terra il suo gelato. Quel ragazzo era veramente fulminato. "E i problemi a scuola? Non pensi di risolverli?" chiesi io un po' impaurita. "Fanculo i problemi, divertiamoci. Andiamo al ponte, sono solo 2 ore di moto da qui." disse con noncuranza come se due ore di moto fossero una bazzecola. "Oh no, non se ne parla. Io soffro di vertigini Shane. Sai ci tengo alla mia vita, non vorrei fare un infarto." sussurrai nell'orecchio di Shane. Lui mi prese per mano e salimmo in moto. Mi riaccompagnò a casa, vuota come sempre. "Sali un po', intanto che mi preparo." dissi salendo le scale per arrivare in camera. "Oh un attimo solo..." e detto questo mi baciò. Fu un bacio diverso da tutti gli altri, più passionale, una fiamma pronta ad espandersi. Salimmo le scale e mi appoggiò delicatamente al letto. Lui si sedette accanto a me e cominciò ad accarezzarmi il viso. Poi lo prese fra le sue mani protettive e mi baciò sulla fronte, più dolcemente. Prese i lembi della mia maglia e li alzò verso l'alto. Un brivido di freddo mi percorse la spina dorsale e lui se ne accorse. Si tolse la maglia e mi abbracciò. Ma avevo problemi ben più grandi. La cicatrice. Dovevo nasconderla assolutamente. Era una parte nascosta di me, quella che nessuno voleva vedere, quella di cui non vantarsi. Abbracciai le mani al petto sperando non lo vedesse. Mi scostò le mani e lo vide. E la sua espressione si impresse nella mia mente, indelebile e potente.
Pov. Shane
April aveva una grossa cicatrice sopra il petto, esattamente dove c'era il cuore. Sembrava che tutti i frammenti l'avessero ferita alla fine. La mia espressione diventò la sua e lei tentò di coprirsi con le braccia, nuovamente. Presi saldamente i polsi e li aprii. Scrutai nuovamente la cicatrice ma più la guardavo, più mi sembrava irreale. Una cosa che stonava sulla sua pelle candida e delicata. Che stonava con il suo essere. Nell'esatto momento in cui lei scoppiò a piangere, nella mia mente scattò un meccanismo che mi fece capire chi gliela aveva prodotta. Non avevo parole. La bocca si era prosciugata e il respiro bloccato in gola. Mi venne l'istinto, il mio stupido istinto, di prendere a pugni qualcosa. Davanti avevo solo April, così mi trattenni con molta fatica. Quella ragazza, che credevo distrutta solo dentro, un danno riparabile, era ormai irrecuperabile. Michael le aveva lasciato segni anche nella pelle. Quella cicatrice impressa sopra il suo cuore. Sembrava che tutti le crepe del suo cuore fossero emerse in superficie, per far capire che qualcosa si era rotto. Che lei non era rimasta indenne. Dovevo farlo capire a Michael, e glielo avrei fatto capire nel modo peggiore.
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Shane mi accarezzò la cicatrice, come per constatare che fosse vera e reale. Potevo vedere i suoi pensieri scorrere da una parte all'altra del cervello. Mi vennero i brividi al pensiero che potesse pensare che fosse stato Michael. Era così, ma non volevo che succedesse niente a nessuno dei due. "Su, non pensarci. Andiamo a fare bungee jumping." dissi io e il suo sguardo triste per un attimo si riaccese. Per un attimo. Avevo lasciato scoperta la parte peggiore di me e lui l'aveva vista. La parte distrutta. Mi infilai di nuovo la maglia e lui fece lo stesso. Presi una giacca di pelle nera dall'armadio e mi avviai giù per le scale. I passi di Shane rimbombavano pesanti e vuoti mentre anche lui scendeva le scale. "Non pensarci? E tu pretendi che io non pensi che quel brutto pezzo di merda ti ha rovinato? Non dovrei pensare a questo? April, sii sincera con te stessa. Non dirti cazzate, perchè sono quelle che fanno più male, te lo assicuro." disse con voce distante e distaccata. Aprii la porta e vidi Matt e Logan che erano accanto al motorino di Shane. "Che ci fate qui?" mentre parlava a Shane si accese un sorriso, falso, ma pur sempre un sorriso. "Dovrei chiederlo a voi piccioncini..." disse Logan cominciando a ridere come un pazzo. "Ehi non abbiamo fatto niente... stavo solo accompagnando April a casa..." "Andiamo a fare bungee jumping" dissi tutto d'un fiato interrompendo Shane. "Veniamo con voi ragazzi, vi va?" e dopo che Matt ebbe detto questo il sorriso di Shane si aprì ancora di più.
In sella alla moto pensavo a tutti i rischi che potevamo correre saltando da quel maledetto ponte, ma misi a tacere tutta la negatività. Avevo solo bisogno di un po' di adrenalina in corpo. La moto frenò di colpo e ci ritrovammo sopra un ponte, sospesi fra due montagne. Matt e Logan scesero da un'altra moto. "E da dove salta fuori quella?" urlò Shane per farsi sentire da Matt e Logan. Sopra quel ponte c'era un'aria tremenda, avevo fatto bene a portarmi la mia fedelissima giacca di pelle. "Salta fuori da una discarica amico" urlò di rimando Logan mettendosi a correre verso di noi, seguito a ruota da Matt. Avevamo parcheggiato le moto al limitare del ponte, così ci incamminammo verso il centro, io e Shane davanti e i due ragazzi dietro. Raggiungemmo in fretta il centro del ponte, ma non c'era nessuno. Le attrezzature erano lì e Shane e Matt le stavano osservando più da vicino quando una Cadillac bianca arrivò e frenò mancandomi di un pelo. Sentii Logan dietro di me fischiare e il conducente dell'auto scese sbattendo le porte. Era un ragazzo abbastanza giovane, di circa 20 anni. Rasta sulla testa e un giubbotto di pelle identico al mio. "Dovete provare?" ci disse facendo cenno con la testa verso le attrezzature. "Sì, siamo in quattro." risposi io al posto dei miei amici. Non so da dove mi uscì tutto quel coraggio, ma decisi che ci sarei andata io per prima. "Ehi April vacci piano, io ne avevo programmato uno per due." disse Shane facendosi sempre più vicino verso di me. lo abbracciai con tutte le mie forze. Poi lo baciai delicatamente. Ci appoggiammo alla ringhiera, a soli 10 centimetri dal precipizio. Guardai giù per un secondo e mi vennero le vertigini. Avevo voglia di sconfiggere le mie paure, così staccai la mia bocca dalla sua e mi sporsi verso le ringhiere. Ero con la testa che penzolava nel precipizio, sentivo la vita scorrere dentro di me. Riuscivo a vedere i problemi cadere uno dopo l'altro per lasciare spazio ad una felicità che colmava tutto quel vuoto. Era indescrivibile. Vedevo Michael cadere, la preside, mia madre, mio padre, i miei vecchi amici, le mie vecchie amiche. Tutti che piombavano nel vuoto. Mi sporsi un po' di più. I miei capelli si sciolsero al vento e le forcine che lo reggevano caddero giù, sempre più giù, nel vuoto. Guardai in basso e vidi che c'era un piccolo torrente che scorreva sotto il ponte, più o meno a 200 metri. Il mio cuore batteva a mille, così sporsi anche la mano destra fuori dal ponte. Il vento, che si faceva sempre più impetuoso mi scorreva fra le dita facendomi il solletico. Stavo per portare anche la mano sinistra fuori, nel mondo irreale quando sentii una stretta alla spalla. Era Shane. "Dobbiamo farci imbragare April" disse con voce suadente. "Okay." risposi io ancora intontita dalla sensazione di libertà. Il ragazzo ci imbragò e tutto andò liscio fino a quando non mi ritrovai sull'orlo, con una corda che fungeva da confine fra la vita e la libertà. Shane girò la testa e mi guardò con gli occhi grigi che mi avevano fatto innamorare sin dal primo giorno. Mi prese la mano fra la sua e la strinse. "Insieme?" mi chiese, ma sapeva già la risposta. "Insieme." dissi. E superai quel piccolo confine lasciando che la libertà pura mi scompigliasse i capelli.
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Fly With Me
Romance"Respirai il suo profumo dolcissimo e seppellii il mio viso sulla sua felpa morbidissima. Lui cominciò ad accarezzarmi leggermente la schiena e sentii le lacrime scendere senza sapere il perchè. Quando trovai la forza di sollevare il viso dalla sua...