E lei chi è ?

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Era domenica e fuori c'era un sole stupendo che non vedevo da tempo ma considerando che eravamo a maggio era normale avere delle giornate accaldate .

Non mi andava un granché di alzarmi ma sapevo che se non fossi scesa da sola la zia sarebbe sicuramente venuta a tirarmi giù dal letto .
Scesi le scale molto lentamente e per prima cosa andai in giardino a prendere un boccata di aria fresca. Un strano ridere mi insospettì così mi diressi verso il retro della casa.

"Ayla hai un tempismo perfetto stavo per mandare Bianca a chiamarti. Vieni stiamo per fare colazione" disse la zia contenta come sempre

Mi andai a sedere accanto a loro e iniziai a mangiare qualcosa . Dopo pochi minuti la zia si alzò molto nervosa

"Scusami Ayla ma io è Bianca dobbiamo andare a fare una commissione , per l'ora di pranzo saremo qui" disse dispiaciuta Victoria.

Dopo di ciò le due donne si incamminarono per raggiungere il portone .

Io rimasi li seduta ad ascoltare il rumore del vento che accarezzava l'erba troppo cresciuta del prato . Mi sentivo in pace e tranquilla non volevo che la mia mente andasse a pensare a chi sapevo io era troppo tempo che non sentivo una tale tranquillità .

Di colpo uno strano bisbigliare mi fece tornare alla realtà . Non sapevo da dove venissi ma mi stava dando il nervoso .

"Dio che cose questo rumore " dissi ad alta voce

Mi alzai per cercare il responsabile di un tale disturbo . Ma dalla villa non proveniva e neanche dalle siepi li intorno quindi l'ultima possibilità rimasta era la foresta . Mi avvicinai e in effetti scopri che era proprio dalla vegetazione che arrivava .

Avevo paura ma la crisi di nervi che mi dava ebbe la meglio così mi addentrai nella boscaglia sempre seguendo il bisbigliare. Sapevo che stava dicendo qualcosa quella voce ma per me era indecifrabile come se parlasse in un altra lingua da me sconosciuta .

La seguì per qualche minuto poi la voce si dileguò nell'aria come se non ci fosse mai stata lasciandomi lì come una stupida. Mi guardai attorno e capì che non avevo la più pallida idea di dove fossi, ed eccomi persa in mezzo alla foresta scura per colpa del mio presunto buon senso che non funzionava affatto .

Adesso non mi rimaneva altro che provare a tornare a casa, cosa poco probabile con l'orientamento che avevo non ero capace neanche ad arrivare fino al negozio sotto casa che c'era a Londra . Inizia a camminare . Feci un paio di giri ma nulla mi dava l'impressione di essere sulla via giusta per tornare a casa .

Mi girai e rigirai quando per non so quale fortuna mi ritrovai davanti a un bellissima casetta di legno sembrava una di quelle nelle fiabe .

Ero dubbiosa ma ero sicura che non ci potesse abitare nessuno così decisi di entrare per dare un occhiata .

Aprii la porta e rimasi si sasso , li invece qualcuno ci abitava c'era un letto anche se era senza coperte aveva le lenzuola sgualcite , una piccola cucina , un tavolo di legno in mezzo alla stanza e in fine un piccolo sgabuzzino al lato dell'unica camera . Sembrava l'alloggio improvvisato di qualche persona senza casa .

Cercai un telefono per poter così chiamare la zia ma niente non c'era nulla che potessi utilizzare come mezzo di comunicazione . Avevo deciso di uscire ma delle voci che provenivano da fuori mi insospettirono .

"Non staranno venendo qui?"dissi tra me è me

Ma ebbi la conferma di ciò quando le voci si avvicinarono alle scale della casa . Cosa potevo fare uscire dalla finestra era fuori discussione mi sarei rotta l'osso del collo . Dovevo nascondermi ma dove? Nello sgabuzzino era l'unico posto in cui potevo infilarmi . Senza pensarci mi buttai dentro il piccolo armadio e chiusi la porta giusto in tempo .

Le due persone entrarono e si sedettero sulle sedie accanto al tavolo.

"Seira che sei venuta a fare qui ?" Disse la voce maschile

Quella voce aveva qualcosa di famigliare . Ma certo Rayan nessuno aveva una voce così melodiosa e rassicurante . Ma cosa ci faceva Rayan li è poi chi era quella Seira .

"Volevo rivederti sai quanto tengo a te" disse Seira

Che gatta morta era insopportabile . Stavo tremando avevo paura che mi scoprissero ma dovevo stare ferma altrimenti avrei fatto cadere qualcosa.

"Seira non dovevi venire qui se tuo padre lo sapesse ucciderebbe entrambi" esclamò Rayan freddo

Quel suo rispondere in modo indifferente l'avevo sempre odiato ma quando rispondeva a lei così ci godevo .

"Rayan io lo so ma perché non cene andiamo da qui insieme lasciamo questo posto e mio padre " continuo a civettare Seira

Stavo per uscire da li è prenderla a calci , quanto avrei voluto poterlo fare ma Rayan proprio in quel momento le rispose

"Smettila con questa storia te lo già detto "

Questo fece sbollire la mia rabbia ma non la mia voglia di prenderla a pugni

"Syrio mi ha detto che sai uscendo con una ragazza dai capelli rossi " chiese dispiaciuta Seira

"Si" le rispose

Stavano parlando di me senza ombra di dubbio non c'erano altre rosse nel raggio di 20 chilometri.

"Rossa , sei sicuro che non sia...."

"No non lo è " la interruppe Rayan

"Fermi tutti cosa dovevo essere io ", il mio stupore fece cadere la scopa che era davanti a me che cadde facendo un leggero rumore . Dio speravo che nessuno l'avesse sentito ma quella gatta aveva anche l'udito di un gatto

"Hai sentito c'è qualcuno nello sgabuzzino " disse Seira

No no no ora ero sul serio fregata. Seira si avvicino alla mia porta e la aprì con forza .

"È tu chi sei?" Mi chiese

"No tu chi sei?" Le chiesi io per tutta risposta ancora arrabbiata per il suo comportamento

"La ragazza di Rayan " disse tutta contenta

A me cadde il mondo a dosso , la sua ragazza. Non potevo crederci. Mi alzai.

"Scusate il disturbo" dissi io con le lacrime agli occhi

Uscì dalla casa e corsi via , sentì Rayan in lontananza

"Ayla aspetta ti prego " urlò

Mi raggiunse in un batter d'occhio e mi prese il polso . Non mi girai non volevo guardarlo perché sarei scoppiata a piangere come una bambina

"Ayla ti prego girati , Seira e come una sorella per me niente di più , non devi credere alle sue parole " continuò a gridare

Ma io non volevo crederli .

"Ti prego guardami" gridò quasi con rabbia

Mi girai . Di colpo non vidi più nulla sentì solo le sue labbra sfiorare le mie con delicatezza . Il mio cuore non batteva più doveva essersi fermato .

Mi lasciò troppo in fretta staccando dal mio viso il calore del suo respiro .
Non avrei voluto lasciarlo andare ma lui era già lontano .

"Io non posso" mi disse sofferente

Non lo capivo ma non volevo che soffrisse così

"Perché ?" Chiesi senza riflettere

"Non posso farti del male non me lo perdonerei " mi rispose ancora con dolore

"Ma perché dovresti farmi del male spiegami " chiesi io

Non voleva rispondere lo sapevo ma perché la verità li costava così tanto

"Ho capito non vuoi dirmelo , non fa niente " li dissi con il cuore a pezzi

Lo guardai per un ultima volta e mene andai capivo che anche lui ci stava male ma volevo solamente la verità non gli chiedevo nient altro

Trovai la via di casa dopo ore di cammino . Arrivai e mi chiusi in camera era la seconda volta che finivamo per litigare per questa questione . Ma questa volta sapevo che non avrei più potuto smettere di pensarci.

That brat of a demonDove le storie prendono vita. Scoprilo ora