Capitolo 14

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Arrivarono davanti a casa di Christine in poco tempo. Avevano scherzato per tutto il tempo, nonostante entrambi fossero persi fra i loro pensieri. Si salutarono e Chris entrò in casa. Era tutto spento, perciò dedusse che suo padre sarebbe stato a lavoro anche la notte. Si diresse verso il piano superiore, andando in camera sua. Lasciò la borsa sulla scrivania e le scarpe vicino alla porta. Si tolse la felpa e la lasciò per terra. Poco dopo la seguirono i jeans, non prima di aver tolto il telefono dalla tasca posteriore. Andò dritta verso il cassettone dove teneva la biancheria. La prese pulita e andò verso il bagno. Entrò, appoggiando il tutto sul ripiano vicino al lavandino. Andò verso la vasca e aprì il rubinetto dell’acqua calda. Quando il livello dell’acqua fu sufficiente, ci versò il suo bagnoschiuma e l’aria si profumò del profumo delicato di mora e muschio. Si tolse la biancheria lasciandola per terra, vicino alla vasca. Appoggiò lì per terra anche il telefono, in caso qualcuno l’avrebbe chiamata. Si raccolse i capelli ed entrò dentro l’acqua bollente. Dopo la giornata appena trascorsa, era quello che le serviva. I muscoli tesi iniziarono a rilassarsi. Appoggiò la testa al bordo della vasca e chiuse gli occhi. Stava pian piano scivolando in un leggero sonno ma la suoneria del suo cellulare non le diede il tempo. Allungò il braccio e lo prese. Accettò la chiamata e se lo avvicinò all’orecchio.

«Si?» 

«Ehy piccola, sei a casa?» si raddrizzò velocemente riconoscendo la voce di Liam.

«Ehy» disse sorridendo.

«Certamente, dove dovrei essere se no?» chiese retoricamente.

«Dammi 10 minuti e arrivo» lei ridacchiò e iniziò a fare dei cerchi nell’acqua con la mano.

«Perfetto» sentì in sottofondo il rumore della portiera chiudersi.

«Ah la chiave di scorta è nel vaso vicino alla porta» lo sentì ridere leggermente.

«Perché me lo stai dicendo?» appoggiò la testa al bordo e alzò il viso verso il soffitto.

«Perché sono immersa in acqua bollente nella mia bellissima vasca, e di sicuro non alzerò il mio didietro per venire ad aprirti la porta» Liam scoppiò a ridere, e se lo immaginò mentre buttava indietro la testa e socchiudeva gli occhi.

«Quanta gentilezza» lei sorrise.

«Avrei risposto così a chiunque, stanne certo» sentì in sottofondo in rumore del motore della macchina.

«Okay vaso vicino alla porta, capito» lei annuì anche se sapeva che lui non poteva vederla.

«Bravo ragazzo»

«Ci vediamo fra poco, ciao piccola» sorrise ancora.

«A dopo» disse per poi chiuderla chiamata. Amava quando la chiamava così, era un semplice nomignolo ma a lei piaceva da morire. La faceva sentire importante e sinceramente questa cosa un po’ la spaventata. Tutto questo le era successo solo un’altra volta e non era finita bene, per niente. Scrollò le spalle, cercando di non pensarci. Non voleva rattristarsi, non ora che stava arrivando Liam. 

Liam era appena uscito dal pub, quando aveva chiamato Chris. Era rimasto un po’ sorpreso dal fatto che gli avesse detto dove teneva le chiavi di scorta, ma non ne fece un gran problema. Almeno ora, se si fosse presentato a casa sua senza avvertirla, sarebbe potuto entrare lo stesso. Arrivò da lei in meno di dieci minuti. Parcheggiò la Range Rover davanti alla casa e si diresse verso la porta. Di fianco ad essa c’era un vaso con una pianta che aveva tanti piccoli fiorellini bianchi. Allungò una mano verso la base del vaso, tirando fuori la chiave. Aprì la porta e rimise la chiave nel suo posto. Entrò nel salotto poco illuminato e si guardò intorno.

Afire Love || Liam Payne || (sospesa)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora