L'intruso si sedette sul lettino,tutto dolorante. Era cinque ore che Gaster tentava di "ripararlo" dopo che quel dannato tiranno l'aveva gravemente ferito,masticandolo come un giocattolino per cani. Il punto era che il dottore,psicopatico e folle qual era,l'aveva curato con dei pezzi metallici di cui l'SCP non conosceva la provenienza. E,forse, era meglio che non la conoscesse, sapendo com'era fatto Gaster. Ora, il suo corpo era tappezzato di parti metalliche,che oltretutto gli facevano piuttosto male. Ma su questo il dottore l'aveva rassicurato che non ci sarebbe voluto molto perché smettessero di provocargli dolore,anche se l'intruso non ci credeva molto. L'SCP ebbe appena il coraggio di toccare una delle riparazioni più grosse sul suo braccio sinistro,il che non fu una grande idea perché gli provocò una fitta tremenda,facendolo ringhiare. Gaster stava riordinando i suoi strumenti canticchiando sommessamente, soddisfatto. L'intruso si alzò con un gemito e barcollò fino a un tavolo poco lontano dov'era appoggiata la sua felpa,nera quanto lui. Fece per infilarsela,ma il dottore smise di canticchiare,voltandosi verso di lui:"Cosa crede di fare?". L'SCP abbassò la felpa,guardando male Gaster:"Mi rimetto la mia felpa.... che problema c'è,dottore?"
:"È meglio lasciar respirare le ferite"
:"E come dovrei andare in giro? A petto nudo?!".
Il dottore gli lanciò una canottiera nera,che l'intruso afferrò diffidente:" In più,quella felpa avrebbe bisogno di una lavata"disse Gaster. L' SCP alzò i brillanti occhi gialli al cielo, esasperato:"E va bene. Ma tu vedi di farla lavare, e guai a te se si sbiadisce,anche solo un pochino. Ti faccio fuori" ringhiò posando la felpa sul tavolo,per poi mettersi la canottiera. Se la infilò nei pantaloni, sempre neri,e strinse il laccio sulla vita. L'intruso uscì dalla stanza cliccando il bottone di fianco alla porta e fece qualche incerto passo nel corridoio, sperando che non ci fosse nessuno. Ebbe fortuna,così riprese a camminare spedito,per quanto potesse dolorante qual era. Presto, di ritrovò affiancato da Gaster che aveva la sua felpa su una spalla:" Dove va?". L' SCP non lo degnò di uno sguardo:"Sono cinque ore che sono fermo su un dannato lettino, ho bisogno di muovermi-"
:"Signore,non è ancora in piena forma,dovrebbe aspettare ancora qualche giorn-"
:"Non puoi dirmi quel che devo i non devo fare,Gaster. Mi prenderò le mie responsabilità,a mio rischio e pericolo. E ora credo che andrò a sbatacchiare un po' di WGF"sibilò ancora l'SCP,sparendo tra un passo e l'altro.
...L'intruso ricomparve nel laboratorio di prima, continuando a camminare:"GASTER!!"ruggì furente. Il dottore comparve al suo fianco con la sua sadica e metallica risata:"Ha chiamato?"domandò tenendosi a distanza.
:"Sei un genio,dottore! Quei dannati eroi si sono resi conto che non sto bene!"ringhiò l'SCP dando una spinta a Gaster.
:"Scusi?"
:"Forse sarei riuscito a nasconderlo se non mi avessi fatto mettere una canottiera! Dov'è la mia felpa?!"
:"A lavare"
:"Dannazione!"
:"Signore,mi ha detto lei di lavarla"
:"Non cambiare argomen-" l'intruso s'interruppe,sentendosi mancare tutto d'un tratto. Barcollò fino ad appoggiarsi a un muro, battendo interdetto le palpebre. Il dottore si avvicinò,allo stesso tempo sorpreso e incuriosito dalla strana reazione del capo:"Sta bene, signore?"
:"Si-si...ho solo bisogno di respirare, quindi stammi lontano!"esclamò l'SCP,raddrizzandosi con un ringhio:"Sto bene".
:"Non so se il metallo sia stata la scelta più giusta-"
:"Ho detto che sto bene! Ormai quel che è fatto è fatto,mi rifiuto di stare fermo di nuovo per cinque ore,o il doppio,alla tua mercé. Non sono paziente su questo!". L'intruso ricominciò a camminare, preoccupato,anche se provava a non darlo a vedere. Gaster lo seguì trotterellando,cercando di stare dietro ai lunghi passi dell'SCP:" È sicuro di stare bene,signore?"
:"Si,sto bene. Lasciami stare". L'intruso scomparve di nuovo. Aveva mentito,non stava affatto bene. Ricomparve in una stanza senza porte che aveva tenuto per se e trasformato in una specie di appartamento. Nessuno sapeva della sua esistenza. L'SCP cadde all' indietro,la schiena al muro, trovandosi seduto sul freddo pavimento bianco. Aveva bisogno di molto,molto aiuto, ma non sapeva a chi chiederlo. Una sola persona gli balenò in mente,mentre un profondo dolore cominciava a farsi strada verso il suo petto. Non si fidava molto della persona in questione,ma non aveva scelta. Una fitta gli strappò un gemito. No, non aveva scelta. Stava sempre peggio,non sarebbe resistito ancora a lungo. Un foglio rosso gli comparve in mano,insieme a un pennarello bianco. Lo stappò coi denti e scrisse il messaggio,in inglese com'era abituato a fare.
"Help me,please....". L'ultima parola la ripeté parecchie volte,confuso e intontito dal dolore qual era. Spedì il messaggio appena prima di lasciar cadere il pennarello,debole e sofferente.[Ehi,ciao! Avrei bisogno di un aiutino da fangirl e fanboy più esperti in queste cose...Mario parla in dialetto,no? Ecco, aiutatemi a farlo! Non sono capace! Chiunque voglia darmi una mano mi scriva in privato! Vi scongiuro!
In ogni caso,spero che vi stia piacendo questa fanfiction e che continuerete a leggerla,_Hellborn_ saluta! ]
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And if it wasn't like that?
FanfictionSe leggete questa storia,avete visto la failcraft e conoscete quell'anonimo biglietto che diceva "Help me please". Ecco e se non fosse andata così? Se il biglietto fosse stato dell'intruso in fin di vita che chiedeva aiuto e non della ragazza cyborg...