Devo accompagnare Enea a scuola e siamo già in ritardo, gli metto le ultime cose nello zainetto e libero il tavolo dalle tazze con le quali abbiamo fatto colazione.
Lo guardo indossare il cappottino rosso,è un bambino molto grazioso ; gli passo le scarpe e lo aiuto ad allacciarle.
Apro la porta di casa,faccio uscire il bimbo,apro il portone e mi accerto che Enea non si avvicini troppo alla strada.
Prendo mio figlio per mano e ci dirigiamo verso la fermata del bus.
Il mezzo è in ritardo come sempre, spero che arrivi velocemente perchè sto facendo tardi per arrivare al lavoro.
Durante l'attesa guardo Enea giocare con i suoi piedini, le scarpette colpiscono ritmicamente il suolo, è un bambino molto delicato.
Dopo pochi minuti arriva il bus e saliamo, come sempre il mezzo è pieno, mi guardo intorno ma non trovo posto per il bimbo, così decido di tenerlo stretto a me.
Le persone sono talmente tante che non riesco nemmeno a riconoscerle,vedo solo una massa informe di colori, e respiro un'aria estremamente pesante.
Il bambino non sembra infastidito dalla folla,anzi, sembra quasi curioso.
E' talmente impegnato a scrutarsi intorno che non mi rivolge nemmeno la parola.
Sbircio il tempo attraverso il finestrino,è una giornata nuvolosa, alcune gocce scorrono sui vetri appannati; quando avevo l'età di Enea mi divertivo a fissarle scivolare sulle finestre fingendo che stessero gareggiando.
Mi perdo nei ricordi, mi viene in mente il periodo dell'asilo,mi ricordo ancora le mie maestre ed i compagni con i quali giocavo, chissà che fine avranno fatto.
Il bambino mi richiama alla realtà tirandomi delicatamente per un braccio.
"Mami, che cos'ha quel signore in testa?"
Mi giro e vedo che Enea sta indicando un ragazzo dal collo esageratamente lungo, il giovane indossa un cappotto con un bottone cucito nel punto sbagliato ,e un buffo cappello con una pittoresca treccia cucita intorno.
"Non lo so patato,ma non indicare"
Guardo Enea fissare il giovane con curiosità, mio figlio è sempre stato molto curioso.
Guardo nuovamente attraverso il finestrino e capisco che dobbiamo scendere,prendo il bambino per mano e dopo aver oltrepassato la porta del mezzo ci dirigiamo verso la scuola.
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Il magico mondo dei bambini
Historia CortaAll'interno di questo breve lavoro saranno raccontate quattro storie di ordinaria quotidianità. Ogni racconto sarà riportato due volte,la prima avrà come narratore un adulto, mente la seconda un bambino. Potrebbe essere interessante vedere come la s...