Allenamento Spirituale

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Marlene

Sono passati diversi giorni da quello scontro e dalla scoperta del gemello di Luke. Lui sa che sono ancora arrabbiata con lui per non averci detto nulla, ma non glielo faccio pesare. E' tempo di tornare agli allenamenti, la Grande Guerra anche se ancora distante la sento arrivare silenziosa, gli uccellini non cinguettano più felici come una volta.

Anche se ero già sveglia da un po, assorta tra i miei pensieri,  la sveglia suona lo stesso, la spensi e andai a farmi la doccia rivolgendo un sguardo all'albina che ronfava ancora beatamente, presi le mie cose e le misi sul lavandino, poi le misi la sveglia vicino al cuscino impostata per suonare tra un minuto io corsi in bagno come se nulla fosse.

Accesi l'acqua e aspettai che diventasse calda, quando misi un piede nella doccia la sveglia suona e sento qualcosa cadere per terra. Entrai completamente nella doccia e regolai l'acqua diventata bollente. "Me la paghi cara Marlene Jhonson!" esclama. "Ti voglio bene anch'io!" rido. Mentre mi lavo i capelli inizio a cantare. "Mi fai venire il latte alle ginocchia!" urla. Abbiamo gusti totalmente diversi, a me piacciono le canzoni con ritmo, ma che quando le ascolti ti cullano. Lei invece preferisce il rock. "Guarda che tra cinque minuti dovremo essere nell'arena eh" dice.

Come cinque minuti?!

Mi sciacquo velocemente e esco con l'asciugamano legato al petto. Lei entre velocemente in doccia "Graziee!" ride. Io giro la testa verso lorologio e non erano nemmeno le otto menop dieci.

"Era la mia rivincita" Dice sovrastando il suono dell'acqua. Io mi vesto, pronta a prenderla a cuscinate quando uscirà dalla doccia. 

"Pronta a morire?" rido "Oh no! ho dei figli da mantenere e da pagare l'affitto" dice aprendo la porta  in modo teatrale poggiandosi allo stipide della porta.

Non finisce la frase che scoppio a ridere, fino a piangere. Mi piego in due premendo le mani sulla pancia.  Continuammo così per minuti, come due sceme.  Alla fine le tirai il cuscino in faccia e visto che ero ancora in top aprii l'armadio e presi una maglia corta e larga che si abbinava con i leggins scuri e legai i miei capelli biondi in una cosa di cavallo.

"Sai mi fa piacere che mostri finalmente il vero colore degli occhi" nota lei legandosi le scarpe da ginnastica. Io sorrido prendendo la felpa. "andiamo?" chiedo abbassando la maniglia.

Ci sediamo sulle scalinate di marmo freddo e aspettiamo. Oggi c'è la parte di allenamento spirituale. Al centro, seduto su una di due sedie c'è l'allenatore.
È molto alto e magro, talmente tanto che gli zigomi sembrano pezzi aggiunti. Ha i capelli color paglia lunghi raccolti in una coda bassa dietro alla nuca. Sedeva composto con le mani delle ginocchia, la schiena totalmente appiccicata allo schienale. Ci iniziarono a chiamare. Questo tipo di allenamento era stato aggiunto poco tempo fa. Con la scoperta che i servi del Male con il potere di leggere la mente potevano controllare le altre persone hanno iniziato a allenarci così. Il tempo passa, ma sono tranquilla. Il trucco è di creare una muraglia abbastanza alta, se possibile una cupola, e anche abbastanza spessa da non far penetrare nessuno tra i miei ricordi. Si spreca un botto di energia ma dobbiamo essere preparati al peggio.

Guardo gli altri ragazzi, che uno a uno, prendono posto sulla sedia difronte al maestro. Si vede a occhio nudo quando il maestro cerca di entrare nelle loro menti, quelli meno preparati urlano e stringono le mani ai braccioli finchè le nocche non diventano bianche e dalle loro fronti cadono goccie di sudore.  Quasi tutti finiscono col non riuscire più a camminare dalla stanchezza.

Li guardo finchè non arriva il mio turno. Quando mi chiamano ho un po di paura. Mi alzo titubante dal marmo e cammino lentamente verso la sedia. Mi siedo e poggio le mani sui braccioli, noto che sono caldi. Da un po di fastidio, ma mi concentro sulla mia cupola. Improvvisamente sento una fitta alla testa e la abbasso con uno scatto. La testa fa sempre più male e stringo i denti per impedire di urlare.  Stringo i braccioli più forte che posso, ma non sembra alleviare le martellate che arrivano alla testa. Mi contorgo per un po. Sento una crepa, sto cedendo cerco di resistere ancora un po ma è inutile, è troppo tardi e la crepa della mia cupola diventa un buco e il maestro, ancora una volta ha avuto la meglio. La testa smette di martellarmi e un rivolo di sudore si fa strada sulla mia tempia. Il contatto mentale finisce e mi rilasso sulla sedia " avevi fatto pratica con Erik?" chiede il maestro "si" dico con un filo di voce. Lui sorride e chiama qualcun'altro.Mi alzo a fatica dalla sedia e cammino senza forze verso gli altri miei compagni. Mi siedo sul divano che avevano portato e chiudo gli occhi, cadendo tra le braccia di Morfeo.

Conor

Cucciola, non si è nemmeno accorta di essersi seduta vicino a me.

Sorrido e le passo un braccio intorno alle spalle. Lei si accoccola sul mio petto. Chiudo gli occhi anch'io. E' davvero speciale, nessuno è durato quanto la metà del tempo che ha fatto. Mi mancherà quando arriverà il momento. Le do un bacio sulla fronte e cado in un sonno senza sogni.

L'anima PerdutaDove le storie prendono vita. Scoprilo ora