I Miei Piccoli Grandi Uomini

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Marlene
"MARLENEE! SVEGLIA! È DA MEZZ'ORA CHE TI CHIAMO, VIENI?!" mi chiama mio fratello " si si arrivo. Sono già in bagno" dico arrabbiata. I capelli mi diventano rossi, ma tipo color carota. Perché mi piace farlo arrabbiare. Quindi è un misto tra rabbia e felicità. Due braccia mi rapiscono dal mio bel letto caldo. "avanti sacco di patate, ti ho fatto i pancakes" "MOLLAMI SUBITOH!" dico entusiasta dimenandomi. "va a darti la doccia prima" lo guardo male. Mi fa scendere e mi dirigo in bagno. Facendo la finta offesa. Mi lavo cantando. Adoro cantare. Esco e, quasi rischiando la vita corro a vestirmi e a mangiare. Rotolo giù dalle scale. Mi siedo sulla sedia " allora? Dove sono i miei  pancakes?" chiedo impaziente scandendo bene la parola 'miei'
"eccoli" mi mette un piatto davanti con quattro pancakes e vicino un barattolino di Nutella. "lo sai che ti adoro tanto?" dico facendo la ruffiana. Rotea gli occhi sorridendo. Adoro mio fratello, ma quando si parla di come vestirsi lo adoro un po meno. Mi alzo mettendo il coltello nella lavastoviglie. "Ma quei jeans devi mettere? Almeno mettiti un maglione più lungo." mi rimprovera. "uhh senti eh. Non ti sopporto quando fai così." porto le braccia al petto contrariata "prima mi adoravi" dice guardandosi le unghie. "appunto! Prima!" lui ride e mi scompiglia i capelli. Alé inizio. Lo sento contare sotto voce. Uno. Due. Tre"Non contare! Io ahhh non mi vengono le parole da quanto mi fai arrabbiare sei un" mi mette un dito sulla bocca "non si dice" lo guardo di sottecchi. "ti voglio bene" dico scocciata. "lo so" dice dandomi un bacio sulla testa. "una domanda perché devi essere così alto e io così bassa?" fa spallucce. "perché magari ho ereditato la parte migliore?" dice modesto "io- io ahhh non ho parole e non voglio dirne" gesticolo prendendo lo zaino uscendo di casa. Lui mi segue ridendo.
Ogni mattina è la stessa storia. Anche quando sono giorni no, lui le fa diventare giornate si. Non so cosa fare senza di lui.
Però andando in giro, è come avere una guardia del corpo. C'è non puoi fare nulla!
E vestiti così e non metterti quello. Ma chi diavolo ti ha dato quasta maglia?!
Erano le cose che più ripeteva, e ce n'erano di peggio che forse è meglio non elencare.
Dall'altra parte della strada, sull'altro marciapiede cammina un ragazzo dai capelli biondo scuro. Sembrano quasi quelli di mio fratello. Lo guardo camminando per cercare di riconoscerlo. Ma la mia mente è da qualche altra parte per poter pensare a chi sia.
Finalmente mi viene in mente chi sia. Lui si gira e nota che lo sto fissando. Distolgo lo sguardo, sperando che non si sia accorto che lo fissavo come una miope intanto a leggere una frase scritta troppo piccola. "Perché quello ti sta fissando?" nota Erik molto interessato. "è-è un mio compagno di classe. È amico di Josh" lo informo. So a cosa sta pensando anche se non so leggere la mente. "no Erik, NO!" "cosa c'è? Cosa ti ho fatto ora?" "anche se non ho i tuoi poteri so a cosa stai pensando caro il mio fratellone" incrocio le braccia e lo guardo indignata. Rotea gli occhi e sta in silenzio. Intanto Conor continuava per la sua strada finché non ci ritroviamo con Luke e Josh a chiacchierare aspettando la campanella. "Carina come sempre Lene, complimenti per la scelta dell'abbigliamento." mi saluta Luke. "Io. Giuro che prima o poi. Ti. Uccido Luke Miller." gli punto minacciosamente il dito sul petto. Penso si sia accorto delle radici dei capelli che diventavano rosse e mi ha sussurrato un "Lene controllati" io ho soltanto sbattuto le palpebre, gli altri due ci guardavano trattenendo risatine per il poco coraggio di Luke che stava indietreggiando e io avanzando.
La campanella suona. "Maledizione, ti ha salvato anche questa volta" dico in modo teatrale e ridiamo tutti. Vi chiederete come mai non ho amiche femmine, semplice sono delle piattole. Ogni secondo a rifarsi il trucco o a fare battutine poco simpatiche e poi quando si tratta di muovere un dito sono sempre 'oh sto male ti prego fallo tu'. I maschi invece sono più simpatici, casinisti e bhe. Mi trovo meglio con loro.
"ma oggi di storia interrogava?" chiedo salendo le scale. "non si sa mai cosa voglia fare quella prof" alza le spalle Josh. "bhe tanto ho la scusa di avere un programma di studio arretrato." dico contenta.
Poco dopo in classe.
"Marlene Johnson mi parli della storia di Edith Stain prego." dice non tanto simpaticamente la prof. "Scusi prof, ma non posso recuperare così tanto. A Toronto non abbiamo ancora studiato nemmeno la genetica a fondo." mi giustifico e vedo con la coda dell'occhio i miei amici accennare un sorriso. "mi parli comunque di lei. Di questa... Grandiosa donna che stimo moltissimo anche se non so se sa viva o morta." dice con aria sognante. Alzo un sopracciglio. Ma seriamente dobbiamo avere una prof così?!
Sono fritta.
Mi alzi e vado alla cattedra.
"ehm bene, allora..." guardo i miei amici che si stanno sbracciando per darmi le risposte. Stavo morendo. Letteralmente. Dal ridere. Anche se non li conosco bene li adoro già. Mi finisce di interrogare e mi mette un sei e mezzo. "Per la troppa esitazione!" ha detto. Ma che se ne vada a cagare! Lei e tutti gli altri docenti!
Per il resto la mattinata passa tranquilla. Nessun'altra interrogazione o altro. Verso metà mattina si mette a piovere. E anche forte, ma non ci mandano a casa prima. All'una finiamo le lezioni e andiamo a casa. Quando ancora stavano preparando la cartella mi avvicino ai miei amici "grazie ragazzi, mi avete salvato la vita" "noi vogliamo essere pagati anche eh signorina" dice Luke in modo scontato "cosa volete?" "un bacio" dice semplicemente. Assotiglio gli occhi, pensando un attimo. "ok affare fatto" dico  "però abbassatevi , siete tutti dei giganti" dico in punta di piedi "si abbassa un pochino, portando il viso alla mia altezza, gli prendo il naso e gli giro la testa eor avere la guancia destra davanti a me e gli do un bacio. Faccio così con gli altri due, sapendo però che con loro non era necessario." contenti? "" si ma.. Perché mi hai tappato il naso e girato la faccia? Non ti fidi di noi? "" potevate benissimo girare la testa quando meno me l'aspettavo, poi ve la vedete voi con Erik mica io" dico facendo la furba. Adoro avere un vantaggio. "ok ok" dice semplicemente. Mi giro "Conor tutto bene?" chiedo vedendolo rosso come il maglioncino che indosso oggi. "s-si, tu-tutto a posto" balbetta. Io non rispondo, non voglio metterlo troppo a disagio visto che oggi ha fatto la sua parte anche lui con l'interrogazione. "bhe ragazzi vi saluto. Ci vediamo domani?" dico per congedarmi "si, a domani." dice Josh chiudendo lo zaino. Luke e Conor dicono solo un "ciao" il primo facendomi l'occhiolino e il secondo diventando ancora più rosso. "eccoti, dov'eri?!" chiede Erik nellentrata della scuola, prima della parta dentrata/uscita. "a salutare gli amici" alzo le spalle. Mi guarda con circospezione, ma non dice nulla. Alla fine arriviamo a casa che siamo fradici.
Mi siedo sul divano con indosso abiti puliti. Resoconto di oggi? Adoro i miei piccoli grandi uomini.
"LENE TI VAI A FARE LA DOCCIA?!" urla mio fratello da camera sua interrompendo i miei pensieri.
Bhe, più o meno, li adoro.
"VADO VADO, NON TI SCALDARE!" urlo correndo in bagno prima che si arrabbi seriamente.

L'anima PerdutaDove le storie prendono vita. Scoprilo ora