Attesa

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POV Jasper


Per 2 giorni avevo vagato in tutto il continente in cerca di lei, tornati a Forks, nei pressi della casa non vi era alcuna traccia, negli stati Uniti nessuna traccia, nulla, sembrava scomparsa nel nulla. Io non avevo visto granchè, le ero di fronte, Edward mi aveva detto di averla vista spalancare le ali ed una luce bianca irradiarsi dal soffitto della cupola e poi il vuoto, la sensazione di essere sbalzati fuori, non sapevamo neppure cosa fosse accaduto ai Volturi. Mi logoravo all'idea che le fosse successo qualcosa. E se non fosse più tornata? Se non potesse più farlo, non potevo vivere senza di lei. Cosa avrei fatto? Mi lasciai cadere sul letto della nostra camera, le lenzuola sporche di sangue ancora lì, le tirai via con rabbia e le appallottolai lanciandole in fondo alla stanza.
"Jasper?Posso?" Bella si materializzò davanti alla porta, annuì cercando di ricompormi, si sedette accanto a me nervosa,
"Sono quasi sull'orlo dell'isteria come puoi ben percepire" disse e cominciò a lisciare il materasso,
"Dobbiamo fare qualcosa" mi alzai di scatto e cominciai a fare avanti e indietro corrucciato, non riuscii a dire nulla, Edward era già saettato nella stanza,
"Bella..." la tirò sull'uscio con fare ammonitore,
"Tesoro, non peggioriamo la situazione, non sappiamo cosa fare, Jasper è già abbastanza sconvolto" mi fermai, chiaramente sentivo tutto anche se sussurrava impercettibilmente,
"Devo prendere un po' d'aria" sgattaiolai fuori,
"Capisco quello che prova, quando ho creduto di averti perso è..." Di forza non ascoltai le ultime parole. Lei non era perduta.




POV Alice


"Non resisto così a lungo" sfinita lasciai cadere le braccia lungo i fianchi, l'accumulo di energia blu si dissolse in pochi millisecondi.
"Fra qualche ora riproviamo, devi imparare tutto ciò che puoi sui tuoi poteri, ti serviranno" il magnifico angelo, mia madre, agilmente svolazzava da una parte all'altra dell'immenso soffitto se così potevo definirlo, di quell'enorme palazzo sospeso nell'etere dove mi aveva condotta. Un luogo incredibile, una struttura priva di pareti e di un tetto, perfettamente arredata, enorme, accogliente, e invisibile, così aveva detto ai sensi di qualunque creatura. Nebbia e nuvole biancastre. Mi stiracchiai sul triclinio coi drappi dorati in quella sala enorme riempita da innumerevoli divanetti e seggi. Cercai di fissare il vuoto e di non pensare, non avevo visioni lì dentro, ero tagliata fuori dal mondo. E in fondo sarebbe stato meno terribile, li hai salvati Alice, mi ripetevo da due giorni. Li avevo lasciati però. Sarebbero morti, Jasper, mi si strinse un nodo alla gola. Lei mi aveva dato un ultimatum, salvarli e fuggire con lei. Gli angeli non potevano modificare il corso degli eventi ma lei lo aveva fatto, era intervenuta per me e adesso dovevamo nasconderci. Loro sapevano, avevano visto tutto, troppe creature sapevano della mia esistenza. Avrei messo in pericolo tutti quelli che amavo.
"Alice, tesoro devi rimetterti in forze" atterrò dinanzi a me con un bicchiere colmo di un liquido dorato,
"No, io sto bene" non sentivo il desiderio di sangue né di altro,
"Il bambino ha bisogno di nutrirsi" disse preoccupata, mi voltai dall'altra parte,
"Percepisco quello che provi...ti manca...tremendamente" strinsi con forza la stoffa del divanetto,
"Vuoi vederlo?" a quelle parole scattai in piedi,
"Cosa?" potevo uscire, ma aveva detto finché la gravidanza...
"Vieni con me" mi sorrise, la seguii titubante e allo stesso tempo un calore confortante invase il mio corpo. Mi condusse attraverso una porticina di vetro che incredibilmente non avevo mai notato, sembrava comparsa dal nulla, la stanza era rivestita da pareti in pietra, una grotta perfettamente levigata, una strana luminescenza violacea proveniva dal fondo. Dietro di lei ad ali schiuse non vedevo granché, le ritrasse quasi leggendomi nel pensiero. Sorridendo appoggiò le mani su quello che sembrava un fonte battesimale, di quelli marmorei che si trovano nelle cattedrali, l'acqua era violacea.
"Cosa significa?" scettica mi guardai intorno, non c'era nient'altro, credevo che sarei potuta tornare,
"L'unico modo per vedere la tua famiglia, senza che loro lo sappiano" fece cenno di avvicinarmi,
"Ora devi guardaci dentro, immergi il viso" mi sembrava una cosa folle ma feci ciò che diceva, dopo quanto avevo visto e fatto nulla mi sembrava impossibile, dapprima avvertii un certo bruciore intorno agli occhi e dal violaceo la luce si fece accecante, chiusi gli occhi. Persi per qualche istante la cognizione del tempo e dello spazio. Riaprii gli occhi e mi ritrovai sul tetto leggermente inclinato di casa Cullen, non avvertivo ancora suoni od odori e la vista mi si era offuscata, un'ombra aveva fatto un balzo dalla finestra al secondo piano, indietreggiai leggermente e mi voltai indietro stropicciandomi gli occhi, cominciavo a mettere a fuoco, due voci provenivano dal basso, si, erano Bella ed Edward,
"Capisco quello che prova, quando ho creduto di averti perso è stato devastante"stavo per balzare da loro ma mi bloccai, Jasper, un intonso profumo di viola mi calmò all'istante, mi voltai, era lì, seduto vicino allo sbocco del comignolo,
"Jasper!" scattai verso di lui, mi fermai ad un metro di distanza, non poteva vedermi e sentirmi, no, volevo che mi vedesse che mi ascoltasse, tremante mi inginocchiai di fronte a lui, aveva il viso contratto in un'espressione sofferente, guardava fisso dinanzi a sé, poi in basso, la mano destra sotto il mento, provai ad appoggiargli una mano sul ginocchio, credevo che così facendo la sua immagine svanisse, invece sentivo la stoffa del pantalone e la sua pelle, era così reale,
"Jasper io..." cosa dire, non avrebbe potuto sentirmi, con uno scatto afferrò con la destra un ciuffo di capelli biondi che gli ricadevano dinanzi al viso e lo strinse portandolo all'indietro, affondò la testa tra le ginocchia, perché ripeteva perché, mi sentii così male,ero impotente,
"Mi.... Mi dispiace....Io dovevo..." fugacemente gli bacia la testa, non potevo più vederlo in quelle condizioni, le lacrime mi scorrevano a fiotti desiderai solo andarmene e in pochi istanti fui di nuovo nella grotta.
Il volto era bagnato, più per le lacrime che per il resto, mia madre mi guardava preoccupata, le diedi le spalle per cercare di calmarmi,
"Alice, perdonami, credevo che ti avrebbe fatto stare meglio..." mi pose una mano sulla spalla, mi ritrassi,
"Alice..."
"E'....è la cosa più difficile che abbia mai fatto... perché l'ho fatto? Perché l'ho lasciato?" con gli occhi in fiamme due zaffiri blu mi si parò di fronte afferrandomi decisa,
"Era necessario" la guardai negli occhi, un senso di pace forzatamente tentava di scacciare ogni altra sensazione, respirai lasciando che agisse,
"Brava così, non fa bene agitarsi per il bambino" annuì, mi lasciò,
"Potrà mai perdonarmi?" chiesi più a me stessa che a lei,
"Tesoro, certo che lo farà.... Non ho mai percepito un amore così intenso come il vostro, e ho vissuto innumerevoli epoche..." mi passò una mano sulla guancia, con l'altra indugiò sul piccolo rigonfiamento,
"E poi una parte di lui è dentro di te"






POV Jasper

NON SO PIU' CHI SONO (an Alice Cullen's story)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora