"Che ne dici di un appartamento all'ultimo piano, quattro stanze, nella periferia vicino alla stazione?"
Char se ne sta sdragliata sul divano con il giornale appoggiato sulle gambe e un evidenziatore in mano, che usa per eliminare gli annunci di appartamenti che non mi interessano. Mi sta aiutando a cercarne uno in affitto, a poco.
"No, è troppo lontano dal centro, e poi ho pensato che magari..potrei cambiare città." Pronuncio le ultime tre parole a bassa voce, non sapendo come possa reagire la mia amica.
"Che cosa?! Nonono, tu non ti sposti da qui. Come faccio senza di te? E poi l'accademia? E se hai bisogno di aiuto con la bambina?"
Prendo Zoe dalla culla e le accarezzo la testa, cercando di calmare il pianto. Sorrido alla valanga di domande e mi siedo sulla poltrona:" Non è che scompariró dalla circolazione, solo che voglio allontanarmi da Londra..
Comunque, non posso più frequentare l'accademia, dato che devo occuparmi della bambina."
Zoe si è calmata, ma continuo a dondolarmi lentamene, accarezzandole la schiena. Charlotte mi guarda com un mezzo sorriso sulle labbra. La conosco da quando sono arrivata qui, una ragazza solare e simpatica, con due occhioni blu e i capelli castano scuro; l'unica che mi è stata vicina con la gravidanza, insieme al suo ragazzo John, migliore amico di Sean. Eravamo molto legati noi quattro, ma dopo che Sean se ne è andato, hanno tagliato i ponti con lui, come se fosse anche una loro questione. Sono stata grata per questo gesto, ma anche dispiaciuta per John, dato che erano amici di vecchia data.
"Evelyn, sai che per noi non c'è problema, puoi venire ad abitare a casa nostra." Dice, cercando di convincermi. Ma non voglio pesare sulle spalle degl'altri, devo costruirmi una nuova vita con la bambina altrove. Sto seguendo più l'istinto che la logica, e so che è rischioso, ma è più forte di me. Scuoto la testa in segno di negazione. Char sospira e riprende a cercare un appartamento per me sul giornale, mentre io preparo il latte in polvere per la bambina (dato che,purtoppo, non ho avuto il piacere di allattarla), dopo aver messo Zoe sulla culla accanto a Char.
"Bè, allora cambiamo zona. Dove vuoi andare ad abitare? Qui ci sono diversi appartamenti di altre città intorno Londra, ma non sono a poco.. Tranne uno a Bradford, ma è troppo lontano da qui, no?" Chiudo il biberon e mi avvicino alla mia amica per leggere l'annuncio: un appartamento in affitto a pochissimo, sulle duecentotrenta sterline;la piccola foto raffigura una bella casa a due piani con un piccolo gardino davanti. L'unico problema è che c'è scritto «cercasi coinquilino/a», quindi dovrei condividerla con uno sconosciuto, se accettassi l'offerta. Non mi piace l'idea di vivere con qualcuno che non conosco, ed in più con mia figlia. Peró sarebbe conveniente, non ci sono offerte così basse.
"Non mi dire che ti interessa." Prendo Zoe fra le braccia e le porto il biberon in bocca, dove lei ci si attacca subito, affamata. "Non so..è un offerta imperdibile a pensarci, la casa sembra anche bella. Dovrei approfittarne." Charlotte mi guarda con rimprovero.
"Dai, non fare così. Sono una persona responsabile." Cerco di non guardarla negl'occhi perchè só che ha ragione. È una decisione troppo affrettata.
"Come farai a pagare le tasse se non hai un lavoro? Mi sembri tu la bambina, non Zoe." Si alza dal divano, appoggiando il giornale e il pennarello sul basso tavolino di legno. So che è preoccupata per me, ma non dovrebbe. Sono sempre riuscita ad andare avanti, senza avere bisogno di nessuno, e mi pesa chiedere aiuto agl'altri.
Appoggio il biberon sul tavolo, e faccio fare il ruttino alla bambina. Intanto Char si è già messa il giubbotto, e mi guarda, con le chiavi della macchina in mano: "Giurami che mi chiamerai, quando avrai preso una decisione decente." Le rispondo con un mezzo sorriso, annuendo.
Lei ricambia e se ne va.Ormai è tardo pomeriggio, Zoe è nella c culla che si stiracchia, mentre io sto cercando di leggere un libro, ma l'unica cosa che mi passa per la mente è l'annuncio sul giornale: il mio istinto mi spinge ad accettare l'offerta, anche se sarebbe una cosa stupida da fare.
Per levarmi il pesiero di torno decido di chiamare il propietario, tanto per documentarmi sul costo preciso e per accordarci sul giorno in cui posso passare per vedere com'è. Prendo il giornale e il telefono, faccio scorrere il dito per la pagina finchè non trovo ció che mi interessa. Digito il numero e porto la cornetta all'orecchio. Squilla, ma nessuno risponde.
Propio quando sto per riattaccare, una voce giovanile e roca di uomo grida imprecazioni: "Pronto? Chi è?"
Mi riprendo e rispondo, un pó titubante:" ehm, mi scusi, ero interessata all'appartamento, cioè..lei ha messo l'articolo sul giornale e.." Non so perchè ma mi sento così in imbarazzo, come se fossi ritornata una ragazzina alle prime armi.
"Lo so, ho capito. Senti, passa quando ti pare tranne la mattina. Comunque in casa non voglio animali o altro, niente cose strane e rumorose."
E senza lasciarmi il tempo di parlare, riattacca.
La cosa mi irrita, perchè ha dato per scontato che io avessi accettato l'offerta, e non sono riuscita a dirgli che non verró solo io a vivere li, ma anche mia figlia.
Provo a richiamarlo, ma ha spento il telefono. Non so neanche come si chiama. L'unica cosa da fare è prendere l'indirizzo e presentarmi li, per vedere la casa."Fammi capire: hai chiamato il propietario, per chiedergli informazioni, e lui non ti ha lasciato il tempo per parlare?"Charlotte prese un sorso del suo caffé, con espressione accigliata.
"Una cosa del genere."
"Peró aveva una voce sexy, vero?"dice, volgendomi uno sguardo malizioso.
"Un pó..senti, pensavo che magari potevi tenermi Zoe domani, così posso visitare questa stramaledetta casa." Cerco di bere anch'io la mia cioccolata calda, ma non è facile con una bimba fra le braccia.
Charlotte sbuffa, abbassando la tazzina:" Speravo che avresti cambiato idea. Vabene, ma se l'appartamento fa schifo e il propietario dalla voce sexy è orribile, vieni ad abitare da noi." Rido alla frase e do un morso al biscotto. Zoe arriccia il nasino e sbadiglia, segno che è stanca. Decidiamo di tornare a casa.
Mentre parliamo del più e del meno per strada, intravedo una persona che non avrei più voluto vedere. Pensavo che se ne fosse andato veramente, perchè nessuno l'aveva più visto. Ma a quanto pare no.
"Evelyn, se vuoi possiamo cambiare strada."
Char mi guarda con occhi tristi, forse perchè la mia espressione si è incupita alla sola vista di Sean.
Cerco di non far notare i sentimente che si stanno contorcendo nel mio stomaco: odio, rabbia, delusione. Non voglio fare una scenata davanti a lui, quindi mi concentro su ció che è realmente importante: Zoe.
Lei si merita il meglio, e non ha bisogno di un padre per averlo, devo convincermi di questo.
Passiamo davanti alla persone per cui un tempo avrei fatto di tutto. So che lui mi ha visto, ci ha viste. Si gira e se ne va, con passo veloce, come scottato dal nostro quasi incontro.
È ora di svoltare pagina, veramente.

STAI LEGGENDO
Nights Changes
RomanceEvelyn, una ragazza madre di ventidue anni, è pronta a prendere un nuovo passo con sua figlia Zoe, cambiando città e abitudini. Tutto si sistemerebbe, se non dovesse condividere il nuovo appartamente con un coinquilino non propio ideale.