Christine aprì la porta e attraverso tutto il bar, per arrivare davanti alla porta dello sgabuzzino, dove si tolse la felpa, mostrando la maglia del bar. La appese all’attaccapanni e si mise il grembiule. Tirò fuori dalla tasca il quadernino, dove segnare gli ordini, e la penna. Si legò i capelli in una coda alta e cercò di ignorare lo sguardo fisso di Niall su di lei. Abbassò lo sguardo cercando di non voltarsi, ma non ci riuscì. Voltò il viso incontrando lo sguardo del biondo. Rimasero fermi a guardarsi per dei minuti. Niall aveva uno sguardo dispiaciuto, colpevole, e Christine sapeva che lui si sentiva in colpa, lo conosceva troppo bene. Ogni volta che litigavano, dopo neanche metà giornata lui si faceva perdonare anche quando la colpa non era la sua. Ma questa volta era successo qualcosa di troppo importante e ci stava mettendo tutta se stessa per non andare lì e abbracciarlo, dicendogli che l’aveva perdonato. Era stata così male quando lui se n’era andato per quell’anno. Si era immischiata in brutti giri insieme a Joe, solo che lui ormai c’era dentro da una vita. Per lei invece era tutto nuovo, doveva colmare il vuoto che le aveva lasciato Niall e iniziò a fare cose di cui si pentiva troppo. Joe cercava di tenerla a bada ma lei non ne voleva sapere. Lui odiava così tanto Niall per averla fatta stare così male. Poi successe una cosa che la fece tornare sulla retta via.
«Joe ti prego, non puoi continuare a fare queste gare» il moro si girò verso di lei con un espressione dura e arrabbiata.
«Tu non mi puoi dire cosa posso fare e cosa no» lei scossò la testa sorridendo.
«Non capisci che rischi la vita ogni notte? Non hai la minima idea di cosa voglia dire alzarsi ogni giorno con il terrore che tu non sia tornato» disse alzando il tono. Lui le rise in faccia.
«Tu non ti puoi permettere di parlare visto tutto quello che ti fai!»
«E’ una cosa diversa, io lo faccio per una ragione» urlò.
«Se il fatto che Niall se ne sia andato è una buona ragione per rovinarti, allora scusa hai pieno diritto di farlo» disse ironico. Christine ormai era sul punto di crollare, un’altra volta.
«Io posso smettere quando voglio» lui rise di nuovo.
«Ah davvero? Peccato tu l’abbia detto anche un mese fa» sentì delle lacrime rigarle il viso. Se le asciugò velocemente per poi incrociare le braccia sul petto. Joe sospirò per poi avvicinarsi. Le passò una mano sulla guancia e l’altra la mise sul suo fianco, avvicinandola a lui. Le lasciò un bacio sulla fronte e poi la guardò negli occhi. Aveva sempre trovato i suoi occhi di quel marrone così caldo e confortante. Amava quel ragazzo che le era di fronte, lo amava più di se stessa.
«Mi dispiace essermi arrabbiato così, so che è difficile. So che ti manca, ma non puoi permettere che tu ti riduca così per colpa sua» la abbracciò e lei nascose il viso nell’incavo del suo collo.
«Tu sei forte C, supererai anche questa» sorrise a quel piccolo soprannome, solo lui la chiamava così. Lui si allontanò e le mise entrambe le mani sulle guancie, guardandola dritta negli occhi.
«Devi smetterla con tutta quella merda, va bene?» lei annuì e poi sorrise.
«Tu cerca di stare attento, okay?» lui annuì.
«Okay» sorrisero di nuovo e poi lui si avvicinò, facendo incontrare le loro labbra, e lei non aspettava altro. Non ne aveva mai abbastanza di quel ragazzo.
Christine si accorse di star piangendo solo quando notò che aveva la vista appannata. Si asciugò velocemente le lacrime e poi fece dei respiri profondi per calmarsi. Per tutto quel tempo, Niall l’aveva continuata a guardare. Quando aveva visto che stava iniziando a piangere, si era pure alzato. Ora era fermo in mezzo al bar e, nonostante Zac continuasse a richiamarlo, lui stava lì. Aveva capito che stava pensando a qualcosa, perché aveva il suo solito sguardo perso nel vuoto. Lui non sapeva nulla del periodo buio che aveva avuto e non voleva lo sapesse, si sarebbe odiato per il resto della sua vita. Christine si girò, guardandolo un’ultima volta, e poi iniziò il suo turno.
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Afire Love || Liam Payne || (sospesa)
FanfictionTratto dalla storia: Liam la guardava dritto negli occhi e vide una ragazza che aveva bisogno di lui, forse tanto quanto lui aveva bisogno di lei. Ma la sua vita era troppo complicata per permetterle di farne parte. Liam prese il suo borsone e si al...