Una vita

89 5 1
                                    


POV ALICE


Non riuscivo a capire, non riuscivo proprio a capire come fosse possibile. La mia vita era cambiata in quelle poche settimane. Lo shock, era chiaro che lo stato di adrenalina e confusione impediva agli altri di parlare. Sentivo il respiro di Jasper accelerare. Mi stringeva ancora la mano. Immobile io fissavo il cielo, quel bagliore bluastro che quell'angelo aveva lasciato. Restammo tutti pietrificati come statue per qualche minuto. Poi fui io a sbloccarmi. Guardai Jasper, lo sentivo, provava una sensazione nuova, era spiazzato e mi fissava trasognato. Lo scossi leggermente e mi lasciò la mano si voltò verso gli altri, mi girai anch'io. Carlisle, il più lontano da noi fece qualche passo e sillabò un i-n-c-r-e-d-i-b-i-l-e.
"E' possibile davvero?" Esmee gli si avvicinò, Bella venne ad abbracciarmi con troppa foga, io non capivo, non sapevo cosa fare. Mi lasciai abbracciare, chiusi gli occhi, cos'altro sarebbe potuto accadere?
"Alice, tutto bene?" Edward si accigliò, non riuscivo a pensare, tutto era così confuso.
"Si, io, continua a girarmi la testa" Jasper mi cinse da dietro, sentivo le sue mani gelide quasi tremanti, avevo ricacciato indietro le ali, non me ne ero neppure accorta. Ora qualcosa cominciavo a percepirla, era panico.
"Dobbiamo tornare a casa" sentenziò Carlisle, agitato, anzi quasi timoroso.
"Prima che qualcuno ci veda" aggiunse Edward. Cominciarono tutti a scendere, Jasper mi prese di nuovo la mano, lo trattenni.
"Jasper, io" non sapevo cosa dire, mi lasciò la mano, allora anche lui aveva timore, anche lui non sapeva cosa pensare seppur avvertivo quella scintilla di gioia, di calore per quello che era successo. Muovendomi in un millisecondo lo strinsi a me, dio, un figlio, io non ci avevo mai pensato, ero terrorizzata, affondai il viso nel suo maglione, volevo solo lui, sentire lui, il morbido dei suoi indumenti, la sua pelle liscia, il suo odore.
"Dobbiamo andare" disse accarezzandomi i capelli. Perché non potevamo restare lì da soli su quel tetto nel Montana e basta, perché? Lentamente ci avviammo alle macchine e durante il viaggio di ritorno restai appoggiata alla sua spalla con gli occhi chiusi, volevo sparire. Probabilmente pensarono che dormissi. Carlisle cominciò a sussurrare dal posto di guida, Edward gli era affianco, io e Jasper avevamo occupato i 3 sedili posteriori.
"Come dovrei fare..." non lo disse a nessuno in particolare ma Jasper si irrigidì e mi strinse di più a sè ma con delicatezza.
"E' impossibile saperlo con certezza" questa volta si rivolse ad Edward,
"Jasper, non so se potrò essere d'aiuto questa volta" avevo capito, parlavano del feto, di come sarebbe stato possibile accertarne l'effettiva esistenza. Una vita dentro il mio corpo, sono un vampiro, come posso essere incinta?
"I vampiri non possono insomma..." Edward ammiccò,
"Lei è di più" sussurrò Jasper impaziente,
"Proverò con qualsiasi cosa, vedremo se riusciremo a capirci qualcosa prima che quella creatura tornerà a manifestarsi". Una brusca frenata mi fece sobbalzare, aprì gli occhi,
"Siamo arrivati tesoro" sorrisi fiaccamente a Jasper e mi fiondai sul divano di casa,Edward mi sorrise e si sedette sulla poltrona. Carlisle e gli altri erano saliti di sopra, Jasper indeciso tornò da me.
"Lo sappiamo che hai sentito" disse Edward, Jasper annuì parandosi in piedi davanti a me,
"Cosa ne pensi Alice?" mi chiese mio fratello, Jasper non riusciva a staccarmi gli occhi di dosso, un misto di ansia e di eccitazione.
"Io non lo so, non credo sia possibile, ma non lo so..."
"Io credo a quella creatura" Edward asserì fiero,
"Ma se prima..." ero confusa,
"Credere però non basta per Carlisle" sviò il discorso,
"Non capisco..." dissi esausta,
"Alice, vuole verificare se davvero tu sia incinta" Jasper si abbassò e mi sorrise massaggiandomi la schiena,
"Oh, certo, devo andare di sopra quindi" Jasper ti amo avrei voluto dire, Jasper cosa ci succederà ora avrei voluto dire, non riuscivo a sostenere il suo sguardo, lui voleva che fosse vero, io non potevo ancora capire cosa volessi. Mi alzai e vidi i riflessi delle mie iridi azzurre nella cristalliera di fronte, la paura forse era forte quanto la rabbia, quanto l'amore. Cercai di calmarmi, il blu a poco a poco si affievolì. In una falcata fui in cima alle scale. Carlisle ed Esmee sussurravano tra loro tenendosi per mano, Bella accarezzò il lettino rivestito di carta velata pensierosa. Simultaneamente mi guardarono, impalata in cima alle scale.
"Alice, possiamo provarci ma non ti prometto nulla" Carlisle mi mise una mano sulla spalla preoccupato, Jasper salì, nel mentre io mi spostai sul lettino inquieta. Carlisle aprì gli armadi di quercia e tirò fuori una sorta di ecografo, un aggeggio tondo e una siringa. Jasper mi fu accanto, la paura stava per prendere il sopravvento.
" Allora, facciamo tutti un bel respiro." Si sgranichì nervoso,
"La creatura ha detto che sei incinta" mi fece un cenno e mi stesi sbottonando i jeans,
"E' una situazione del tutto nuova, come quella di Renesmee, ma alla fine siamo riusciti a cavarcela" Jasper rabbrividì,
"Carlisle, Bella è quasi morta, pensi che Alice sia in pericolo?" chiese e mi guardò intensamente,
"Non lo so, ne so quanto voi, ma Alice è una vampira, e un angelo, ed è la più forte fra noi" sospirai, la creatura, così l'aveva definita Carlisle, ma era mia madre, si sarebbe fatta viva. Lei poteva, doveva darmi delle risposte. Rabbia. Ero furiosa con lei ora.
"Alice" Jasper mi posò una mano sulla spalla e osservai i miei occhi iridescenti, fiamme bluastre.
"proviamo con gli ultrasuoni" era freddo, e fastidioso, chiusi gli occhi pensando a Jasper e al nostro primo incontro, quel ricordo era la mia quiete. L'avevo trovato quel giorno, non sarebbe andato più via. Senza accorgermene cercai la sua mano con la mia.
"Sono qui" mi sussurrò all'orecchio,
"La nostra pelle, è troppo spessa, non vedo nulla" disse Carlsile, poi afferrò il robusto ago da 10 cm,
"Che..."Jasper mi abbassò la camicia,
"Jasper, non accadrà nulla, è un'amniocentesi" disse.
"Hey Jazz, va tutto bene, devo farlo..." si scostò dubbioso, l'ago penetrò nella mia pelle, il dolore era accettabile in fondo. Carlisle ebbe un sussultò.
"Sento qualcosa..." conficcò più a fondo,
"Ahhh" non era come il dolore alla schiena, era meno intenso, ma comunque forte adesso, non riuscivo a trattenermi, Jasper fremeva.
"Si, c'è, un feto si!" esclamò con entusiasmo, gridolini da parte di Bella ed Esme si diffusero in tutta la stanza. Jasper restò di sasso come me.
"Carlisle! P-u-oi" stava per succedere qualcosa, di nuovo, no! Un bagliore azzurro ci accecò tutti e la siringa fu scaraventata a 4 metri di distanza. Mi alzai e scattai all'indietro, avevo perso di nuovo il controllo.
"Che succede?" Edward ci raggiunse perplesso,
"Scusami Carlisle, non so cosa"
"Incredibile" Jasper si avvicinò e mi abbracciò prima ancora che potessi pensare di fargli del male e trattenerlo. Mi scoppiava la testa. Una giornata infinita.
"E' così, allora" mi sciolsi dall'abbraccio di Jasper,
"Aspetto un bambino" pronunciando tali parole spostai lo sguardo sul pavimento, cominciai a scrutare il futuro, mi voltai e saettai giù dalla finestra. Corsi veloce, volevo cacciare, distruggere qualcosa, quella creatura, mia madre aveva cambiato tutto e non si era degnata di dirmi nulla. Troppi cambiamenti, troppi. Volevo sparire.

NON SO PIU' CHI SONO (an Alice Cullen's story)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora